LA REALTA’ DA UN OBIETTIVO – VIVIAN MAIER

Vivian Maier nasce a New York nel 1926, ma dopo il divorzio dei genitori trascorre gran parte dell’infanzia in Francia. E’ grazie ad una vicina di casa che, durante l’adolescenza, scopre il suo amore verso la fotografia. Da questo momento in poi porterà sempre con sé una macchinetta fotografica, non importa dove…se in tram, a casa, per strada, dal panettiere o dal dottore.

Tornata a vivere a New York fa la governante per mantenersi e appena può, nei giorni liberi, coglie la realtà che la circonda con la sua Rolliflex nera.

Vivian Maier non era solo interessata a cogliere il suo presente, lo voleva capire e magari migliorare. leggeva, era una progressista e fervente femminista con un debole per afroamericani e pellerossa. Nel 1959 riesce a pagarsi un viaggio intorno al mondo e per un anno intero attraverserà i Paesi più diversi, dalla Cina all’India fino all’Italia passando per il Medio Oriente.

Non abbandonerà mai la sua macchinetta, anche da anziana scatterà immagini che forse possono sembrare più malinconiche. Vive sempre sola, non accettando aiuti da nessuno e così purtroppo sarà anche la sua morte. Povera ed anziana, dopo una caduta sul ghiaccio morirà in solitudine nell’aprile del 2009.

Solo dopo la sua morte il ritrovamento dell’enorme quantità di foto scattate durante la sua vita, hanno fatto uscire questa straordinaria ” fotografa invisibile” dall’ombra. Numerose esposizioni negli Stati Uniti ed in Europa  hanno omaggiato finalmente un’artista che i punta di piedi è stata testimone del suo tempo.

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