All’Opera con Ravel

Per chi in questi giorni invernali di pioggia straordinaria si trova a Roma e ha il desiderio di lasciarsi trasportare dall’atmosfera gioiosa e sognante di J.M.Ravel ( chi non conosce il suo brano più celebre “Bolero”), il Teatro dell’Opera di Roma offre ancora fino al 6 febbraio lo spettacolo di due opere, forse non conosciute ai più, ma di sicuro intrattenimento.
La prima “L’heure espagnole” del 1907 è ambientata in una bottega di un orologiaio della Spagna del XVIII secolo. Narra in un susseguirsi di imprevisti, le vicende di Concepcion, capricciosa moglie dell’orologiaio, e dei suoi spasimanti – costretti a nascondersi nei grandi orologi a pendolo della bottega. L’arrivo inatteso del mulattiere Ramiro creerà  ulteriore scompiglio – e l’opera si conclude con una citazione del Boccaccio su chi vince in amore.
Subito dopo un breve intervallo si viene immersi nel mondo fiabesco onirico de “L’enfant et les sortilèges”. L’opera in due parti composta tra il 1919 ed il 1925 mostra le vicende di un bambino di sette anni in una vecchia casa in Normandia.
Punito dalla madre per non voler fare i compiti si lascia prendere dai capricci e combina una guaio dopo l’altro: rompe i suoi libri, getta a terra tazza e teiera, tira la coda al gatto, infastidisce uno scoiattolo… Una volta sfogato si lascia cadere in poltrona, qui ha inizio la magia. Tutto ciò che lo circonda si anima e spinge al suo rimprovero. Tuttavia il bambino riesce  a farsi perdonare soccorrendo lo scoiattolo precedentemente infastidito e torna, lodato, dalla sua mamma.
L’opera, alquanto innovatrice per la sua epoca, con la sua moltitudine di generi musicali, non venne subito accolta dal calore del pubblico, riscuotendo solo in seguito successo tra adulti e bambini.

 BY Eva C. Müller 

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