Isabella Blow

“Perché indosso cappelli vistosi? Non voglio essere baciata da tutti. Voglio essere baciata solo dalla gente che amo”.

A parlare è Isabella Blow, il dark side del fashion system, la musa tormentata, il genio irrequieto.
Un volto geometrico dai tratti severi, un caschetto nero e una personalità tumultuosa: Isabella Delves Broughton nasce nel 1958 a Londra e, sin da subito, si dimostra curiosa e desiderosa di conoscere il mondo. Prima di arrivare alle porte di Vogue USA come assistente della direttrice Anna Wintour, studia arte cinese, abbandona l’università e si reinventa in un gran numero di lavori.
Negli anni ’80 entra in contatto con l’élite culturale americana e i suoi esponenti di spicco, tra cui Andy Wharol e Jean-Michel Basquiat e, alla fine del decennio, si addentra nell’insidioso mondo della moda, innamorandosi delle creazioni esagerate di Philip Treacy, il cappellaio matto di cui diviene subito ispiratrice.
Lo stilista realizza per Isabella Blow delle creazioni originalissime, tra cui il cappello-aragosta e quello ispirato a Lady Macbeth, indossato il giorno delle sue seconde nozze con Detmar Blow. Con lui Issy (questo il suo diminutivo) vive una storia coinvolgente a livello senti/mentale, i due si completano e si stimano, ma la loro incapacità di avere figli viene commentata dalla fashion stylist con sferzante ironia: “Eravamo come due frutti esotici che non riuscivano a riprodursi”.
Un’altra grande presenza nella vita di Isabella Blow è rappresentata dallo stilista Alexander McQueen, che scopre nel 1992 alla chiusura dell’anno accademico della Saint Martins School of Art. Come le due parti della stessa mela, i due dimostrano una perfetta intesa lavorativa e intellettiva: menti brillanti del mondo della moda, dal quale, per alcuni aspetti, si sono fatti entrambi sopraffare.
È il 2001 quando Gucci acquista il marchio McQueen e Issy, estromessa dalla trattiva e dalla decisione del suo pupillo, precipita in uno stato depressivo dal quale uscirà con grande difficoltà ma solo per brevi periodi e che la condurrà a togliersi la vita nel maggio 2007. Un destino tragico, in cui la seguirà lo stilista e amico Alexander McQueen nel 2010.
Cosa resta oggi di Isabella Blow? Le sue intuizioni, il suo estro, il suo sense of humour. E il dubbio, ancora vivo, sul perché: se sia stato il vorticoso mondo della moda a generare in lei il malessere o se, al contrario, gli impegni mondani e la creatività abbiano solo posticipato l’inevitabile epilogo di una personalità gracile ed esplosiva.

 

By Letizia Annamaria Dabramo

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