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“Io sono la neve” di Elizabeth Laban è un romanzo appassionate, che sa catturare l’attenzione del lettore, è uno di quelli per cui si fa tardi la notte! L’inizio è come quello di un qualsiasi romanzo: un ragazzo al suo ultimo anno di liceo, alle prese con un compito: una tesina sulla tragedia che fa davvero paura! Duncan, questo il nome dello studente, però ha un altro pensiero fisso, ma è un qualcosa che vuole dimenticare, ad impedirglielo sarà la voce di Tim, vero e proprio protagonista di questo racconto, e l’eco della sua storia. “Io sono la neve” potrebbe apparire come il solito libretto amoroso, ma non lo è, anzi in pratica è il suo opposto: «dall’ordine al caos e poi di nuovo all’ordine» è in questo tema, filo conduttore, che si diramano molti altri “topoi” che raccontano di scelte, della vita, di come viverla appieno, degli errori e delle loro conseguenze. Si parla di carpe diem, di un tesoro e di gioia e dolore, o forse in questo caso di «dolore, gioia e poi di nuovo dolore»