IN CONVERSATION WITH: CAROLINA SANSONI

vi raccontiamo di una Domenica Mattina trascorsa con Carolina Sansoni

Carolina Sansoni è giovane ma ha un carattere deciso, forte. E’ molto bella ma, prima di questo, quello che colpisce chiunque le parli, è il suo forte carisma. L’abbiamo incontrata a Napoli una domenica mattina. Ci ha accolto con estrema gentilezza e ci parlato un po’ del suo mondo e di Denoise Design, una creatura tutta sua e della sua socia: Ludovica Tofanelli.
Le abbiamo chiesto di incontrarci perché eravamo incuriositi dal suo progetto imprenditoriale, dal fatto che dopo i suoi studi all’estero avesse deciso di tornare nella sua Roma, dalla sua attenzione per i designer emergenti e, naturalmente, anche dalla sua forte personalità. Lei ci ha fugato ogni dubbio, rispondendo alle nostre domande e lasciandosi fotografare davanti al golfo di Napoli, sul balcone di una suite dello storico Hotel Excelsior.

Hai studiato tra New York e Londra, ma come mai la scelta di fissare la tua base a Roma e non all’estero o a Milano?

C.   Sono stata a Londra sei anni per un master all’Istituto Marangoni ma non l’ho mai sentita come casa. Subito dopo, ho avuto l’opportunità di continuare il mio percorso di studi a New York, di cui mi sono follemente innamorata. Ero tornata a Roma con l’idea di organizzarmi per il visto, e tornare a New York. Nel frattempo ho fatto dei colloqui.
Ho lavorato un anno nel settore consulenza da KPMG, che è un’esperienza che mi è servita tantissimo per conoscere il lato amministrativo del settore. Successivamente, ho iniziato a lavorare nell’agenzia pubblicitaria con cui tutt’ora collaboro. Subito dopo è iniziata la collaborazione con Ludovica Tofanelli per Denoise Design, con base a Roma. E’ successo tutto in maniera molto naturale.

Cos’è Denoise Design ?

C.   Denoise Design viene da DE – dal latino – levare, NOISE – in inglese – rumore: levarsi dal rumore” e da tutto quello che è la moda di massa, andando a cercare ciò che è di nicchia quindi i designer emergenti, promuoverli e raccontare le loro storie attraverso editoriali creati da altri giovani talenti e proporre i loro brand attraverso l’e-commerce.

Quando è partito il progetto, c’era già nel mondo della moda un interesse verso i giovani talenti ma ci siamo rese conto che venivano affiancati a super brand del lusso sugli e-commerce, spesso anche a parità di prezzo. Questo avveniva senza raccontare la loro storia e , quindi, era difficile vendere i loro prodotti.
Il cliente finale cerca sempre di acquistare brand che conosce, dei quali cui si fida.
L’obiettivo del nostro portale, invece, è quello di far conoscere la loro visione del prodotto, le loro storie , il modo in cui hanno iniziato a fare questo lavoro. Si lavora anche molto sull’ecosostenibilità, quindi raccontando i materiali che spesso sono estremamente innovativi.

Quali sono i parametri che utilizzi quando ricerchi designer emergenti da inserire nel tuo portfolio ?

C.   All’inizio la ricerca era basata più sul gusto nostro personale e di quello che piaceva a me e Ludovica. C’è da dire che, io e lei,  abbiamo gusti diversi quindi ci compensavamo nella scelta dei prodotti.
Poi abbiamo ritenuto necessario dover variare anche con prodotti che esteticamente non ci entusiasmavano ma che comunque mancavano all’interno del portfolio del sito.
Cerchiamo sempre di avvicinarci a designer Made in Italy, e che siano diversi rispetto agli altri prodotti in commercio, per diversificarci e non allontanarci dalla filosofia del progetto.

Come vorresti che evolvesse Denoise Design ?

C.   Guardando il sito molte persone pensano sia un ufficio stampa di brand emergenti. Questo perché prima facevamo da tramite tra il brand e i magazine che ci richiedevano i loro capi. Questo forse ci porta a pensare che potrebbe essere una delle possibili direzioni per il futuro.
Un idea che abbiamo in mente e quella di poter creare un Trunk Show Denoise, selezionare quindi dei brand e farli sfilare. Per questo, l’idea è quella di rivolgerci al mercato asiatico che è sicuramente più predisposto ai nuovi designer, rispetto al mercato europeo.

In merito al rapporto con i social, quanto influenzano sulla scelta dei brand da proporre sul portale ? scegliete i brand sulla base del loro impatto sui media ? 

C. Certo, questo è sicuramente un parametro di scelta. Anche se non è l’unico e non pregiudica gli altri. Sul nostro portale ci sono designer che hanno 200K follower, ma anche designer che ne hanno 200, quindi spesso andiamo oltre il loro impatto mediatico.

Il tuo rapporto con gli haters. Quanto è diplomazia e quanto una maschera ?

C.   All’inizio non è facile, mi dava anche fastidio. Ad oggi, invece, non mi tocca in alcun modo, risulta quasi normale per un personaggio ricevere insulti sul web.  Se è una critica costruttiva, ben venga.
Oltretutto non fa parte di me rispondere con altri insulti, innescherebbe un circolo vizioso di insulti che non finirebbe mai. Preferisco rispondergli con indifferenza.

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