Senza tacchi possiamo scappare più velocemente

Si è appena conclusa, presso il padiglione d’arte contemporanea di Milano, la sesta edizione di “Ri-scatti” con la mostra “Per le strade mercenarie del sesso”, curata dal conservatore del PAC Diego Sileo con la collaborazione di RISCATTI Onlus. L’associazione di volontariato milanese dal 2014 realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia con l’aiuto del Comune di Milano e con il sostegno di Tod’s.

Se gli anni scorsi si è scelto di sostenere le vittime di bullismo o gli homeless, quest’anno si è voluto raccontare un pezzo di realtà spiazzante: la schiavitù contemporanea di prostitute vittime della tratta nell’hinterland milanese. Sette le Donne protagoniste di cui tre rumene, due nigeriane e due transgender peruviane: Meg, Jo, Beth, Amy, Hannah, Daisy e Sallie. Hanno tra i 19 e i 50 anni, mamme, sorelle, figlie.

Così come spiegato all’ingresso della mostra, queste donne sono usate, picchiate e derubate con promesse, inganni e violenze. Vivono per lo più a Milano, quella che per molti è la città più europea d’Italia, la città del progresso e della libertà che si rivela, in queste foto, carcere.

Sono oltre ottanta le straordinarie fotografie che raccontano una realtà scottante, scomoda e a tratti agghiacciante, una realtà che spesso non si conosce oppure che si fa finta di non vedere e di cui si preferisce non parlare. L’aspetto inedito è che stavolta a raccontare, o meglio, a raccontarsi, sono le stesse protagoniste.

Dopo averle fornito uno smartphone e fatto frequentato per tre mesi un workshop di fotografia, guidato da Amedeo Novelli, Federico Bernini e Marcello Fauci, fotografi e fotoreporter professionisti dell’agenzia “Visual crew”, le fotografe sono state libere di raccontarsi scattando fotografie rappresentative della propria realtà, fatta sì di strada, ma anche di vita quotidiana.

Acquistando le foto, il catalogo o la shopper della mostra si può contribuire a sostenere l’operato di Associazione Lule ONLUS, associazione laica nata nel 1998 ad Abbiategrasso, che si occupa di assistere le donne sfruttate. Una grande sfida a fronte degli scioccanti numeri che si leggono uscendo dal PAC, ma necessaria per rompere il silenzio e per far riflettere.

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