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Nata in Francia da madre e padre tunisini Kenza ha vissuto nella terra dei suoi genitori sin da piccolissima.
Qui ha avuto inizio la sua brillante carriera… Ha sfilato per tutti i più grandi stilisti da Vogue a Ferrè e Armani… insomma tutti i più grandi nomi della moda internazionale, fino ad arrivare ad essere fotografata per le copertine di Elle, Grazia, GQ e Sport Illustrated e a diventare famosa anche per essere la prima modella musulmana a posare in bikini e lingerie per riviste famose e questo ha fatto di lei anche un’icona dell’emancipazione femminile.

 

Kenza, la tua biografia parla di una ragazza intraprendente che sin da piccola immaginava di fare grandi cose… puoi darci un tuo report sulla tua carriera?
La mia carriera è stata il risultato di un felice errore. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei fatto la modella. Quando sono entrata in questo mondo ho pensato di fare la modella solo per alcuni mesi e dopo più di dieci anni eccomi ancora qua!

Mamma produttrice di film e papà medico. Quanto sono stati importanti i tuoi genitori?
I miei genitori sono stati per me, come per la maggior parte delle persone, mentori e fonte di ispirazione. Sono stati in grado di esserci sempre per me senza essere imponenti ed è una cosa notevole. Ora sto per diventare madre a mia volta e spero di poter fare lo stesso con i miei figli.

La Tunisia è stata sempre il paese arabo più vivo, ricco di fermento culturale, di emancipazione femminile, sia sotto il regime di Ben Ali che oggi dopo la rivoluzione dei ciclamini. Alla luce di quello che è accaduto in medio oriente quanto di quello che è stato conquistato negli anni dal popolo tunisino è messo a rischio dai musulmani radicali?
Sfortunatamente la minaccia terroristica è dovunque come abbiamo già visto, la sicurezza in Tunisia è rafforzata e ciò è rassicurante. La democrazia è ben avviata in Tunisia e non ci saranno movimenti che porteranno il paese indietro. Quindi non ho assolutamente paura dell’“Islam radicale” come lo chiamate voi.

Credi che il mondo arabo ed in particolare la Tunisia abbiano speranza di crescita e di una crescita che porti sempre più all’integrazione culturale con l’Europa ed i paesi occidentali?
Penso che tutto il mondo debba integrarsi e accettarsi a vicenda. L’Occidente ha le proprie usanze e costumi così come l’Oriente. Ciò che veramente conta è l’apertura verso gli altri, il rispetto reciproco e l’accettazione delle differenze culturali.

Hai sfilato e lavorato con tutti i più grandi e sei stata promotrice di festival internazionali del cinema come quello di Cartagine. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze?

Ogni esperienza è gratificante. Ovviamente essere la madrina di un festival è molto intenso; sfilare, per me, è come lo è il cinema muto per l’arte.

Il più grande stilista per te?
Secondo me tutti gli stilisti che riescono ad appassionare con le loro opere sono importanti. Ed è pur vero che oggi ho più interesse per coloro che rispettano il pianeta e la sua gente e rispettano gli animali. Amo la moda che ha la propria etica ed i propri principi.

Con chi ti piacerebbe lavorare dei pochi con i quali ancora non hai lavorato?
Avrei voluto sfilare per Yves Saint Laurent per poterlo conoscere.

Prossimo progetto?
Il prossimo progetto è mio figlio che nascerà a marzo.

Il nostro magazine si chiama SpaghettiMag. Richiama il cibo italiano per antonomasia. Sei stata in Italia, ovviamente… cosa ti piace di più del nostro paese e quanto ritrovi della cultura tunisina in esso?
Conosco molto bene l’Italia ed è un posto che mi fa sentire a casa. È un paese molto vicino alla mia cultura sia per il modo di vivere che per la lingua. Amo molto Napoli. In comune abbiamo la cultura meditteranea che è nel nostro sangue ed anche nella nostra tavola: l’olio d’oliva, il pomodoro, le erbette fresche, il pesce, ecc…

Sei cosmopolita ma la Tunisia è la tua costante di vita. Quanto è stato ed è importante il tuo paese per te?
Il mio paese è il mio paese. È il posto dove vivono i miei migliori amici e la mia famiglia ed è il posto dove sono cresciuta. Mi piacerebbe riscoprire presto il mio paese con mio marito e mio figlio.

La tua vita ti ha portato in numerosi posti del mondo nei quali avrai avuto modo di assaggiare diversi tipi di caffè. In che luogo hai assaggiato il caffè più buono?
Il caffé è un rito essenziale per me durante la giornata, ed è per questo che mia piace berlo nella tranquillità del mio appartamento a New York magari seduta sulla terrazza mentre leggo i giornali oppure ascolto musica.

Interview by Rosaria Angelino // Marcello Lala