Festival della Fotografia Etica

lo scatto vincitore sulle donne in iran
una delle foto vincitrici del festival

Il Festival della Fotografia Etica quest’anno celebra la sua decima edizione. E’ un traguardo importante per una manifestazione che ha lo scopo di voler raccontare l’attualità in tutte le sue declinazioni, dalla società, all’ambiente.

Alberto Prina e Aldo Mendichi con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, sono gli organizzatori di questo festival ormai punto di riferimento in tutta Europa.

Le mostre che compongono il festival sono esposte in diverse zone della città di Lodi. Molto interesse ad esempio ha destato “Broken Songlines. Il canto che non parte dal cuore degli anziani”. Si tratta di scatti della fotografa, filologa e viaggiatrice Monika Bulaj sulle diverse forme religiose e culturali adottate dalle minoranze.

A Palazzo Barni sono esposte le opere dei vincitori del World Report Award 2019. Quest’anno sono arrivate oltre 600 candidature da tutto il mondo.

Lo Spazio Tematico è interamente dedicato all’Italia: Marco Valle con “Mare Mostrum”, mette in evidenza la relazione che intercorre tra l’ambiente naturale e l’uomo; Diana Bagnoli attraverso i suoi scatti fa rivivere l’importanza del rito della Prima Comunione a Napoli, Letizia Battaglia invece sarà presente con una selezione dei suoi scatti di cronaca: scatti che raccontano la città di Palermo, le grandi stragi di mafia, le persone comuni coinvolte in alcuni dei momenti più violenti che hanno segnato la storia della nostra Repubblica.

E ancora Massimo Berruti, con Epidemic, racconta il complesso fenomeno della Terra dei Fuochi, mentre Michele Borzoni e Rocco Rorandelli del collettivo Terra Project presentano un’indagine sui cambiamenti nella scuola e nel mondo del lavoro.

Il Premio Voglino quest’anno ha assegnato la sezione etica a Gabriele Cecconi con I miserabili e la Terra, testimonianza sulla fuga forzata dei Rohingya dal Myanmar.

Contemporaneamente al Festival si svolge FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche le cui opere sono state raccolte tra chiunque abbia voluto partecipare. Le trovate esposte nei negozi, nei bar, nei ristoranti, nelle gallerie e in tante aree pubbliche della città.

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