CUCINA DI FRANCOFORTE

Sotto questo titolo non aspettatevi piatti tedeschi come il  tipico “wuerstel con krauti” (tra l’altro poi un tipo di wuerstel viene effettivamente da Francoforte), ma la descrizione dello schema, innovativo per i tempi in cui ha visto la luce, ( i primi anni venti del Novecento), del luogo dove si cucina e spesso mangia.

E’ Grete Schuette-Lihotzky (1897-2000) infatti, che dopo gli studi di architettura dedica i suoi modelli alla realizzazione di residenze per gli invalidi della 1° guerra mondiale. Il Comune di Francoforte le affida l’incarico di ideare nuovi tipi di case, che comprendano una razionalizzazione del lavoro domesticoSi ispirerà ai vagoni ristorante dei treni e alle cambuse delle navi che, visto i loro spazi angusti e circoscritti con conseguenti problemi di movimento, necessitano del massimo di razionalizzazione.

Lo schema ad U, prototipo se così si vuol dire delle future cucine componibili, passa alla storia come “cucina di Francoforte“.

Spazio di conservazione, lavoro e cottura si aprono su una finestra, elemento chiave per l’areazione e l’illuminazione giusta dell’ambiente. Certo, con il tempo sono stati vari i punti di critica ( lo spazio effettivamente alquanto ridotto, la reclusione di chi cucina in un “angolo”..), ma dobbiamo a questa donna ( la prima ad iscriversi alla Kunstwerberschule di Vienna), la creazione della prima cucina moderna!

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