Tacco a spillo

Il tacco a spillo è da sempre considerato uno strumento di seduzione, l’arma che rende ogni donna una “femme fatale” grazie alle sue capacità magiche di far sembrare la gamba più lunga e più snella rendendo la camminata più sinuosa e provocatoria e donando a chi gli indossa eleganza e sensualità.
L’origine del tacco a spillo è ottocentesca come dimostrano immagini di letteratura erotica dell’epoca: si trattava di stivaletti altissimi dove il piede poggiava sulle punte( come le scarpe per le ballerine classiche) impedendone l’utilizzo, infatti erano usate solo in pratiche sessuali masochiste.
A dare al tacco a spillo una visione contemporanea per un utilizzo più convenzionale fu lo stilista francese Roger Vivier che, nel 1954, progettò per la maison francese Dior una scarpa con il tacco molto appuntito sostenuto all’interno da una piccola asta di acciaio rivestito di legno o di plastica.

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Il successo del tacco a spillo aumentò negli anni sessanta con l’invenzione della mini gonna, infatti fu introdotto negli stivali per migliorare l’aspetto delle “gambe nude”.
Nel corso degli anni, però , il tacco a spillo fu molto contrariato da movimenti femministi che vedevano in esso la sottomissione della donna che sembrava soltanto stereotipo sessuale degli uomini, e così il tacco a spillo fu sostituito da tacchi più bassi, molto ampi e con la punta quadrata dando il via, man mano, alla nascita della cosiddetta zeppa simbolo per antonomasia degli anni 70.
Fortunatamente le femministe degli anni 80 non vedono più il tacco a spillo una minaccia per la dignità femminile ma, indossando le scarpe con il tacco alto, le donne si sentono più belle, più alte e soprattutto più autoritarie. Ora i tacchi a spillo vengono indossate liberamente e senza restrizioni: in ufficio, in occasioni formali con vestiti molto eleganti, semplicemente con un paio di jeans e addirittura in palestra per tonificare meglio i glutei.

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“Nell’immaginario femminile la scarpa rappresenta l’amica di una vita. Basti pensare al primo paio, che non si scorda mai, come il primo amore: ricordiamo tutte la prima volta che abbiamo indossato un paio di tacchi, innalzandoci a un’altezza artificiale che tutt’a un tratto ci faceva sembrare il mondo diverso, più luminoso, più bello, più raggiungibile.”  Sonia Tiffany Grispo, Come vivere alla moda, 2012

Illustrazione by Hayden Williams.

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