LA CAMERA DELLA RABBIA

Gianni Rodari nel suo racconto “Il Palazzo da rompere”, del 1962, narra la vicenda di un sindaco di una piccola cittadina che predispone un edificio di 7 piani per metterlo a disposizione di distruzione a tutti i bambini troppo vivaci. Il progetto funziona, perché i bambini da piccole pesti diventano “delicati come farfalle”.

Se funzione nella finzione è una cosa, ma nella realtà? Questa la domanda che si è posto C.Castagnoli, proprietario della 1° Camera della Rabbia d’Italia, alla periferia di Forlì.

Qualcosa di simile si può trovare a Dallas negli Stati Uniti, in Slovenia e in Giappone, ma per l’Italia è una novità assoluta che, da quando il posto è stato inaugurato 2 anni fa, è sempre più visitata.

Il capannone è suddiviso in 2 camere; una piena di oggetti in ceramica e una piena di bottiglie ed ampolle di vetro dallo slogan ” l’unico posto dove puoi distruggere tutto e nessuno ti dirà niente“.  Vede arrivare circa una ventina di persone a settimana. L’età media si aggira tra i 25-35 anni e, notizia interessante, 80% sono donne.

Come funziona nei fatti la Camera? Semplice, si prenota, si pagano 25 euro per 20 minuti, si sceglie la Camera e, protetti dalla testa ai piedi quando parte la musica heavy metal a tutto volume con la propria mazza di ferro, si sfoga tutto quello che si ha da sfogare.

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