Rummàn

La leggenda narra che il melograno fu un prezioso prodigio di Madre Natura.Colore traslucido, brillante e scarlatto dei semi di melagrane associato a capacità di sopravvivenza in habitat ostili semidesertici  “il frutto di melograno è un vero miracolo” (secondo il pensiero di culture antiche cristiane, babilonesi,  greche ecc.). Il melograno fu anche oggetto di studi di Ippocrate sull’osservazione delle virtù medicamentose di questo frutto. Il melograno (Punica granatum, L.) è una pianta della famiglia delle Punicaceae (o Lythraceae secondo la classificazione APG), originario di una regione che va dall’Iran alla zona himalayana dell’India settentrionale, e presente sin dall’antichità nel Caucaso, e nell’intera zona mediterranea.

Il melograno è ritenuto originario dell’Asia sud-occidentale, ed è stato coltivato nelle regioni caucasiche da tempo immemorabile. È presente da epoca preistorica nell’area costiera del Mediterraneo, risulta storicamente che vi sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci e in seguito dagli Arabi. Fu introdotto in America latina dai colonizzatori spagnoli nel 1769, ed è attualmente coltivato ampiamente in Messico e, negli Stati Uniti, in California ed Arizona. Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese (popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione.

Il nome “melograno” deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue come in inglese “Pomegranate”, ed in tedesco “Granatapfel” (mela coi semi). In antico inglese era noto con il nome di “apple of Grenada” (mela di Granada).  La città spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno, in spagnolo (granada) ed in antico francese (la grenade) significavano appunto melograno, la denominazione della città spagnola deriva dalla introduzione del frutto operata dalla dominazione moresca nella penisola iberica. In italiano il nome melograno è derivato direttamente dal latino: malum punicum o malum granatum; ed è nominato col termine di “melagrana”. Una radice del nome del melograno deriva dall’antico egiziano rmn, da questo deriva l’ebraico rimmôn, e l’arabo rummân. Dall’arabo il termine passò ad altre lingue, come il portoghese (romã), nella lingua della Cabilia (rrumman) e nel maltese (“rummien”). Il frutto del melograno è particolarmente ricco di sali minerali quali potassio, manganese, zinco, rame e fosforo; in quantità minore troviamo anche ferro, sodio e calcio. Abbondante anche la presenza di vitamine: A, B, C, E e K. Oltre all’acqua, che naturalmente rappresenta l’elemento principale, troviamo zuccheri, fibre e grassi. Il melograno è caratterizzato dalla presenza di sostanze benevole per l’organismo come per esempio i flavonoidi, gli antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui l’ellagico e il gallico, la quercitina e altri principi attivi molto benefici che gli hanno fatto meritare il nome di “frutto della medicina“. Grazie alla presenza di tannino (acido ellagico) il succo del melograno ha anche proprietà astringenti ed è quindi utile in caso di diarrea. Secondo recenti studi l’assunzione protratta nel tempo del suo succo sarebbe in grado di proteggere il cuore dalla formazione di placche aterosclerotiche, non solo, anche i disturbi causati dalla menopausa ( depressione e ossa fragili) sembra traggono buoni benefici dall’assunzione di succo di melograno. Anche nei confronti del morbo di Alzheimer il succo di melagrana ha dimostrato di avere proprietà benefiche; l’assunzione giornaliera è in grado di erigere una barriera protettiva e di attaccare le proteine nocive.

le popolazioni antiche ritenevano che il melograno fosse la panacea di tutti i mali;a dimostrazione di questo è il fatto che una volta si utilizzavano tutte le parti della pianta, dalle radici ai fiori, per la cura di numerose malattie. La corteccia del melograno, poiché è ricca di tannino, viene ancora oggi utilizzata in alcuni paesi africani e orientali per la concia del cuoio. Dalla buccia essiccata si ottiene un buon colorante color giallo tendente al verde di cui si sono trovate tracce perfino in alcune tombe egizie.

Da sempre il melograno è stato il simbolo delle fertilità; in epoca romana le spose dell’attuale capitale erano solite intrecciare i propri capelli con rametti di melograno proprio come simbolo di buon auspicio per quanto riguardava la prole. In India si pensa che questo frutto abbia la proprietà di combattere la sterilità. Le scorze di questo frutto hanno anche proprietà aromatiche e vengono spesso impiegate per conferire aromi particolari ad alcuni tipi di liquori, tra cui il vermouth. In Messico i semi di melograno vengono utilizzati per la preparazione di alcuni tipi di “chili” a cui conferiscono una particolare colorazione rossa.

 

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