In conversation with Scilé Milano

Scilé Milano è un giovane brand di moda nato nel 2018, che ha reinterpretato il tradizionale gilet maschile

Abbiamo avuto l’opportunità di chiacchierare con le tre giovani donne che hanno creato Scilé: Carlotta Chirico, Silvia Cataudella e Marta Molesini. Ci hanno raccontato di come sia nato il brand e da dove prendano continuamente ispirazione per ogni collezione.

Scilé è un brand che nasce da un’idea insolita, ma unica nel suo genere: la reinterpretazione in chiave femminile del gilet, un capo proveniente dall’armadio maschile. Com’è nata quest’intuizione?

Durante il periodo vissuto a Londra abbiamo iniziato a curiosare tra i tanti negozi e mercati che offre la città. I generi e gli stili ovviamente erano tantissimi, Londra riesce a racchiudere una vastissima quantità di capi e linee bizzarri,  ma con stupore abbiamo notato che il gilet classico da uomo non mancava mai; le varianti erano infinite, con stampe e tessuti diversi, ma il taglio era quasi sempre lo stesso. Abbiamo iniziato a pensare a che tipo di gilet avremmo voluto avere noi nel nostro armadio e abbiamo creato il nostro modello carry-over in versione corta e lunga. Volevamo rendere il gilet non un semplice accessorio, ma quel capo passepartout da mettere in ogni occasione.

L’anima di Scilé è divisa tra l’amore per il vintage e uno sguardo lungimirante verso il nuovo. In che modo riuscite a far convivere le due cose insieme? 

In ogni modello cerchiamo di aggiungere o modificare dei dettagli, prendendo spunto da capi vintage e affidandoci al nostro istinto, in modo da creare un prodotto che abbia caratteristiche di contemporaneità e vestibilità adatte a un ampio pubblico di donne. La ricerca ci permette di unire il vecchio e l’attuale in modo armonioso e questo processo è alla base di ogni nostra collezione. Libri, mostre, quadri, vecchi armadi, qualsiasi elemento ci aiuta a sviluppare i nostri prodotti.

Il tocco in più dei gilet di Scilé sono sicuramente le stampe disegnate a mano, che prendono ispirazione da movimenti artistici differenti. Quali scegliete e in che modo realizzate i disegni?

Non abbiamo un criterio specifico per ispirarci a movimenti artistici e ogni volta gli spunti sono differenti. Ad esempio per la collezione estiva Naiveté Collection ci trovavamo a New York per fare visita a Marta che ancora viveva lì. Una mattina siamo andate al MoMA Museum e abbiamo visto dal vero Il Sogno di Rousseau. Ci sono subito piaciuti i dettagli della vegetazione, gli animali e i colori caldi e intensi della pittura. Da lì abbiamo deciso che quel dipinto sarebbe stato il punto di partenza. Solitamente dopo aver scelto il tema della collezione ci confrontiamo con la nostra amica e graphic designer, Beatrice e insieme iniziamo a impostare le stampe. In questo caso specifico ogni elemento è stato prima dipinto ad acquerello e poi trasferito in digitale; successivamente abbiamo assemblato tutti gli elementi e creato tre pattern differenti.

I tessuti che vengono utilizzati sono al 100% naturali e scegliete con cura anche i fornitori. Secondo quali criteri e perché?

Il difficile momento storico che stiamo affrontando ci ha spinte fin dall’inizio a usare tessuti che siano 100% naturali e che abbiano un basso impatto ambientale. Per questo motivo abbiamo deciso di produrre tutte le nostre collezioni in Italia, in modo da supportare l’economia locale e da minimizzare l’emissione di CO2 causata dai trasporti. Siamo alla continua ricerca di tessuti che siano il più naturale possibile e fatti con materiali a basso impatto ambientale. In questo momento ad esempio stiamo provando un’industria tessile che utilizza come materie prime canapa, ortica e bambù.

Dietro Scilé ci sono tre giovani donne, Silvia, Carlotta e Marta. Tutte con un background diverso, ma unite dalla passione per la moda e l’arte. Come vi siete conosciute?

Ci conosciamo dai tempi dell’università e abbiamo vissuto una esperienza insieme a Londra. Dopo gli studi abbiamo lavorato in ambiti molto diversi: il mondo dell’arte, della consulenza e della moda. Caratterialmente non siamo uguali, ma il nostro forte legame di amicizia e la nostra passione per l’arte e per la moda ci hanno portato a un progetto comune tutto nostro che racchiudesse le nostre passioni e rispecchiasse le nostre personalità un po’ eccentriche.

Che rapporto avete con il mondo digital e soprattutto in che modo cercate di comunicare al meglio il vostro brand?

Il digital certamente è ormai uno strumento essenziale per tutti i brand e soprattutto in questo periodo difficile che abbiamo vissuto e che non era prevedibile, ha confermato la sua importanza per ogni tipo di settore e industria. Anche noi, come molte altre realtà, abbiamo cercato di venirne a capo e abbiamo scelto di lanciare il nostro sito e-commerce. Siamo un brand ancora molto giovane, ma abbiamo cercato fin da subito di comunicare attraverso i canali più popolari (Instagram e Facebook) l’essenza di SCILé e quindi la profonda contaminazione con l’arte e i prodotti di alta qualità. Cerchiamo anche in questo di rimanere aggiornate il più possibile su nuovi trend e tipi di comunicazione, ad esempio ci siamo iscritte qualche settimana fa su Tik Tok e stiamo cercando di attuare delle strategie vincenti su questo canale, che a livello di brand è ancora inesplorato.

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