#Talking with Daniela Cheli

Una piacevole conversazione con la designer Daniela Cheli.

Una donna giovane, brillante e con le idee molto chiare. Oggi vi raccontiamo di Daniela Cheli e dei suoi gioielli. In un momento così complesso abbiamo davvero bisogno di belle storie e di continuare a far conoscere e portare avanti il Made in Italy.

Daniela, dove sei nata? Dove vivi? I tuoi studi? Come nasce la tua passione? E il tuo brand?

Sono nata e cresciuta in un paese del senese, immersa nella meravigliosa natura Toscana, dove sono rimasta fino a quando, per conseguire gli studi universitari, mi sono trasferita a Firenze. Qui ho frequentato il corso di Interior Design presso l’università LABA, Libera Accademia Di Belle Arti, laureandomi a pieni voti con lode. Lavorando a quella che sarebbe divenuta la mia tesi, stavo dando vita, inconsapevolmente alla mia prima collezione di gioielli. Da lì a un mese venni contattata dalla redazione di Detto Fatto, programma del palinsesto di Rai 1. Ero incredula , tanto che inizialmente credevo fosse una mail spam! Mi proposero un provino, per iniziare una collaborazione come Designer Tutor di gioielli. Mi recai a Milano i primi di Agosto e un mese dopo venni contattata nuovamente dal capo redattore del programma, il quale mi comunicò che avevano deciso di farmi entrare nella loro squadra. Così iniziò la mia esperienza televisiva, durata circa due anni, a fianco della conduttrice Caterina Balivo, andando a delineare quella che poi sarebbe divenuta la mia figura professionale attuale.

C’è un artista al quale ti ispiri? O che stimi particolarmente?

Credo sia molto importante cercare di attingere dalla bellezza derivante da diversi ambiti e stimoli, anche laddove non crederesti mai di trovarla. Per la forma , sono attratta da tutto ciò che è organico. Dall’architettura di Zaha Hadid, per passare al design di Junya Watanabe, avvicinandosi ai concetti ultraterreni di Sølve Sundsbø, per finire alle morbide forme di Antonio Canova. Per i concetti, mi ispiro ad una bellezza nel senso classico del termine, elegante e raffinato, ma con una punta di innovazione. Mi piace immedesimarmi nelle menti creative e letterarie di figure complesse d’altri tempi, come: William Blake, Shakespeare, Kant. Immergermi e riemergere da tutto ciò,mi permette di definire meglio che cosa voglio comunicare e sopratutto a chi, quando creo. E quando penso alla persona che indosserà i miei gioielli, vedo un individuo dal carattere spiccato ma privo di arroganza, sicuro di sé ma senza eccessi di zelo, perché chi è davvero interessante non ha bisogno di urlarlo alla società, ma lascia che siano lo stile, le gestualità e appunto gli accessori, a parlare per lui e a definirlo.

Cosa preferisci creare? Parlaci delle tue collezioni, dei materiali utilizzati.

La mia prima collezione di accessori è nata inconsapevolmente come il risultato dell’ottimizzazione di un processo produttivo,studiato appositamente per riciclare gli scarti di pitone Laminato oro delle grandi aziende del lusso e della moda. Le parti del serpente con squame piccole infatti , non essendo idonee a livello estetico e di dimensione, venivano scartate. Io ho quindi cercato di dar loro una nuova vita, in un oggetto che fosse in grado di rendere giustizia a questo materiale e al contempo di celebrarlo esteticamente. In seguito, ho sentito la necessità di lavorare materiali più preziosi, senza perdere però il design e la leggerezza che contraddistinguono il mio brand. Non è stato facile riprodurre le stesse forme, anche perché ogni pezzo è unico, lavorato totalmente a mano.
Alla fine siamo riusciti ad ottenere il risultato sperato ,sperimentando la lamina di ottone di diversi spessori. Piegandola e tagliandola in diversi processi, siamo arrivati allo stesso effetto “origami” che inizialmente avevo ottenuto con la pelle, ma più resistente e preziosa grazie alla placcatura oro.

Come stai vivendo, data la situazione nella quale versa l’Italia, questo
momento storico? Credi che il Made in Italy riuscirà a risollevarsi?

Siamo un popolo molto più forte e virtuoso di quello che diamo a vedere. Solo che ci siamo dimenticati di come si fa ad essere i primi della classe. La situazione attuale è sicuramente tragica anche a livello economico, e credo che gli effetti si ripercuoteranno in un lasso di tempo più lungo di quello che avevamo previsto. Benché io sia molto preoccupata, è bene guardare sempre al lato positivo delle situazioni. È nei momenti di crisi che l’ingegno umano è portato a dare prova di sé, così come l’unità tra gli individui e l’orgoglio nazionale. Tutti elementi che avevamo tralasciato, ma adesso abbiamo l’occasione per migliorare noi stessi.

Raccontaci qualcosa di te che esula dalla tua professione: hobby, aneddoti.

Prima di questa assurda situazione, con il mio ragazzo cercavamo di concederci appena possibile, un lungo viaggio in una delle nostre mete preferite del Sud Est Asiatico. Non la solita vacanza rilassante o almeno, non per intero. Ci piace dedicare una prima parte della nostra permanenza alla scoperta della cultura locale. Ogni volta ne torniamo arricchiti a livello interiore e carichi di nuove ispirazioni per i nostri lavori creativi (anche lui è designer e architetto). Quando posso mi dedico allo sport, per compensare le tante ore passate davanti al pc a lavorare. Prediligo allenamenti veloci, full body, da incastrare tra una pausa e l’altra. Fatta eccezione per le immersioni. Sott’acqua tutto si ferma, ed è bellissimo così. Quando posso mi dedico allo sport, per compensare le tante ore passate davanti al pc a lavorare. Prediligo allenamenti veloci, full body, da incastrare tra una pausa e l’altra. Fatta eccezione per le immersioni .Sott’acqua tutto si ferma, ed è bellissimo così.

Progetti futuri?

Al momento la mia vita professionale è divisa in due parti molto distinte tra loro. Da un lato, la mia attività come Social Media Strategist, che mi permette di coniugare la mia percezione estetica come designer a quella più tecnica della strategia comunicativa del prodotto, concentrata soprattutto sul luxury. Dall’altro lato, per quanto riguarda le mie collezioni, ho intenzione di sviluppare nuovi processi produttivi e forme completamente diverse dalle precedenti, come la stampa 3d unita alla lavorazione artigianale. In parallelo, sto lavorando alla costruzione di un e-commerce Cheli, ma prima di lanciare il tutto devo essere pronta. Ogni fase ha il suo momento e voglio assicurarmi di farmi trovare preparata quando la vita mi presenterà lo step successivo.

La nostra conversazione volge al termine. A Daniela auguriamo di realizzare tutti i suoi sogni e di continuare a far conoscere la bravura dei nostri giovani italiani in Italia e nel resto del mondo. Ad maiora semper.


Per lo shooting credits PH: Davide Carson; MUA: Elena Puggelli ; MODEL: Chen Liz; STYLING: Ethan , LOCATION: Galleria Antiquaria Marletta; Style Consultant : Chiara Berva.

Tags from the story
, , ,
Written By
More from Angela Fallea

Tutti pronti per il black friday

Il black friday negli Stati Uniti indica il venerdì successivo al Giorno...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *