Simply Elegant // In conversation With Carlotta Canepa

The power of Made in Italy by Carlotta Canepa

Carlotta Canepa, portavoce della moda ecosostenibile, ha conquistato la Camera Nazionale della Moda Italiana presentando la sua nuova collezione PE 19 durante l’ultima Milano Fashion Week.

Carlotta Canepa è direttrice creativa del suo omonimo brand e figlia d’arte del Gruppo Canepa, leader mondiale nella tessitura di sete preziose e tessuti pregiati di altre fibre naturali.

I suoi giochi di colore che non si fermano neanche durante l’inverno, i materiali preziosi degni delle più alte passerelle haute couture, una forte vena di romanticismo e la sua convinzione verso il mondo dell’ecosostenibilità, sono le sue principali caratteristiche.

Carlotta disegna personalmente alcuni tessuti in modo estremamente creativo, altri invece sono selezionati dagli archivi storici della famiglia Canepa.

Tutti i materiali sono realizzati utilizzando il brevetto Save the Water e provengono dalla produzione della Canepa.

Le ispirazioni di Carlotta arrivano dal mondo dell’arte, soprattutto dalle grandi donne  della pittura come Sonia Delaunay, dalle terre lontane, dai tessuti per arredamento, insomma da tutto ciò che stimola la sua fantasia.

A raccontarci il suo percorso creativo, da dove nascono i suoi progetti e cosa si aspetta dal futuro è la stessa Carlotta che Spaghetti Mag ha avuto il piacere di intervistare.

Sei cresciuta in una famiglia legata ai tessuti che ovviamente ha influenzato il tuo percorso,puoi parlarmi di quando hai deciso di partire per un percorso indipendente?

L’idea è nata 10 anni fa perché desideravo vedere dei capi finiti creati con i tessuti che realizziamo in Canepa, l’azienda di famiglia, dove sono cresciuta tra sete e tessuti preziosi. Avendo sotto gli occhi tutta questa ricchezza e bellezza ho pensato di dargli vita. Volevo creare una collezione al di fuori della fast fashion, direi una collezione slow fashion che fosse green, perché la moda è onirica, aspirazionale, meravigliosa ma è anche molto inquinante. 

Il mio progetto è arrivato in maniera un po’ anticipata rispetto al mercato, quindi io mi sono ispirata ai precursori, quelli più decisi e netti nelle loro scelte green.

 Com’eri prima del tuo esordio e come vedevi la moda?

In Canepa mi sono sempre occupata del mondo accessori, sciarpe e foulard per la precisione, quindi posso dire che in qualche modo sono cresciuta nella moda, però se parliamo del fashion come le tendenze e il glam, direi che la guardavo con distacco e non ambivo a farne parte, inoltre prima di creare il mio brand omonimo ero certamente molto minimalista nel vestire. Il mio outfit, quasi un’uniforme, era t-shirt bianca e jeans. Da quando ho dato sfogo alla mia fantasia disegnando la mia collezione invece sono diventata colorata, amo vestire le mie creazioni perchè le fantasie mi danno molta gioia. 

Hai deciso di abbracciare col tuo brand un percorso Eco, come si produce una moda che sia davvero sostenibile?

La Canepa è stata la prima azienda tessile a sottoscrivere il Detox Committment di Greenpeace ormai molti anni fa e dal 2012 ha realizzato il rivoluzionario brevetto Kitotex® SAVEtheWATER® che elimina le microplastiche nella lavorazione dei filati, una delle cause di inquinamento dei mari. Essere cresciuta in un’azienda che è a monte della filiera e conoscere i processi produttivi mi ha dato molta consapevolezza ed è stato fondamentale per creare la mia collezione. Non avrei potuto creare l’ennesima collezione moda che inquina.

Tutti i tessuti delle mie collezioni nella fase finale di nobilitazione (finissaggio) vengono solo vaporizzati evitando il consueto utilizzo di grandi quantità di acqua, saponi e agenti chimici; vengono utilizzati filati riciclati o rigenerati (poliestere riciclato dalle bottiglie di plastica, viscosa FSC®, etc..) ma soprattutto viene impiegato il brevetto Kitotex® SAVEtheWATER® che prevede la totale eliminazione della metacrillamide e dell’alcool polivinilico (PVA, cioè microplatica disciolta ndr) nel processo di preparazione dei filati alla tessitura, utilizzando il chitosano, contenuto nell’esoscheletro dei crostacei degli scarti alimentari. Il chitosano è atossico, biocompatibile e inoltre consente di non inquinare i mari e di ridurre i consumi di acqua fino al 90% e di energia elettrica per il 40%, oltre alla non emissione di CO2.

Raccontami del processo creativo, come nascono le tue creazioni?.

Sono fortemente attratta dal mondo dell’arte, non mi perdo una mostra, un vernissage, un’esposizione, e ci sono spesso dei rimandi nelle mie collezioni a Frida Kahlo e Sonia Delaunay. Mi piace anche molto studiare il pubblico che è attratto dall’arte. Mi piace anche entrarvi in contatto perché è un pubblico di nicchia. Meno legato ai canoni della moda, penso anche a questo target quando creo.

E poi passo ore nella biblioteca di Canepa dove sono raccolti 15.000 volumi di tessuti da tutto il mondo, dalla fine dell’800 a oggi. Ecco da dove emerge il sapore un po’ vintage delle mie creazioni, da queste ricerche sulle tendenze degli anni ‘50, ‘60 e ‘70 che mi affascinano tanto. Poi rielaboro tutto in chiave contemporanea. Senza trascurare la mia passione per stampe geometriche e arabeschi.

I tuoi abiti e i vostri tessuti di qualità, danno unicità ai capi tra colori sgargianti e pattern ben scelti, a contrasto con il forte filone street wear del momento, a chi si rivolgono i tuoi capi?

Si rivolgono a una fascia di donne che ama essere elegante, femminile, di varie fasce d’età. Sicuramente a una donna preparata che sa riconoscere la qualità di ciò che indossa. Le mie collezioni sono totalmente realizzate in Italia con tessuti di fascia alta, e che è sensibile al tema della sostenibilità.

Cosa desideri comunicare attraverso le tue creazioni?

Voglio comunicare gioia, joy de vivre!

E poi sicuramente voglio far capire che si può creare un capo green che è anche glam, che si può produrre in maniera etica rispettando l’ambiente, per noi e per le generazioni future.

Come vedi il rapporto tra la tradizione del made in Italy e il mondo del web?

Il Made In Italy è un patrimonio molto prezioso, siamo un paese straordinario che vanta un’artigianalità senza paragoni, un mondo di creazioni realizzate con la dedizione e la cura per i dettagli che solo un approccio slow può dare. Il web è così veloce ed effimero che sembrano due mondi inconciliabili ma è necessario farli dialogare.

Progetti per il futuro? Hai mai pensato a qualche collaborazione popup?

Non ho ancora realizzato collaborazioni, anche se non nascondo di sognare una liaison con il mondo del design. Chissà…

Puoi svelarci qualche segreto sulla prossima collezione?

Sto lavorando sui tessuti, parto sempre da lì, non mancheranno gli jacquard, la mia più grande passione, e i colori accesi. E sto meditando su una collezione che vada bene tutto l’anno con l’idea di offrire un prodotto che sia trasversale per ogni stagione, so che è anti-moda ma ragiono nell’ottica di una consumatrice che acquista meno e meglio, evitando gli sprechi.

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