Novant’anni e non sentirseli

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La Converse All Star è una delle scarpe di maggiore successo della storia delle sneakers. Prodotta per la prima volta nel 1917 ancora oggi è simbolo indiscusso per qualsiasi generazione. Tutto iniziò nel 1908 quando Marquis M. Converse che creò la società Scarpe Converse a Malden, Massachusetts. Nessuno si aspettava un boom del genere o per lo meno nessuno si aspettava che due anni dopo, la Converse stava producendo 4000 paia di scarpe al giorno. Ma è nel 1917 che c’è stata la rivoluzione.  Marquis voleva approfittare della passione per il basket che si stava diffondendo negli Stati Uniti, così ha deciso di creare il modello Scarpe Converse All Star. Nel 1918 il giocatore di basket Chuck Taylor (che allora frequentava ancora il liceo) ricevette il suo primo paio di Converse All-Star  a 17 anni mentre giocava per gli Akron Firestones.

Chuck Taylor entrò ufficialmente a far parte della Converse nel 1921 e  nel 1923 fu aggiunto il suo nome all’etichetta “ All Star”.  La scarpa divenne l’innegabile favorita tra i giocatori di basket. Furono le scarpe leader del basket fino agli anni settanta. Le calzarono migliaia di giocatori di ogni lega e nazionalità. Nell’NBA divennero celeberrime le All-Stars nere basse di Wilt Chamberlain.  La decisione di aggiungere il nome di Chuck Taylor all’etichetta All Star segnò un momento storico per la Converse in quanto nacque un’icona Americana  Chuck Taylor, conosciuto come “l’ambasciatore del basket”, girò l’America per 35 anni continuando ad insegnare il gioco del basket.

Intanto la Converse personalizzò un paio di scapre per i New York Renaissance (conosciuti come “Rens”), la prima squadra di basket di Afro Americani. I Rens, pionieri di un nuovo modo di giocare a basket, vinsero 2588 partite e ne persero solamente 539. La Converse e il basket nel sinonimo di Converse Chuck Taylor All Star, divennero uno standard per professionisti, college e squadre studentesche in tutto il paese. Nel 1935 Jack Purcell, un famoso giocatore di tennis, disegno un paio di scarpe ancora oggi conosciute con il nome di Converse Jack Purcell.

Quando l’America entrò nella seconda guerra mondiale nel 1941, la Converse trasformò la sua produzione di scarpe in produzione di abbigliamento, stivali e giubbotti protettivi per piloti e truppe militari. Anche dopo la guerra, le All Star rimasero uno standard di scarpe per gli atleti militari. Per il suo aiuto alla guerra, la Converse ricevette delle onorificenze dall’Esercito e dalla Marina Militare Americana.  Le Converse All Star erano originariamente prodotte solo nel colore nero. Dopo la guerra, i vari team di basket fecero pressioni affinchè la Converse decidesse di introdurre altri colori. Anche Hollywood diede il proprio contributo alla Converse in quanto attori e celebrità cominciarono ad utilizzare le All Star per le proprie uscite mondane consacrando questo modello al di fuori del mondo sportivo.

Negli anni ’50, le Converse divennero le sneaker preferite da teenager e ragazzi e simbolo della ribellione giovanile. La moda delle Converse esplose quando il bello e dannato  James Dean fu fotografato indossando dei jeans, una maglietta e un paio di Converse bianche.  Dopo di lui, negli anni  ’70 e ’80, furono moltissimi i componenti di band  – soprattutto rock o punk – che scelsero di fare di queste scarpe da ginnastica super basic un pezzo cult. Esempi su tutti, il rocker Rick Springfield e il mitico Kurt Cobain,  frontman dei Nirvana, che le indossò con il suo stile un po’ maledetto. 

La popolarità del marchio – da dieci anni ormai di proprietà della Nike –  ha raggiunto il suo apice negli anni ’90, quando il modello Chuck Taylor è passato dall’essere una scarpa per celebrity un po’ particolare a diventare il pezzo vintage più ricorrente nelle scarpiere di tutto il mondo, diventando un vero e proprio fenomeno di massa. E così dai piedi dei Backstreet Boys negli anni ’90 /2000 sono passate oggi a quelle degli One Direction. E la serie delle associazioni improbabili nel segno delle Converse continuano con Madonna e Wiz Khalifa, o con il maghetto di Hogwarts e Sarah Jessica Parker, la protagonista di Sex and the City, la First Lady Americana . Grandezza di un marchio davvero pop, che è riuscito da subito a unire mondi diversissimi come nessun altro è mai riuscito a fare, facendosi icona trasversale nel tempo e nell’età anagrafica.

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