In conversation with Milena Mancini

Straordinaria e coraggiosa, Milena Mancini è stata ballerina ed ora attrice, moglie di Vinicio Marchioni e madre di due bambini, la sua carriera passa dai videoclip di Kylie Minogue ai red carpet dei Festival più acclamati.
La sua ultima interpretazione la vede nei panni Alessia, una donna fragile, mamma di Mirko, adolescente che sogna i soldi facili ne “La terra dell’abbastanza” dei fratelli D’Innocenzo.

  • Da ballerina ad attrice, come nasce questo percorso nel mondo della recitazione?
    Il cambiamento da ballerina ad attrice è nato da una esigenza di espressione maggiore e più completa; conoscendo il mio corpo dopo anni di lavoro come ballerina ho sentito l’esigenza di dargli una voce, dopo una lunga ricerca, l’incontro con un coach americano, Bernard Hillard, che ho seguito a Los Angeles in un percorso privato e con la sua classe americana.
  • Vinicio Marchioni, marito, padre ma anche attore di cinema, televisione e teatro. Com’è stare sotto lo stesso tetto? Vi confrontate sul vostro lavoro?
    Incontrare Vinicio è stato il regalo più bello che la Vita poteva offrirmi, dopo anni difficili, ho incontrato una persona che mi rispetta e mi supporta in tutte le scelte che faccio, non esiste competizione ma dialogo e confronto. Lui è più riflessivo, io più istintiva e ci compensiamo.
  • Una madre in continua lotta con il dolore mentre il figlio imbocca la strada della criminalità ne “La terra dell’abbastanza”. Com’è stato interpretare il ruolo di Alessia? E in che modo ha costruito questo personaggio così lontano dalla sua realtà?
    Alessia è una mamma cresciuta con il figlio avuto all’età di diciotto anni circa, vive in una realtà difficile che non permette ai due nessuna via di fuga, nonostante Alessia cerchi di rinsavire il figlio non ha “abbastanza” potere per vincere il male.
    Io sono diventata mamma all’età di trentacinque anni, con una maturità diversa rispetto al personaggio di Alessia e per poterla interpretare mi sono spogliata della consapevolezza, della forza e dell’intuito; ho cercato di lavorare sulla semplicità dei sentimenti tra madre e figlio, sul senso di abbandono nel crescerlo da sola e sul peso di vivere senza sogni. Alessia per me non ha scelta, non ha sogni, resiste come può .
  • Il film ci immerge in un mondo fatto di criminalità e violenza. Cosa pensa di questa pellicola così tristemente reale?
    I fratelli D’Innocenzo già dalla script sono stati fortemente reali, con le immagini non hanno edulcorato nulla, hanno semplicemente rappresentato la Vita dei personaggi senza giudizio. Ritengo che nel cinema oggi sia fondamentale essere veri e sinceri e credo sia proprio questa la forza del film.
  • Damiano e Fabio D’Innocenzo, due registi meno che trentenni. Com’è stato lavorare con loro?
    Fabio e Damiano sono per la media italiana giovani registi, ma non credo che l’età anagrafica faccia l’essere umano.
    Non ho mai sentito la loro giovinezza ma il loro grande desiderio di raccontare una storia di vita.
    Sono profondamente gentili, quasi di altri tempi nel dirigerti, con una classe ed umiltà unica che non mi ha mai fatto percepire la loro giovinezza.
  • Tra i diversi ruoli che ha interpretato, quale l’ha colpita di più? E quale invece le piacerebbe sperimentare?
    Rispetto ad altri ruoli quello di Alessia mi ha permesso di fare un percorso emotivo completo, per questo credo che per molto tempo sarò legata a questo film. Ogni ruolo che ho interpretato mi è fortemente caro, perché in ognuno di loro c’è tutta la mia passione indipendentemente dal fatto che sia stato rappresentato in una posa sola. Per esempio nel film “Ride” di Valerio Mastandrea, ancora in lavorazione, esisto per una posa sola, ma è stata una bellissima sfida avere solo una posa per far vivere il mio personaggio.
    Per il futuro un ruolo che mi piacerebbe interpretare è quello che spero arriverà.
  • Dopo questa grande interpretazione che progetti ha per il futuro?
    In inverno riprenderà la tournée dello spettacolo teatrale “Uno Zio Vanja” con la regia di Vinicio Marchioni, in cui interpreto Elena; insieme con Vinicio abbiamo aperto una piccola produzione, Anton, che porterà in scena al Piccolo Eliseo lo spettacolo “Senza Voce” scritto e interpretato da Marco Vergani con la regia di Vinicio; un monologo sulle sparizioni forzate, tema al quale siamo molto legati. Oltre alla produzione curerò i vestiti e lo spazio scenico dello spettacolo.

Location : Sheket

Photo : Alessandro Pizzi

Makeup :  Raffaele Schioppo per Simone Belli agency

Hair : Alessandro Rocchi per Simone Belli agency

Look denim: giacca levis

Look Arancione:Completo Quattromani, scarpe Pollini, gioielli Bernard Delettrez

Look Leopardato : Abito la Jolie Fille, giacca di pelle Tods, scarpe Le Silla

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