Roxwear: ripensare l’abbigliamento nomade attraverso il prisma del cyperpunk

Il marchio di moda kazako Roxwear è stato fondato nel 2017 da Roxana Adilbekova e da allora non ha fatto che crescere e guadagnare popolarità.

E’ un progetto che miscela cultura, storia e identità con un effetto esplosivo e complesso che non può passare inosservato.

Oltre all’accattivante gamma di colori e motivi, il marchio si immerge infatti nella cultura e nella storia.

Adilbekova è cresciuta in Kazakistan, dove è fuggita con la sua famiglia durante gli anni della guerra civile in Tagikistan, e prima di muoversi per studiare all’estero; a Parigi e poi a New York.

In Roxwear sono condensate la sua storia e le cose che nel tempo l’hanno scandita: dalle opere antiche e dagli arazzi tradizionali della nonna storica dell’arte, alla vita vissuta in una città frenetica e alienante come NY.

Dall’incrocio dei millenni in cui è nata -mentre si passava dall’analogico al digitale- ai cartoni animati sovietici che guardava contemporaneamente alle sitcom di Nickelodeon.

Uno scontro di culture e di credenze, che anche se le hanno complicato -e non poco- la ricerca del suo posto nel mondo, oggi le consentono di ritrovare l’identità in Roxwear che è una somma, perfettamente miscelata, di tutti gli ingredienti che compongono la sua vita.

Roxwear è uno studio sull’identità in un contesto culturale che è di per sè una mescolanza di culture e nazioni diverse che si rivela spesso, a tratti surreale, a tratti eccessivo.

Ma è anche una risposta alla sovrabbondanza di domande superficiali e semplicistiche che spesso ci si pone riguardo alle proprie origini, alle proprie credenze o ai propri ideali.

Un modo per esprimere il contrasto delle convinzioni che si è amplificato con l’avvento dell’era digitale in cui tutti hanno una voce, ma nessuno viene ascoltato.

Il marchio, oggi alla sua quarta collezione, è noto per, il piglio concettuale, gli accostamenti azzardati o a contrasto e indubbiamente per le sue stampe.

Le tradizionali stampe kazake, infatti, oltre ad essere alterate e sbiadite per creare abiti da lavoro utilitaristici, sono anche una tela su cui viene ripreso il caleidoscopio culturale della generazione post-sovietica.

Nella terza collezione, ad esempio, una stampa riproduceva le insegne al neon e le scritte dei cartelli che si trovano tipicamente nei luoghi in cui i giovani gravitano di notte.

In altre, sono raffigurate provocatoriamente principesse asiatiche e donne vestite in modo succinto a mo’ di pin-up, con indosso il tradizionale copricapo kazako.

In altre ancora, le iconiche recinzioni di cemento sovietiche.

Tutti gli elementi sono mescolati e concorrono a creare una miriade di combinazioni, ognuna delle quali offre uno spaccato unico dell’Asia centrale di oggi.

Con Futurasia, il quarto episodio, e la quarta collezione di Roxwear, si è tentato di reinventare l’abbigliamento nomade attraverso il prisma del cyberpunk.

La collezione scava fondo nei fenomeni culturali dell’Asia centrale esplorando i modelli indigeni e combinando l’eredità nomade con l’eredità brutalista.

E’ una lezione simultanea di storia e uno studio sul futuro della cultura e dello stile di vita nomade.

Il mondo di Futurasia è pieno di astronavi, androidi e yurte volanti: le sue immagini sono ispirate al meglio di ciò che era disponibile su VHS da dietro la cortina di ferro.

È forse, in un certo senso, quello che sarebbe potuta essere l’Asia centrale oggi.

Il contrasto tra gli stili streetwear contemporanei e le stampe ricamate è sorprendente e riesce a creare un’atmosfera meravigliosamente diversificata.

La collezione offre un’ampia selezione di capi oversize e completi coordinati, impreziositi da colori e motivi accattivanti.

La tavolozza dei colori spazia da morbide tonalità pastello a prominenti colori neon e ispirazione, disperazione e un pizzico di ironia, si mescolano in un cocktail agrodolce di ambivalenza.

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