#USODELDISUSO

Cari lettori, in questo articolo vi proponiamo una parola assai vetusta, poco utilizzata: “Ignavo”.

Questo aggettivo proviene dal latino ignavus, composto a sua volta dalla preposizione in e da  gnavus, forma più antica  di navus, letteralmente «attivo, diligente».

Chi è ignavo è  dunque pigro, indolente nell’operare per mancanza di volontà attiva, un ignavo spesso è anche codardo, una persona talmente indolente  che non opera alcuna scelta. La figura dell’ignavo è passata alla storia grazie al ben noto autore della Divina Commedia, che attraverso la voce del gran maestro Virgilio, li descrisse come

” l’anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
delli angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé foro. […]

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.”

Ordunque lettori, l’ignavia è qualcosa di fin troppo comune, ne siamo circondati! Potete scommetterci nella  vita di ognuno di voi gravita un ignavo…Come riconoscerlo? E’ semplicissimo! L’ignavo è quell’amico che, quando si  cerca di decide cosa fare il sabato sera, risponde a qualsiasi proposta con un  “Per me è uguale!”

 

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