Pitti Uomo 97

Il nuovo anno apre le porte ad uno dei più importanti eventi per il menswear, giunto alla sua 97esima edizione, Fortezza da Basso a Firenze da il via al Pitti Uomo.

Dal 7 al 10 Gennaio, la città è invasa dagli addetti al settore di tutto il mondo, per scoprire le nuove tendenze uomo dell’inverno 2020.

Fil Rouge della manifestazione è “Show Your flags”, tema che propone una moda multisfaccettata, fatta di tante identità che per questa edizione si uniscono tutte sotto un’unica bandiera, le Nazioni Unite della Moda.
Portatore della bandiera è Federico Spinas, tra i protagonisti anche della cover numero #07 di SpaghettiMag.

Tra gli Special Guest di quest’anno c’è Brioni, che celebra il suo 75° anniversario, e lo fa proprio nella città in cui ebbe inizio la storia del brand, nel lontano 1952, quando la Sala Bianca di Palazzo Pitti ospitò la prima sfilata di moda maschile della storia. La presentazione si è tenuta il 7 Gennaio, giorno di apertura di Pitti Immagine Uomo 97.

Tra gli anniversari c’è anche K-Way che, a 15 anni dalla sua acquisizione da parte del gruppo torinese BasicNet, sceglie Pitti Immagine Uomo 97 per celebrare, con una sfilata, il suo ormai consolidato rilancio. Un brand ormai Classico, contemporaneo, tecnologico, funzionale e colorato.

Lucie e Luke Meier, co-direttori creativi di Jil Sander in vesti di
Guest Designer, hanno presentato la nuova collezione menswear con un evento speciale nel Complesso di Santa Maria Novella a Firenze.

È una collezione calda, anche per la scelta dei colori, che variano dall’avorio all’ecru o sono neri, nerissimi, per dare all’armonia cromatica quel senso di rigore a cui il marchio non può rinunciare.
Spensierata, ma alla Jil Sander, con quei volumi che ne sono la cifra stilistica, quella ricerca nei tessuti che sono sempre i soliti grandi classici e, proprio per questo, elevano ogni pezzo a una dimensione più alta e duratura nel tempo.

Lo streetwear è ormai la chiave del successo di Pitti Uomo, a ricordarcelo c’è YUKO, che presenta “TAILORED SPORTSWEAR CONCEPT” insieme a Massimo Rebecchi, con cui apre il secondo capitolo del progetto del brand, con una collezione, per uomo e per donna, presentata in anteprima presso il Bar Agatha nella centralissima via dei Pescioni a Firenze. 

Trasversale, con uno stile elegante e multinazionale, per essere perfetti sempre e naturalmente sostenibili. 

La parola chiave è sovrapposizione, con capispalla iconici e fortemente riconoscibili tra i quali il “2 for 1”, in cui materiali tecnici si abbinano, sovrapponendosi, a texture naturali per assicurare un lifestyle dinamico e in linea con il climate change. 

Unisex, è anche questo il Pitti, giù le barriere per portare avanti una rivoluzione che va avanti da anni nel fashion system, ad accorgersene è stato anche Telfar Clemens, una delle figure più interessanti della scena contemporanea, che con il suo rivoluzionario brand unisex TELFAR è stato scelto come Special Project di Pitti Uomo 97.

Si dice onorato dell’invito a sfilare al Pitti Uomo, per portare a conoscere il suo concetto di moda fluida, ’simplex’ (simple + complex), e lo fa in una magnifica sala di Palazzo Corsini.

Altro Special Guest di questa edizione è Stefano Pilati con Random Identities presso la Stazione Leopolda. Svelato per la prima volta nel 2017, il nuovo progetto di Stefano Pilati è una collezione ready-to-wear concepita espressamente per l’era digitale, per ragazzi di una nuova generazione fluida. Berlin culture e sartorialità sensuale. Suit dai colori vitamici e look total black, camicie con lingerie di pizzo ricamata, pelliccia no gender e maglie colorate annodate sulle spalle.

Nelle sue interviste le parole che utilizza sempre sono “eleganza”, “bellezza”, “indipendenza”, “modernità” parole che messe insieme sanno di audace, ma parliamo sempre della persona che è stata alla direzione creativa di Ermenegildo Zegna e Yves Saint Laurent.

Questa edizione del Pitti è trasversale e dinamica, sempre attenta al futuro ecosostenibile. Democratica, accoglie in maniera naturale il sartoriale con lo streetwear, per essere inclusiva e capace di parlare oggi, alle generazioni future. 

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