CAROLINE TOMLINSON

CREATIVE WORLD

Dopo il master alla Central Saint Martins, Caroline Tomlinson halavorato come designer e art director per circa 15 anni a Londra. Tre anni fa ha deciso di voler concentrare il suo flusso creativo solo sull’illustrazione di moda, e ora non solo si sente più ispirata, ma motivata dalle vaste possibilità creative che il mondo e le collaborazioni con più artisti possono offrire.

Caroline ha così aperto le porte del suo mondo creativo con noi di Spaghettimag in un’intervista decisamente interessante.

1: Cominciamo con una domanda di rito, chi è Caroline?Sono un illustratrice con l’amore per i viaggi, la moda e i cani. Ho trascorso molti anni viaggiando e vivendo in diverse parti del mondo, il che ha influenzato il mio lavoro e la mia vita. È una fonte costante di ispirazione e ogni volta che mi lancio in un’avventura metto sempre in valigia la macchina fotografica, i quaderni per gli schizzi e le matite. Quando torno ho centinaia di idee e scarabocchi e ho un disperato bisogno di entrare in studio e dare un senso a tutto questo.

2: Quali sono le tue più grandi ispirazioni e le influenze che ti aiutano nel viaggio creativo?La mia più grande ispirazione, sia per l’arte che per l’illustrazione, è Warhol: i suoi primi lavori di illustrazione commerciale sono meno conosciuti, ma così meravigliosi. Trovo il suo uso del colore e della linea molto bello e stimolante. Mi piace anche l’illustratore e artista americano Ben Shahn che lavorava nello stesso periodo di Warhol. Anche in questo caso, il suo uso della linea è molto particolare, cosa a cui anch’io aspiro. Per le influenze più attuali, ci sono anche molti artisti a cui mi ispiro quotidianamente su Instagram. Una di queste è l’artista tedesca, Tina Berning, che crea i ritratti più affascinanti, utilizzando un’ampia gamma di materiali e carte d’epoca. Raramente vedo un post che non mi toglie il fiato, lei è incredibile. All’altro estremo dello spettro visivo, Donald Robertson, per il suo uso dell’umorismo, del colore e dell’energia, la sua vita è colorata come le sue opere d’arte che crea dal suo studio nella soleggiata California.

3: Che rapporto hai con i social, credi che stimolino la creatività o siano un limite?I social network sono ottimi, ma è molto facile concentrarsi solo sui negativi. Personalmente, per mantenere il lato positivo maggiore del negativo ho deciso che ne ho bisogno in dosi minori. Altrimenti mi sento rapidamente sopraffatta e scoraggiata. Per me è un rapporto mutevole e penso che sia così, anche per la maggior parte degli altri creativi con cui parlo. Alcuni giorni è fonte sia di ispirazione che di motivazione e altri giorni lo evito attivamente. Sto gradualmente diventando più brava a decidere quando andare avanti e cosa spero di ottenere, piuttosto che a scorrere all’infinito. In questo modo, non è solo una perdita di tempo, ma genera anche una mentalità più negativa. Va da sé che Instagram è un must per i visual makers, ne raggiunge così tanti e grazie ad esso ho avuto molte esperienze e relazioni positive. La mia opinione è quella di decidere come può servire al meglio alle proprie esigenze ed essere consapevole di non partecipare troppo passivamente.

4: Hai delle collaborazioni che desideri fare?Ho un paio di collaborazioni da sogno su cui vorrei lavorare. Una sarebbe con un’azienda di prodotti per la casa come Heals o Liberty a Londra. La mancanza di viaggi, quest’anno, ha portato tutti noi a passare più tempo in casa. Penso che il rapporto tra vivere, lavorare ed essere più a casa sia un rapporto che continuerà. Quindi mi piacerebbe molto usare il tessile e la ceramica nel mio lavoro, qualcosa che ho iniziato a esplorare l’anno scorso e che intendo approfondire nel 2021. In secondo luogo, mi piacerebbe lavorare con un marchio per documentare il tempo degli artisti in una nuova città/paese. Come ho detto, il viaggio è una grande fonte di ispirazione per me e penso che sarebbe una grande opportunità per catturare i contenuti e il lavoro per creare una narrazione unica e stimolante.

5:Come nasce l’idea del tuo cortometraggio con Jamie Neale e Reuben Armstrong  ? Jamie Neale ed io ci siamo incontrati per la prima volta quando siamo andati insieme all‘Art College più di vent’anni fa. Ad entrambi piace lavorare con altri creativi ed esplorare nuove idee e mescolare le abilità per vedere cosa succede. È una collaborazione molto esplorativa e aperta e che funziona davvero per noi. Abbiamo iniziato a lavorare insieme qualche anno fa, quando abbiamo girato il video che appare sulla home page del mio sito web. Si tratta di un filmato di me che dipingo con materiale e pennelli diversi, il film comunicava quello che faccio e rivelava il mio processo creativo. Jamie ha molta esperienza nel catturare una storia e nel darle un forte e autentico senso della personalità. Questo ha portato alla nostra prossima collaborazione, che è stata un cortometraggio più ambizioso, un piccolo pezzo di dimensioni, incentrato sul mio amore per i viaggi e una visione nel mio studio. Il suo scopo è quello di essere una rapida e coinvolgente introduzione al mio mondo. Questo ci ha dato anche l’opportunità di mescolare l’illustrazione e l’animazione all’interno del film, qualcosa che tutti noi abbiamo intenzione di esplorare ulteriormente, dato che c’è così tanto potenziale per creare storie accattivanti.


6: Come hai vissuto il periodo della quarantena?Pensavo che avrei lottato con la mancanza di opzioni per il viaggio quest’anno, ma, ad essere onesti, penso che sia stata una cosa positiva per me. Ho investito molto tempo ed energia nel mio studio e questo è diventato il mio rifugio e il mio sbocco per le ansie e le frustrazioni. Sono stata anche fortunata ad essere stata inclusa in due mostre collettive incentrate sull’illustrazione di moda, una era a Berlino e l’altra nella galleria di Lille France, che mi hanno aiutata enormemente, perché non solo mi hanno dato un focus e una scadenza, ma è stata la prima opportunità per me di dipingere alcuni originali su larga scala. Qualsiasi attenzione al lavoro personale influenza e ispira sempre il lato commerciale del mio lavoro, e di conseguenza sto allentando la linea e creando più pezzi pieni di energia per i clienti. Senza dubbio il lavoro è stato un grande punto di riferimento per me, che in un anno in cui era tanto più essenziale avere un forte senso dello scopo, io ho usato il mio lavoro per essere proprio questo. Se c’è una cosa che mi ha fatto apprezzare di più è il fatto di aver fatto una pausa nel viaggio, nel complesso sono molto più concentrata.

7: Quali sono le tue icone di stile?Le mie icone sono piuttosto eclettiche, anche se il mio stile è molto più classico, una persona che è stata costantemente sul mio radar è Chloe Sevigny, l’ultima ragazza ‘it’ con un mix da sogno di vintage e moda attuale, la vedo come qualcuno che non ha paura di provare cose nuove ed essendo audace (potrei imparare da questo) non sento che ci sia davvero qualcosa di più da dire su quanto sia elegante la Sig.ra Sevigny, e su come sia riuscita a mantenere il suo status di cool molto più a lungo di qualsiasi altro suo contemporaneo.

8: Hai buone sensazioni e nuove collaborazioni per il 2021?Sì, sono emozionata per il prossimo anno (chi non lo è?! Il 2020 deve finire per tutti noi!) Per quanto riguarda le collaborazioni, sto lavorando di nuovo con Jamie e Reuben, integrando ancora una volta l’animazione e l’illustrazione nel film, ma questa volta con una narrazione molto diversa. Sul fronte commerciale, all’inizio del prossimo anno uscirà un libro che ho illustrato, e non vedo l’ora di vederlo insieme a una campagna digitale negli Stati Uniti. E il mio lavoro personale ha portato a una serie di serigrafie che lancerò nel nuovo anno. Per ora però mi sento pronta per un periodo di pausa. Pur non viaggiando e rimanendoci più che mai, sono sicura di non essere l’unica a dire di sentirsi esausta e disperata, bisogna ricalibrare dopo un anno che non avremmo mai previsto.

Eng version:

  1. Let’s start with a standard question, who is Caroline? I am an illustrator with a love of travel, fashion and dogs. I have spent many years travelling and living in different parts of the world which has influenced my work as well as my life. It is a constant source of inspiration and whenever I head off on an adventure I always pack my camera, sketchbooks and pencils. By the time I come back I have hundreds of ideas and scribbles and I am desperate to get into the studio and make sense of it all.
  2. What are your biggest inspirations and influences that help you on your creative journey? My biggest inspiration for both art and illustration is Warhol – his early commercial illustration work is lesser known, but so wonderful. I find his use of colour and line very beautiful and inspiring. I also love the American illustrator and artist Ben Shahn who was working in the same period as Warhol. Again, his use of line is very unique which is something I aspire too.  For more current influences, there are also lots of artists I am inspired by daily on instagram. One is German artist called Tina Berning (on Instagram @tina_berning)  she create the most hauntingly beautiful portraits, using a broad range of material and vintage papers. There is rarely a post I see that doesn’t take my breath away – she is incredible. At the other end of the visual spectrum – Donald Robertson (on Instagram at @drawbertson) for his use of humour, colour and energy – and his life is as colourful as his artwork which he creates form his studio in sunny California.
  3. What is your relationship with social, do you think it stimulates creativity or is it a limitation?Social networks are great, but it’s very easy to focus solely on the negatives. Personally, in order to keep the positive greater than the negative I’ve decided I need it to be in smaller doses. Otherwise I can quickly feel overwhelmed and disheartened. For me, It’s a changeable relationship and I think for most other creatives I speak to as well. Some days it is a source of both inspiration and motivation and other days I actively avoid it. I’m gradually getting better at deciding when I go on and what I hope to achieve rather than endless scrolling. As that is when it slips into not just being a waste of time but also generates a more negative mind set. It goes without saying that Instagram is a must for visual makers – it reaches so many and I have had many positive experiences and relationships thanks to it. My take on it is to decide how it can best serve your own needs and be mindful to not passively partake too much. 
  4. Do you have any collaborations you’d like to do? I have a couple of dream collaborations I would to work on. One would be with a homeware company such as Heals or Liberty in London. The lack of travel, this year, has lead to us all spending more time in our homes. I think that relationship of living, working and being more at home is one that will continue. So I would love to use textiles and ceramic in my work – something I started exploring last year and intend to work on further in 2021. Secondly, I would love to work with a brand on documenting artists time in a new city/country. As I said. travel is such big inspiration for me I think it would be a great opportunity to capture content and the work to create an inspiring and unique narrative.
  5. How did the idea for your short film with Jamie Neale and Reuben Armstrong come about ? Jamie and I first met when we went to Art college together over 20 twenty years ago. We both enjoy working with other creatives and exploring new ideas and mixing skill sets  to see what happens. It is a very explorative and open collaboration and that really works for us. We started working together a few years ago when we filmed the video which appears on the home page of my website.  It is footage of me painting with a various material and brushes – this use of film communicated what I do and revealed my process. Jamie is very experienced in capturing a story and giving it a strong authentic sense of personality. This lead to our next collaboration which was a more ambitious short film, a little bite size piece focusing on my love of travel and an insight into in my studio. It’s aim is to be a quick and engaging introduction to my world. This also gave us an opportunity to mix illustration and animation within the film, something we all plan to explore further as there is so much potential for creating captivating stories.
  6. How did you experience the quarantine period? I thought I would struggle with the lack of options for travel this year but, to be honest, I think it’s been a positive thing for me. I have put a huge amount of time and energy into my studio and that became my sanctuary and outlet for anxieties and any frustrations.  I was also lucky to have been included in two group exhibitions focusing on fashion illustration – one was in Berlin and the other gallery in Lille France – these helped hugely, as not only did it give me a focus and a deadline but it was the first opportunity for me to paint some large scale originals. Any focus on personal work always influences and inspires the commercial side of my work, and as a result I am loosening up more line and creating more energy filled pieces for clients.  Without a doubt work was a big anchor for me, which in a year where it was all the more essential to have a strong sense of purpose I used my work to be just that . If anything pausing on travel has defiantly made me all the more appreciative – overall my gratitude has improved and I am far more focussed.
  7. What are your style icons? My icon styles are quite eclectic although my own style is far more classic – someone who has consistently been on my radar from a young age to now is Chloe Sevigny – the ultimate ‘it’ girl with a dream mix of vintage and current fashion – I see her as some who  isn’t afraid of trying new things and being bold (I could learn from this) I don’t feel there is really anything more to be said about just how stylish Ms. Sevigny is – and how she has managed to maintain her cool status far longer than any of her contemporaries
  8. Do you have good feelings and new collaborations for 2021? Yes I am excited for next year (who isn’t?! 2020 needs to come to an end for us all!) In terms of collaborations I am working again with Jamie and Reuben integrating animation and illustration into film once again – but this time with a very different narrative. On a commercial front a book I illustrated is being published early next year and  I am looking forward to seeing that along with a digital campaign in the USA.  And my personal work has lead to a range of silk screen prints which I will be launching in the new year. For now though I feel ready for a period of pausing. Despite not travelling and staying in more than ever I’m sure I am not alone in saying I am feeling exhausted and desperate to recalibrate after a year we would never have predicted.
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