I “Ricami dell’Anima” di Riccardo Antonio Leone.

«Ogni linea, ogni movimento trasuda vita, ogni gesto ne estrae il flusso, un continuo divenire di energia che si trasforma in arte.»

Sono queste le parole con cui l’artista Riccardo Antonio Leone descrive la sua arte fatta di filamenti, di tessiture che prendono forma dal suo strumento favorito per creare le sue sculture tridimensionali indossabili: la penna 3D. La sua espressione artistica nasce da un bisogno interiore di trasformare il dolore e la sofferenza in qualcos’altro, “possibilmente bellezza”. Leone paragona la linea al filo che separa la vita dalla morte, l’essere dal non essere, collegando così superficie e profondità. Il risultato che segue nelle sue diverse composizioni astratte e figurative lo chiama il “ricamo dell’anima”.

Il progetto “I Ricami dell’Anima”.

Partendo dal dolore, per trasformarlo in bellezza, l’artista arriva al suo ultimo progetto, fotografato magistralmente da Camilla Zaccheo, dove l’arte incontra la moda al servizio di una tematica sociale importante come la violenza sulle donne. A pochi giorni dalla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, il progetto fotografico si compone in 4 steps, in cui il primo ripropone l’abito creato e presentato dall’artista in occasione della Milano Fashion Week nel febbraio 2020. In quell’occasione la modella che lo indossò, che non è la stessa qui fotografata, fu una vittima di stupro; l’artista qui ripropone lo stesso abito con l’intento di vestire, per mezzo delle fibre in plastica riciclata della sua penna 3D, le emozioni e dare una rappresentazione emozionale della traumatica esperienza della violenza.

L’arancione brillante, l’accumulo di materia, forme che sporgono, intrecci di linee che coprono metà del viso e scendono sul corpo compongono quest’abito opera d’arte come se fosse un’energia che esplode dall’interno per uscire.

I pezzi successivi, occhiali, borsa e scarpe, anch’essi realizzati in 3D pen, si caratterizzano per lo stile unico e distintivo dell’artista che unisce creatività e streetwear. Gli occhiali sono ispirati dai modelli iconici portati da Peggy Guggenheim in un mix di forme astratte biomorfe e floreali semplici ed eleganti. La borsa reinterpreta la forma di una sella da bicicletta unendo la citazione dadaista del ready-made a quella dell’iconica Saddle Bag di Dior. Infine le sneackers sono un riadattamento di un famoso modello Nike.

Un esperimento audace e riuscito quello di Riccardo Antonio Leone che, attraverso i suoi “Ricami dell’Anima”, colma il divario tra arte e moda.

Modelle: Daniela Scattolin, Anna Bacchin, Veronica Canova.

«Every line, every movement exudes life, every gesture extracts its flow, a continuous becoming of energy that is transformed into art.»

With these words the artist Riccardo Antonio Leone describes his art made of filaments and textures that take shape from his favourite tool to create his three-dimensional wearable sculptures: the 3D pen. His artistic expression comes from an inner need to transform pain and suffering into something else, “possibly beauty”. Leone compares the line to the thread that separates life from death, being from non-being, thus connecting surface and depth. The result that follows, in his different abstract and figurative compositions, is called the “embroidery of the soul”.

The “Embroderies of the Soul” project.

Starting from pain, in order to transform it into beauty, the artist arrives at his latest project, masterfully photographed by Camilla Zaccheo, where art meets fashion at the service of an important theme such as violence against women. Presented after few days from the International Day for the Elimination of Violence against Women, the photographic project consists of 4 steps, in which the first re-proposes the dress created and presented by the artist in the occasion of the Milan Fashion Week in February 2020. In that occasion the model who wore it, which is not the same that is photographed here, was a victim of rape; the artist here proposes the same robe with the intent to dress, by means of recycled plastic fibers of his 3D pen, the emotions and give an emotional representation of the traumatic experience of violence.

The brightness of the orange, the accumulation of matter, the forms that protrude and the weaves of lines that cover half of the face and descend on the body compose this dress / work of art as if it were an energy that explodes from the inside to get out.

The next pieces, glasses, bag and shoes also made with the 3D pen, are characterized by the artist’s unique and distinctive style that combines creativity and streetwear. The glasses are inspired by the iconic models worn by Peggy Guggenheim in a simple and elegant mix of abstract, biomorphic and floral shapes and the bag reinterprets the shape of a bicycle saddle by combining the dadaist reference of the ready-made with that of the iconic Saddle Bag by Dior. Finally, the sneakers are a re-adaptation of a famous Nike model.

A daring and successful experiment of Riccardo Antonio Leone who, through his “Embroidery of the Soul”, bridges the gap between art and fashion.

Models: Daniela Scattolin, Anna Bacchin, Veronica Canova.

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