F.H.

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Due ragazzini, una spiaggia deserta, un giradischi. E la voce di Françoise Hardy. È questa la scena di Moonrise Kingdom di Wes Anderson in cui si esprime al meglio il senso della fuga d’amore dei giovanissimi protagonisti. Un amore acerbo, precoce, dai colori pastello. Un po’ come la voce di Françoise, interprete francese attraverso la cui voce rivivono gli anni Sessanta e che ha saputo incarnare la sensazione di scoperta, di novità, di tutto ciò che è fresco ed è anche buono. La voce di Françoise “compare” in scena: è una voce limpida e lievemente ammicante, molto cinematografica perché coincide con lo stato d’animo dei personaggi e con l’atmosfera che si propaga sul set. In The Dreamers la sua voce è il punto di svolta di una colonna sonora fino a quel punto dominata dal rock psichedelico di Jimi Hendrix, dagli acuti lancinanti di Janis Joplin, dalla voce noir di Jim Morrison. Ma è anche il punto di svolta della sceneggiatura, il momento in cui Isabelle e Matthew decidono di saltare fuori dalla situazione viziosa costruita nell’appartamento, provando a sottrarsi alle logiche di un triangolo semi-amoroso. Il regista François Ozon, nel 2013, ha suddiviso il suo film Jeune et belle incentrato sul tema della prostituzione minorile in quattro capitoli, ciascuno corrispondente a una celebre canzone di Hardy. È la voce di Françoise che puntualmente purifica: arriva nel momento della redenzione, della liberazione, quando le possibilità sono ancora da sperimentare e non ci si abbandona ancora alla consuetudine. Uno stato d’animo adolescenziale, orientato alla scoperta e allo struggimento, perfettamente incarnato tanto dal timbro cristallino quanto dal suo aspetto. Il viso di Françoise ha i tratti regolari e il suo volto ha dei rimandi quasi puerili. Un punto di riferimento anche per il mondo della moda, un’icona pura e spontanea che ispira André Courréges. Lo stilista della Space Age, “rivale” di Pierre Cardin e Paco Rabanne, nel 1965 realizza un completo in stile futuribile, monocromatico e dalle linee pulite: lo realizza espressamente per Françoise, alle prese con il suo debutto televisivo, come conduttrice di Dim, Dam, Dom, programma di intrattenimento che risponde all’acronimo: des Dim(anches), de Dam(es) et D(h)om(mes). E in tempi più recenti è stato Nicolas Ghesquière, quando ricopriva il ruolo di direttore creativo Balenciaga, a ispirarsi all’immagine della cantante: una figura che, in modo stupefacente, riesce ad abbracciare il cinema, la moda, la poesia e il movimento youthquake.

By Letizia Dabramo

 

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