In conversation with Jure Stropnik

Jure Stropnik, classe ‘82, nasce in una piccola città della Slovenia, Velenje. Founder & designer del brand IURI, dopo il lancio e il consolidato successo di una linea calze, per la Spring Summer 2018 ha deciso di intraprendere un nuovo percorso, lanciando la sua prima collezione di accessori e pelletteria.

Raccontaci com’è nato il brand IURI.

Da sempre sognavo di lanciare il mio marchio. Dopo una lunga esperienza nel settore moda finalmente è successo. Uno step abbastanza rischioso, prendendo in considerazione tutte le problematiche e difficoltà che si hanno quando sei una start up. Soprattutto in questo settore dove regna la competizione.

Trovi che tutti i vari step che hai affrontato all’interno del mondo della moda, partendo da sales assistant, siano stati importanti per la tua carriera?

Certamente, è formativo e credo che ognuno, per imparare in questo settore, debba prima fare una gavetta. Si impara sempre qualcosa di nuovo.
Probabilmente non avrei lanciato il brand se non avessi queste esperienze alle spalle.

Qual è stato il passaggio dall’essere un brand di calze al lancio di una linea di borse?

Se il progetto per la linea di borse non e’ nato per caso, quello del brand di calze invece si. Poco dopo aver fatto una chiacchierata con un produttore di calze, mi sono appassionato al prodotto. Successivamente ho fatto una ricerca approfondita del mercato e mi sono lanciato… un po’ per caso. L’idea era quella di creare una calza contemporanea, qualcosa di nuovo e distintivo.

Dalle calze alle borse, forse è stato uno step rischioso, ma non ho mai voluto che il focus del mio brand si spostasse verso la “lingerie”. Dopo le calze sarebbe logico creare la linea underwear, ma questo non è nel mio interesse, anche se al giorno d’oggi nella moda non c’è più una regola.

Volevo dare al brand più forza, se così si può dire. La borsa è sempre stata uno “status simbol”. Nel mondo IURI, è più sportiva, contemporanea, con un touch di lusso, e soprattutto Made in Italy. Due mondi diversi, ma che possono incontrarsi…

Una collezione dalle linee geometriche, dalla struttura rigida, rivelaci qual è stato il processo creativo che ti ha portato a disegnare questa collezione.

La collezione delle borse è un’estensione delle calze, riprende le stesse forme geometriche e il triangolo come simbolo. Anche la palette colori è quella del mondo IURI. La mia ispirazione proviene dal mondo Mondrian, personalizzando a mio piacimento le geometrie e mescolando alcuni colori come bianco, nero, rosso, giallo, blu e non solo.

La struttura rigida l’ho voluta per dare un aspetto architettonico, e allo stesso tempo “maschile”, no gender. Può diventare un oggetto di design che si può facilmente prestare anche nell’arredamento. 

Qual è il significato e il valore racchiuso nel triangolo, simbolo di IURI?

In realtà non è stato un caso, per me il triangolo rappresenta un obiettivo, una direzione. Oltre a questo è una forma che mi è sempre piaciuta e trovo che si presti spesso nel mondo del design e della moda in generale.

Quali sono le categorie merceologiche che vorresti ancora sperimentare? Quali progetti hai per il futuro?

Per ora vorrei concentrarmi su i miei prodotti esistenti e comunicarli il più possibile, per far conoscere il brand.

Per il futuro non escludo niente. Il focus comunque sarà “Leathers goods and soft accessories”.

Pensi che l’Italia, o Milano nel tuo caso, sia una città che nonostante tutto, offra infinite possibilità ai giovani designer come un tempo?

Le possibilità ci sono, ciascuno deve trovare la propria strada. Provare e insistere, sempre! Milano offre tutto. E’ anche vero, però, che senza un vero partner finanziario, diventa tutto più difficile. Ci vuole tempo e pazienza. E la qualità ha bisogno di tempo. Io insisterò…

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