Personalities in the Fashion Industry: Renzo Rosso

Trasmettere al consumatore una precisa filosofia d’azienda – riassunta nel motto Be Brave – grazie al carattere imprenditoriale del suo padre fondatore visionario, l’industriale che ha permesso di cambiare il mondo del jeans, Sir. Renzo Rosso. Il jeans come segno di ribellione di un contrasto interiore tra genitori e figli, negli anni diventa un modo di essere, un’attitudine, una manifestazione di personalità. Figlio di contadini, partito dal niente aiutava il padre a lavorare la terra, fece il suo primo paio di jeans con la macchina da cucire di sua madre, “sono diventato matto, era bassissimo di cavallo, non ci stava niente dentro, era strettissimo, 42cm di campana. Un successo entusiasmante, formidabile.” Aspettava la cartolina del militare, l’esubero della sua scuola lo proiettò nel mondo del lavoro a diciannove anni in una piccola azienda Moda: “Sono ancora là, perchè l’azienda poi è diventata mia”. Fonda diversi marchi di abbigliamento casual, tra cui Diesel, con l’imprenditore veneto Adriano Goldschmied, presente nel settore (Genius Group) e di cui Renzo è prima collaboratore e poi socio.

Dal prodotto denim ne ha fatto un movimento, ha iniziato a strusciarlo, usarlo, romperlo: “è stato difficile, ricorda, “arrivato in America la gente me lo mandava indietro, diceva che era fallato, non è possibile pagare così tanto per un prodotto che costa così tanto”. Presente nel segmento casa con Diesel Living tra mobili, lampade, asciugamani, cucine o nel mondo dei motori con la produzione della ducati monster 1.100 cc (1.000 esemplari in tiratura limitata) e nell’automotive con 10.000 Fiat 500 custom. Al momento il suo maggiore polo di produzione, a Breganze, ospita un mondo connesso in un sistema di relazioni attraverso asili, palestre, campi di calcio, calcetto, tennis e squash, compresi saloni estetici, bar, persino ristoranti, come responsabilità verso i dipendenti. Da qualche anno ha assunto la proprietà e la gestione (66,5%) della storica squadra di serie C L.R. Vicenza Virtus dichiarata fallita.

Missione e volontà di progettare qualcosa di unico all’interno di una dimensione industriale dominata dai marchi Levi’s e Wrangeler e di ridimensionare un mercato bisognoso di variabilità. Questo ne fa un gruppo diverso e moderno in rotta di collisione con il mercato: “Io intendo creare non il più grande gruppo di moda mondiale ma il più alternativo”. Da qui la filosofia BE BRAVE, acquistare credibilità interna dal consumatore contro la politica di prezzo, sviluppare con una progressione inarrestabile un prodotto diverso, nuovo. Interprete dei suoi tempi ebbe il coraggio di lanciarsi in un’operazione di recupero del ruolo fondante della dimensione produttiva, un ritorno a strategie di marchio globali, della dimensione distributiva con la creazione nel 2002 del gruppo Otb (Only The Brave), per ampliare la sfera – con la rilevazione di quote di maggioranza di altri brand tra cui Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Amiri, Paula Cademartori e Staff International, produttore e distributore di marchi del prét-a-porter, in potere delle licenze per Vivienne Westwood, Dsquared, Maison Margiela, Brave Kid, MM6, Just Cavalli – e la messa a punto di strategie comunicative sofisticate rivolte a un pubblico che cerca un nuovo margine di libertà e comfort.

La nota campagna pubblicitaria di Ellen Von Unwerth del 2001 con in cattedra gli africani dominatori del mondo, o gli scatti firmati dall’obbiettivo del fotografo David LaChapelle dentro a un bacio tra due marinai per la Spring Summer del 1995. Sempre pronto ad operare a favore della collettività, la onlus Otb Fondation del gruppo nata nel 2008, con la missione di combattere le disuguaglianze sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di persone e aree meno fortunate nel mondo. Ad oggi la fondazione ha investito in oltre 200 progetti sociali che hanno toccato la vita di più di 250.000 persone, promuovendo messaggi di economia circolare, sostenibile: come nel 2012 grazie a un’azione di microcredito rivolta ai terremotati della Regione Emilia Romagna. Dal 1 Aprile 2020 il 10% delle vendite della sua orbita per sostenere aree e persone nel mondo in difficoltà all’approvvigionamento e alla distribuzione di materiali di protezione per il personale medico e paramedico in prima linea nella lotta al virus, e di strumenti di supporto ai malati di Covid-19 di centri e strutture ospedaliere. Risale a maggio 2020 l’ingresso di Red Circle Investments nel capitale azionario di Masi Agricola, uno dei produttori italiani di vini pregiati più conosciuti e premiati al mondo integrato nella Diesel Farm, tenuta di 100 ettari che si estende su sette colline di Marostica (VI), dove produce vino, grappa e olio extravergine d’oliva bio di altissima qualità.

Oggi la possibilità è per le piccole-medie imprese, a qualsiasi livello, “con il nostro mondo del lusso riusciamo a salvare gli artigiani e, quindi il Made in Italy”, per questo l’autorevole voce del nuovo Presidente del Consiglio incaricato, il professore Mario Draghi, può portare il Paese verso a un Nuovo Rinascimento. “Abbiamo bisogno di questa serietà, aggiunge, “per avere più soldi da investire e tornare a crescere nell’economia, creando nuova occupazione.” Personalità di prestigio della nostra industria, ha costruito dalla positività tutto quello che ha fatto, con i piedi per terra: “Io non ho mai lavorato un giorno della mia vita per soldi. Mai. Ho solo lavorato perchè amo quello che faccio.”

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