I MURI NEL MONDO

un mondo di muri politici e religiosi
muri che separano, muri che ricordano

Molti muri separano, altri però servono a ricordare, a pregare, a regalare un’emozione.

Lo abbiamo commemorato in questi giorni, il 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino, ma ad oggi nel mondo esistono ancora oltre 40mila km di muri e barriere.

Sono stati costruiti con del metallo, altri con il cemento, mentre altri ancora sono recinzioni di filo spinato. 

Non sono solamente muri tra diversi Stati per contenere i flussi migratori, sono anche recinzioni interne alle città per separare i ricchi dai poveri, o come in Irlanda del Nord, sono le Peace Lines che separano le zone in cui risiedono i cattolici da quelle in cui vivono i protestanti.

Il muro simbolo delle tre grandi religioni monoteiste è il Muro del pianto, ovvero ciò che rimane del tempio di Gerusalemme, che venne costruito in calcare nel decimo secolo a.C.

La sua versione per così dire secolare e digitale ha avuto inizio all’interno della stazione di Brighton. The Waiting Wall nasceva come pannello su cui far scorrere pensieri, desideri e preghiere dei viaggiatori in attesa di partire. In breve tempo è divenuto virtuale e accessibile a tutti su thewaitingwall.com.

A Londra all’interno del Postman’s Park c’è il Wall of Heroes ( Memorial to Heroic Self Sacrifice). Si tratta di un monumento formato da 120 lastre di ceramica dipinte a mano affisse su un muro. Ogni lastra riporta il gesto eroico di persone comuni che hanno donato la propria vita per gli altri.

Praga invece ha un muro che porta il nome di John Lennon. In seguito alla morte del cantante nel dicembre del 1980, il muro in quanto veicolo di espressione, divenne un simbolo di libertà per la popolazione sotto il regime comunista e ancora oggi parla di pace e fratellanza.

Infine, ricordiamo quello che è stato definito come uno dei progetti di community più creativi di sempre: il Before I die Wall. Il primo esemplare è stato realizzato dall’artista Candy Chang a New Orleans, sul muro di una vecchia casa abbandonata, sul quale i passanti potevano scrivere con dei gessetti colorati quello che avrebbero voluto realizzare prima di non poterlo più fare, prima di morire. Dal 2011 sono sorti più di 2000 Before I die Wall, in 76 Paesi nel mondo.

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