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GUIDA AI CIBI DEL MONDO

Chi ha la passione per il viaggio ha l’opportunità di assaggiare le numerose gustose ricette e i piatti più tipici che i paesi del mondo offrono.

Tanta ricchezza e varietà culinaria non poteva che stuzzicare le menti dei redattori di una delle guide turistiche più conosciute. Nasce così da parte della Lonely Planet una guida con le specialità gastronomiche di tutto il mondo. Il direttore editoriale Tom Hall spiega che “questo non è un elenco dei 500 migliori ristoranti o chef o piatti.

Si tratta dell’esperienza complessiva di mangiare un determinato piatto in un luogo specifico”. Le voci sono state valutate in base al gusto, all’importanza culturale e alla speciale atmosfera del luogo.

Ovviamente, sono classifiche su cui ognuno può avere un’opinione diversa, ma di sicuro si tratta di piatti che meritano un assaggio … anche se magari non li avremmo messi nella top ten.

L’esperienza culinaria che ha guadagnato il primo posto della classifica firmata Lonely Planet sono i pintxos, piccoli crostini tipici dei paesi baschi con verdure, carni, frutti di mare, salumi e formaggi (https://www.theguardian.com/travel/2017/apr/18/10-bilbao-best-pintxo-tapas-bars-basque-country-spain). Una versione straniera delle nostre bruschettine o dei cicheti nei bacari veneziani.

Al secondo posto dei piatti si è posizionato il Curry Laksa di Kuala Lumpur, una zuppa malese a base di latte di cocco, noodles, pollo, verdure e gamberi.

Terzo posto per il sushi giapponese, soprattutto quello dei locali di Tokyo.

Seguono in classifica, al quarto e quinto posto, il petto di manzo al barbecue texano e il Som tum, un’insalata di papaia specialità di Bangkok.

Sesto posto per lo smorrebrod di Copenaghen, un pane di segale farcito con salmone affumicato e formaggio spalmabile.

Il gambero della Nuova Zelanda guadagna il settimo posto, mentre il bibimpap di Seoul, un riso con verdure, carne e uovo fritto, l’ottavo.

Si potrebbe discutere sul fatto che la nostra pizza margherita sia solamente al nono posto dei piatti, tuttavia, vengono fortemente consigliate anche diverse ricette di pasta come la carbonara, poi il tartufo piemontese, il porceddu sardo, i gelati artigianali e il rito dell’aperitivo.

Decimo posto, infine, per il Dim Sum a Hong Kong, un rito che rappresenta una sorta di brunch, fatto di un susseguirsi di piattini con piccoli bocconi al vapore, fritti o stufati.

Sempre per l’Asia la guida scrive che in Vietnam è assolutamente da assaggiare il Pho, una zuppa di spaghetti di riso servita con carne, menta, lime e soia, mentre in Nepal, il Dal Bhat, una zuppa di lenticchie e riso.

Altre esperienze da non perdere sono il Bush tucker food, la cucina degli aborigeni australiani anangu, a base di piante, semi, bacche e insetti.

O, anche nelle isole Faroe, la carne di balena essiccata, condita con una salsa a base di grasso di foca.  

Come affermato dagli autori, provare e scoprire le specialità culinarie locali è uno dei modi migliori per scoprire una cultura straniera.