E’ CARNEVALE!

Le sue più remote origini si possono far risalire alle dionisiache greche e ai saturnali romani, dove, dando vita allo scherzo si festeggiava lo scioglimento dagli obblighi sociali come rinnovamento simbolico dell’anno solare.
Carnevale (dal latino carnem levare-eliminare la carne) termine utilizzato anticamente per indicare gli ultimi festeggiamenti e banchetti del martedì grasso, in cui si mangiava un’ultima volta la carne, prima dell’inizio della Quaresima, è oramai per adulti e bambini, sinonimo di goliardia, festa e vivacità.
In Italia ogni regione ha le sue tradizioni per festeggiare questo periodo. Sfilate per i paesi, balli in maschera, scherzi e tanti dolci da gustare, per lo più fritti. Già nel 1094 si testimonia l’usanza veneziana di mascherarsi, che poi ha dato vita con il passare degli anni ad un vero e proprio commercio di maschere e costumi. Il Carnevale di Venezia non ha mai smesso di affascinare, complice forse anche l’eleganza dei suoi balli nei palazzi ducali affacciati sul Canal Grande. Spettacolare è il “volo dell’angelo”, discesa effettuata da un artista sospeso nel vuoto, dalla cella campanaria del campanile di San Marco alla sottostante piazza.
A Viareggio invece è dal 1873 che i carri allegorici più grandi al mondo sfilano per il lungomare, rappresentando le capacità artistiche degli italiani.  Sono infatti numerosi gli artisti di incontrastata fama che hanno contribuito alla realizzazione delle enormi figure e caricature in cartapesta.
Merita attenzione anche la “corsa a vuoto” dei 18 cavalli senza fantino organizzata ogni anno in questo periodo dalla città di Ronciglione,  nel Lazio. Non mancano anche qui le sfilate dei carri allegorici, ma la particolarità è  “la pitalata”, un simpatico spettacolo dei “nasi rossi”che, vestiti con un camicione bianco e cantando un inno al vino, entrano nei negozi e nelle abitazioni per offrire con insistenza i loro maccheroni tenuti al caldo in un vaso da notte.
Sempre in Europa,  Binche,  vicino a Bruxelles si è vista riconoscere nel 2003 il suo Carnevale come patrimonio mondiale dell’UNESCO.  Maschere chiamate “gilles”, si aggirano per le strade muniti di  fasci di legna per cacciare gli spiriti maligni.
A Colonia in Germania il Carnevale significa “potere alle donne”. Infatti durante questo periodo gli uomini sposati o fidanzati vengono distolti da qualsiasi iniziativa propria con il simbolico taglio della cravatta.
Ma il Carnevale più grande al mondo si trova dall’altra parte del globo, in Brasile. E’ dalla fine del 19.secolo che a Rio de Janeiro a passo di danza le scuole di samba, preparandosi un anno prima, si mettono in competizione per dar vita a gare di ballo colorate e spumeggianti che attirano migliaia di turisti.
Pensando all’allegria e alla spensieratezza che contraddistingue questa festa, ricordiamo O.Wilde:

L’umanità si prende troppo sul serio. E’ il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa.

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