NEW TREND: Lo scatto alla clavicola

Si chiama Collarbone: la nuova tendenza di fotografarsi la clavicola e postare lo scatto sui social network. Non più il viso o altre parti del corpo, ma solo l’incavo tra collo e spalla possibilmente con degli oggetti appoggiati sopra in equilibrio precario.
Questa, discutibile, moda arriva dalla Cina , esattamente dal social cinese weibo.com, e prevede che ci si fotografi il collo poggiando sulla clavicola gruppi di monete, più monete ci sono senza cadere più è sinonimo di magrezza, essendo così considerati “skinny”, dimensione fisica molto apprezzata in quest’epoca di esagerazioni al limite.
Oltre alle monete chi vuole dimostrarsi “oltre” appoggia qualsiasi cosa dalle caramelle alle uova, l’importante è mettere in evidenza il più possibile le ossa.
Se ancora siete incredule dinanzi tutto ciò, pensate che su Instagram l’hashtag #collarbones ha ricevuto più di 864.000 post dedicati in soli sette giorni. Una delle immagini più popolari sui social è quella dell’attrice Lv Jiarong, nota nei Paesi asiatici che si è fatta fotografare tenendo in equilibrio sulle proprie clavicole circa 80 monete, orgogliosa del proprio fisico estremamente esile.
Questo nuovo tipo di selfie potrebbe sembrare solo un gioco, se non fosse per il fatto che esalta in modo esasperato l’essere magrissimi e in un periodo costellato da giovani sofferenti di anoressia, non servono incoraggiamenti di questo tipo.
Gli esperti, infatti, hanno subito puntano il dito contro la moda del collarbone, colpevole di esaltare ideali di magrezza lontani dalla realtà e, quindi, pericoloso.
Il collarbone non è però l’unica moda estiva, anzi durante questi anni ne sono nate varie: dal “Thigh gap” l’ossessione dello spazio tra una coscia e l’altra, al “Bikini bridge” cioè il ponte che riguarda la parte inferiore del bikini che si forma quando si hanno le ossa dell’anca molto sporgenti. A quanto pare, cambiano i “soggetti” dei selfie, ma la questione rimane sempre la stessa: il cosiddetto canone di bellezza “slim-fit”.
Motivo per cui, per limitare questo fenomeno lo scorso anno Michela Marzano aveva avanzato una proposta di legge che puniva con il carcere e multe salatissime autrici di blog che istigano all’anoressia e alla bulimia scatenando non poche polemiche. Hashtag come #proana e #promia erano stati bannati sui social per non favorire lo scambio di foto che inneggiavano ai disturbi alimentari. Oggi, per circuire questo divieto, ci sono nuovi hashtag #proanaa, #proanaandmia o #proanaaa dove troviamo migliaia di foto di donne di una magrezza patologica, da fare impressione. Questi sono i modelli di una generazione che vede nell’essere magri una via per arrivare prima al successo, per essere accettati. Molte di loro però non sanno che l’anoressia non è un gioco e di anoressia si può anche morire

Tags from the story
, ,
Written By
More from Giusy Peluso

Poesie su foglie

Le foglie d’autunno ha sempre avuto un certo fascino e se accostate...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *