Dior Cruise 2017: ispirazione britannica e silhouette francese

Lucie Meier e Serge Ruffieux, a capo dello studio di design Christian Dior, traggono spunto da due viaggi: quello da Parigi a Blenheim per la sfilata della collezione crociera e quello del mondo della moda.

L’ispirazione non attinge soltanto al guardaroba dell’alta società del dopoguerra, ma si volge verso quel clima effervescente di avventura che caratterizza questo periodo. La sete di scoperta, la voglia di viaggiare e di scoprire cose nuove. Le allusioni alla caccia e al suo universo pittorico rimandano immediatamente alla campagna inglese.
Il rosso fiammeggiante ricorda lo scarlatto degli abiti impiegati nella caccia a inseguimento. Tweed rustico e popeline rurale.
Senza dimenticare le scene equestri che troneggiano al centro dei tessuti jacquard dai motivi figurativi, oppure abbinate a mazzi di fiori di campo. Disegni che si fondono con i velluti devoré, con le sete d’Asia e le stampe africane, con motivi intessuti e ricami, rivelando lo spirito avventuroso dell’esploratore, la curiosità verso il mondo e quell’eccentricità, tipicamente inglese, nell’abbigliamento.
All’ispirazione d’oltremanica si contrappongono silhouette e dettagli della tradizione parigina.
Le linee curve della giacca Bar sono sciancrate e accorciate all’altezza dei fianchi, oppure seguono gli ampi movimenti del tessuto: su di una spalla, per mezzo di un volant che funge da tasca, su di un generoso cappotto.
Un volume tutto Dior, con riferimenti all’Inghilterra e uno spirito decisamente attuale. La forma Bar si presta a diverse declinazioni: come baschina che avvolge i fianchi o come drappeggio in un abito da giorno.

Ciascun dettaglio si ispira direttamente all’opera di Monsieur Dior, trasportando nella nostra epoca la storia della Maison: il fiocco, codice emblematico, se ne esiste uno, è sciolto; il nastro passa attraverso il décolleté o nel suo risvolto, come un foulard, per insieme coprirlo e valorizzarlo, aggiungendo un movimento dinamico alla semplice nota di decorazione.
Questo dialogo tra stile inglese e francese fa eco alla relazione tra passato e presente e agli scambi culturali tra i due paesi. Nel XVIII secolo, la moda francese era permeata da riferimenti all’Inghilterra, mentre nel XX secolo la tendenza si inverte, e la couture francese vive un enorme successo in Gran Bretagna.
Primo tra tutti Christian Dior, che, da parte sua, s’ispira alla moda inglese: i suoi stessi abiti erano confezionati da Savile Row e le sue creazioni presentavano elementi della moda maschile, quali lane inglesi, tweed scozzesi nonché il motivo “Prince de Galles” per valorizzarne la femminilità.
Punto di incontro tra femminile e maschile, tra Francia e Inghilterra: quasi settant’anni dopo la nascita della Maison, Dior rende omaggio a questi legami culturali e di creatività al Blenheim Palace, metonimia indiscussa dell’Inghilterra, feudo dei duchi di Marlborough, luogo che ha visto la nascita di Winston Churchill e, per ben due volte, scenografia delle sfilate Dior, nel 1954 e nel 1958. Oggi come ieri, la curiosità verso il mondo ci permette grandi viaggi e scoperte inenarrabili. È questa curiosità il vero simbolo della costante ricerca di novità.

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