San Gennaro a Roma

Il Tesoro di San Gennaro,  a «corredo del vero tesoro che è il sangue del Santo», di proprietà «né dello Stato, né della Chiesa, ma del Popolo della città, rappresentato dalla Deputazione della Real Cappella», che si trovano per la prima volta al di fuori della città di Napoli, insieme a documenti originali, dipinti, sculture, disegni e arredi sacri, che restituiscono la straordinaria storia di un culto, una città, un popolo.
Il culto di San Gennaro con i suoi venticinque milioni di devoti sparsi in tutto il mondo, può contare su un tesoro di gemme e capolavori di arte orafa, accumulato in sette secoli di storia e donazioni di papi, imperatori, re, uomini illustri ed ex voto popolari, il cui valore storico supera anche quello dei Gioielli della Corona d’Inghilterra e dello Zar di Russia.  Solo la collana di San Gennaro, iniziata nel 1679, con ben tredici grosse maglie in oro massiccio al quale sono appese croci tempestate di zaffiri e smeraldi, ha continuato ad impreziosirsi sino la 1993 di tali e tanti gioielli di diversa fattura di donazioni illustri da attestarsi tra i più preziosi al mondo. Tra i tanti una croce donata nel 1734 da Carlo di Borbone, una offerta dalla Sassonia, una ciappa in tre pezzi con diamanti e smeraldi, una croce di diamanti e zaffiri del 1775 donata da Maria Carolina d’Austria, una spina a forma di mezza luna del 1799 donata dalla Duchessa di Casacalenda, una croce di diamanti e smeraldi donata da Giuseppe Bonaparte, una croce e una spilla in diamanti e crisoliti offerte da Vittorio Emanuele II di Savoia , tra gli altri.

La Mitra con 3.964 gemme preziose, tra diamanti, rubini e smeraldi, scelti per il loro significato, commissionata da re Carlo II d’Angiò al maestro Matteo Treglia per i festeggiamenti dell’aprile 1713, giunti al terzo centenario, destinata ad ornare il busto reliquario del Santo che fu eseguito in epoca angioina; costò circa ventimila ducati raccolti attraverso sottoscrizioni e donativi che coinvolsero il popolo, il clero, gli artigiani, i nobili ed anche l’imperatore.
Due oggetti di grande valore dei 70 pezzi unici che Il tesoro di Napoli – I capolavori del Museo di San Gennaro in mostra al Museo Fondazione Roma insieme a 700 anni di storia e arte orafa, legata al culto del santo, e alla città di Napoli, quando al confine spesso labile tra devozione e pregiudizio.

MUSEO DI SAN GENNARO
MUSEO DI SAN GENNARO
MUSEO DI SAN GENNARO
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MUSEO DI SAN GENNARO
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Una mostra che conta il calice in oro, rubini, smeraldi, brillanti dell’orafo di corte Michele Lofrano, commissionato da Ferdinando di Borbone nel 1761, e l’ostensorio di Gioacchino Murat e la pisside offerta da Re Ferdinando II, il calice in oro zecchino, con cui Papa Pio IX nel 1849 ringraziò i napoletani per l’asilo durante i moti mazziniani a Roma, e i due Splendori, candelieri in argento di oltre tre metri e mezzo d’altezza donati da Carlo III di Borbone. ll maestoso San Michele Arcangelo che sguaina la spada, e l’esercito di santi in argento che avrebbero dovuto «coadiuvare» l’aiuto di San Gennaro. La copia del busto di San Gennaro del 1305 e il Reliquiario con le sacre ampolle per il sangue, sino all’atto notarile del 13 gennaio 1527 con cui l’intera città s’impegnava a costruire una nuova cappella in onore del santo protettore che l’aveva salvata dalla peste, dalla guerra e dal Vesuvio.  Settanta dei 21.610 pezzi  a «corredo del vero tesoro che è il sangue del Santo», di proprietà «né dello Stato, né della Chiesa, ma del Popolo della città, rappresentato dalla Deputazione della Real Cappella», che si trovano per la prima volta al di fuori della città di Napoli, insieme a documenti originali, dipinti, sculture, disegni e arredi sacri, che restituiscono la straordinaria storia di un culto, una città, un popolo.   Un tesoro che lasciando Roma non tornerà nei sotterranei del Banco di Napoli, ma sarà esposti nella cattedrale, grazie a speciali teche donate proprio dalla Fondazione Roma.

Il tesoro di Napoli – I capolavori del Museo di San Gennaro, resta in mostra al Museo Fondazione Roma – Palazzo Sciarra (via Marco Minghetti, 22), lunedì dalle ore 15.00 alle 20.00, da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 20.00. On line trovate info su prezzi, sconti, promozioni e visite guidate.

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