Tatuaggio: tra arte e pregiudizio

L’origine di quando e dove abbia avuto inizio quest’arte è incerta ma ciò che è, sicuramente, certo è che il tatuaggio sia una delle rarissime forme d’arte presenti in quasi tutte le culture, probabilmente perché il tatuaggio non è altro che il tentativo dell’uomo di rendere eterno ciò che è destinato a perire.

” Il tatuaggio è un’opera eterna su un supporto effimero.”

La prima testimonianza certificata del suo uso risale a  circa  5000 anni fa. Nel 1991, sulle alpi Otzalet, è stato ritrovato un corpo congelato e perfettamente conservato di un uomo che è stato soprannominato Otzi.
Otzi presenta, in varie parti del corpo, dei veri e propri tatuaggi, ottenuti sfregando carbone polverizzato su incisioni verticali della cute.

Che sia un simbolo, una scritta, un volto oppure una data il tatuaggio ha, sicuramente, un significato e qualcosa di interessante da raccontare, un emozione da trasmettere oppure un ricordo che non può e non deve cadere nell’oblio in silenzio… un mix di sensazioni, emozioni e ricordi che non tutti hanno avuto la fortuna di conoscere.
Il tatuaggio è sempre stato una forma di ribellione contro la società e contro la sua ipocrita etica e la sua morale bigotta e forse per questo motivo che non è mai stato visto di buon occhio tantoché nell’antica Grecia il tatuaggio  si usava per la comunicazione tra spie. I Romani, invece,hanno segnato con i tatuaggi i criminali e gli schiavi. Però, nel corso del tempo, i loro atteggiamenti verso i tatuaggi cambiarono: iniziarono ad utilizzarli come un segno di ferocia nei confronti dei loro nemici.
in Giappone  i tatuaggi venivano usati solo per contrassegnare i criminali.

Oggigiorno nel  mondo del tatuaggio si è registrato un cambiamento straordinario grazie alla perfetta sincronizzazione tra un mutamento che ha coinvolto l’aspetto formale e quello contenutistico, con un superamento di quelli che erano i motivi tradizionali fino ad approdare alla creazione di stili personali derivati dal diretto confronto con la tecnica d’arte per eccellenza: la pittura. La diffusione del tatuaggio risale agli anni Sessanta  prima tra i giovani hippy e i motociclisti fino a conquistare ogni strato sociale e fascia d’età arrivando anche alle celebrità in particolare le donne.Quest’arte è oggi riconosciuta dalle agenzie governative sia come una forma artistica, che come una professione. Alcuni disegni di tatuaggi sono anche oggetto di musei e gallerie d’arte negli Stati Uniti, in Canada e in Europa.

“Un uomo senza tatuaggi è invisibile agli Dei”

 

 

 

More from Sourour Medranou

ACCADDE OGGI

E’ il 123° giorno dell’anno, la Chiesa festeggia Sant’Antonio Pierozzi. Impulsivi. irrazionali...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *