QUANDO L’ABITO FA IL MONACO…O QUASI

Nei primi mesi del 2000 Gary Field decide di dar vita ad un’associazione che permetta a chi sta attraversando un momento di grande difficoltà, di ricevere gratis un abito su misura per poter affrontare un colloquio di lavoro.                                                                                                                                                                                                          Ed ecco Career Gear ( letteralmente: equipaggiamento da carriera ) una associazione non profit di New York che fino ad oggi ha donato più di 46 mila abiti.                                                                                                                                               Tale spirito di generosità non nasceva per caso, Field aveva lasciato con successo alle sue spalle una pesante dipendenza dalle droghe ed era riuscito a prendere in mano la sua vita arrivata ad un punto morto, dopo la perdita del lavoro. Un amico gli prestò un abito per poter andare ad un colloquio di lavoro in un ristorante e da li… un vero successo. Oggi infatti, dopo aver persino concluso gli studi in pedagogia, Gary Field è uno stimato consulente sulle tossicodipendenze e la sua associazione non smette di crescere. Sono state inaugurate 5 nuove filiali ( Houston, Baltimora, Miami, San Antonio e Washington ) e da poco, oltre a fornire abiti, scrivere cv e fornire l’assistenza di un mentore per il periodo iniziale del nuovo lavoro trovato, Career Gear ha deciso impartire anche dei corsi di informatica. Inoltre, non manca per chi ne abbia voglia il dettaglio più frivolo: manicure e colonia. Si perché anche questi piccoli dettagli fanno la differenza. L’ufficio del lavoro di New York afferma che in città 153 mila persone nonostante una qualifica professionale, non sono in grado di affrontare un colloquio e non trovano un impiego. Vestirsi con cura quindi non solo significa dare importanza al proprio interlocutore, ma ci rende più sicuri. Del resto, come ha recentemente reso noto la società di recruiting britannica TheLadders 4 selezionatori su 10 scelgono i candidati basandosi sul dress code e secondo una ricerca del 2015 della California State University  un abito elegante, in cui crediamo di apparire al nostro meglio, fa sentire più sicuri, aumentando l’autostima.

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