DassùYAmoroso, la moda genderless raccontata dai due fondatori

dassùyamoroso

Libertà, anticonformismo e genderless: sono questi i tre aggettivi chiave che riassumono l’estetica di “DassùYAmoroso”, brand streetwear fondato nel 2015 da Stefano Dassù e Pasquale Amoroso, due giovani designer, oggi insegnanti all’”Accademia del Lusso” di Milano.

Presentato ad Altaroma 2019, quest’anno “DassùYAmoroso” ha potuto godere del supporto di “CNMI” (“Camera Nazionale della Moda Italiana”), che ha inserito il brand futuristico nella sezione “Designers for the Planet” della Milano Fashion Week di febbraio 2021, riconoscendo anche il suo impegno verso la sostenibilità. Spaghettimag ha avuto la possibilità di conversare con Pasquale Amoroso e Stefano Dassù.

«Il brand è nato nel 2015, a seguito di un percorso fatto da me e Stefano come costumisti teatrali, per il cinema», comincia a raccontare Pasquale Amoroso. «Abbiamo deciso di concentrarci sul nostro progetto, con l’idea di rappresentare la libertà di espressione, perché crediamo in una società inclusiva».

Le collezioni DassùYAmoroso

Nel luglio 2019, la prima collezione di “DassùYAmoroso”, chiamata “I Am What I Am”, viene presentata ad Altaroma.  «“I Am What I Am” nasce con lo spirito di libertà e di essere sé stessi, senza barriere e pregiudizi. Abbiamo iniziato a giocare con il colore,  ci siamo tinti i capelli e da una cosa fatta per scherzo è nato uno studio sociale», spiega Stefano Dassù. I due giovani designer sono stati testimoni di come il colore, soprattutto il rosa, venga ancora associato all’universo femminile. «Alcune persone, soprattutto le donne, ci fermavano in mezzo alla strada per farci i complimenti, i giovani erano molto curiosi, gli uomini un po’ più adulti ci guardavano con sgomento e un po’ di disapprovazione», fa eco Pasquale.

La ricerca di sé stessi e della propria identità è un lungo lavoro. «Non puoi dire “conosco me stesso”, l’introspezione è un processo che dura tutta la vita, in continua evoluzione».

Le creazioni “DassùYAmoroso” si ispirano fortemente all’idea di società. «La nostra ultima collezione, “I Am An Alien”, si ispira all’alieno, come simbolo del diverso che è però un valore aggiunto. L’ispirazione nasce dalle storie che ci vengono raccontate, da quello che accade nella società. Forti spunti arrivano anche dallo stile streetwear, dai colori, dalle stampe».

Anche il confronto con i giovani studenti dell’”Accademia del Lusso”, dove Pasquale e Stefano sono docenti, è importante. «Abbiamo a che fare con una generazione giovane che ci permette di raccogliere molti spunti. Vediamo come si approcciano all’amore».

“I Am An Alien” è una continuazione di “I Am What I Am”. «Siamo partiti dagli umani e siamo arrivati agli alieni, in una sorta di fuga dalla realtà per dare una scossa al sistema. La prima era una collezione molto personale, la seconda è uno studio di come la diversità faccia ancora sentire fuori posto. Una delle stampe più belle della collezione è quella “freak house”. C’è l’idea del freak, di essere un po’ strano».

Moda genderless e sostenibilità

I punti di forza di “DassùYAmoroso” sono l’idea della moda genderless e la sostenibilità. No gender, però, non significa unisex. «Non c’è un capo “genderless”, perché è la persona che fa il capo, che dà l’anima. Noi proponiamo solo una filosofia “freewear”, ovvero di una moda libera non vincolata».

La sostenibilità oggi contiene in sé molte contraddizioni, basti pensare alle polemiche sui consumi del cotone organico contro quelli del cotone tradizionale. «Per noi è molto importante riciclare e fare upcycling, ecco perché in questa ultima collezione abbiamo utilizzato tessuti di plastica riciclata certificata PET. Con l’aiuto di un nostro partner abbiamo anche selezionato dei tessuti abbandonati».

La produzione di “DassùYAmoroso” avviene in Italia. «Importare prodotti a basso costo da altri paesi ha creato una diseducazione nel consumatore finale, che non distingue più la qualità ma guarda solo il prezzo. Dobbiamo ricominciare a rieducare, comprare meno, comprare meglio», dice Pasquale. Gli fa eco Stefano. «È importante far capire che il nostro è un prodotto made in Italy, che dura nel tempo. Recentemente abbiamo lanciato una collaborazione con una maglieria che usa filati sostenibili e ha iniziato un progetto con “GreenPeace”».

Il futuro della moda

Nonostante il successo ottenuto nell’ultimo anno, il periodo storico non è dei migliori e la moda ha dovuto rivoluzionare le sue caratteristiche per adattarsi a ciò che sta accadendo. «Dal punto di vista commerciale un brand oggi deve puntare tantissimo sul rapporto diretto con il consumatore finale. Noi giovani dovremmo puntare sul cliente finale, sull’identità e sul racconto. Anche sulle piattaforme i brand giovani hanno saputo trovare un modo di comunicare nuovo e all’avanguardia, gli altri un po’ meno».

La collaborazione con Camera Moda è stata una vera e propria soddisfazione per i due giovani designer. «È stato bello che abbiano voluto scommettere su un progetto lontano dalla classica moda italiana, distante dal “bell’abito elegante”, che parla un’altra lingua».

Tra i progetti futuri di Stefano e Pasquale: «una fuga su Marte», scherza Stefano. «Sicuramente continueremo a lavorare al nostro e-commerce, poi faremo uscire una capsule di pigiami punk. Stiamo iniziando anche progetti oltreoceano, a Los Angeles in collaborazione con diversi artisti musicali», spiega Pasquale. L’idea dei ragazzi è di «continuare a trasmettere il nostro messaggio, non a caso stiamo collaborando con un’associazione che educa sull’omotransfobia, parlando ai bambini su come affrontare l’identità di genere».

ENG VERSION

Free, non-conformist and genderless: these are the three key adjectives that summarize the aesthetics of “DassùYAmoroso”, a streetwear brand founded in 2015 by Stefano Dassù and Pasquale Amoroso, two young designers, now teachers at the “Accademia del Lusso” in Milan.

Presented at Altaroma 2019, this year “DassùYAmoroso” was supported by “CNMI” (“Camera Nazionale della Moda Italiana”), which included the futuristic brand in the “Designers for the Planet” section of Milan Fashion Week in February 2021, recognizing its commitment to sustainability.

«The brand was born in 2015, following a journey made by Stefano and I as theatrical costume designers», Pasquale Amoroso begins to tell. «We decided to focus on our project, with the idea of ​​representing freedom of expression, because we believe in an inclusive society».

In July 2019, the first collection of “DassùYAmoroso”, called “I Am What I Am”, was presented in Altaroma. «“I Am What I Am ”was born with the spirit of freedom and being yourself, without barriers and prejudices. We started playing with color, we dyed our hair pink and a social studio started from something done as a joke», Stefano Dassù explains. The two young designers witnessed how color, especially pink, is still associated with the female universe. «Some people, especially women, stopped us in the middle of the street to compliment us, the young people were very curious, older men looked at us with dismay and a little disapproval», echoes Pasquale.

The search for oneself and one’s identity is a long job. «You can’t say “I know myself”, introspection is a process that lasts a lifetime, in constant evolution».

The “DassùYAmoroso” creations are strongly inspired by the idea of ​​society. «Our latest collection, “I Am An Alien”, is inspired by the alien, as a symbol of the different, which is an added value. The inspiration comes from the stories that are told to us, from what happens in our society. Strong ideas also come from the streetwear style, from the colors, from the prints».

The discussion with the young students of the “Accademia del Lusso”, where Pasquale and Stefano are teachers, is also important. «We deal with a young generation that allows us to collect many ideas. We are very lucky to have them, as we also see how they approach love»

«“I Am An Alien” is a continuation of “I Am What I Am”. “We started with humans and arrived at aliens, in a sort of escape from reality to shake up the system. The first collection was a very personal one, while the second one is a study of how diversity still makes one feel out of place. One of the most beautiful prints in the collection is the “freak house” one, based on the idea of ​​the freak, of being a bit weird»

The strengths of “DassùYAmoroso” are the idea of ​​genderless fashion and sustainability. No gender, however, does not mean unisex. «There is not a “no gender” garment, because it is the person who gives the soul to what he is wearing. We propose a “freewear” philosophy, that means one of a free and unconstrained fashion».

Sustainability today contains many contradictions, for example the controversy on the consumption of organic cotton against that of traditional cotton. «For us it is very important to recycle and upcycle, which is why in this latest collection we have used PET-certified recycled plastic fabrics. With the help of one of our partners, we have also selected abandoned fabrics».

The production of “DassùYAmoroso” takes place in Italy. «Importing low-cost products from other countries has created a miseducation in the final consumer, who no longer distinguishes quality but only looks at the price. We have to start re-educating, buying less, buying better», Pasquale says. Stefano echoes him. «It is important to make it clear that ours is a made in Italy product, which lasts over time. We recently launched a collaboration with a knitwear company that uses sustainable yarns and started a project with “GreenPeace”».

Despite the success achieved in the last year, the current historical period is not the bestest and fashion has had to revolutionize its characteristics to adapt to what is happening. «From a commercial point of view, a brand today must focus a lot on the direct relationship with the final consumer. Young designers should focus on the final customer, on the identity and on the story. On the platforms, young brands have been able to find a new and cutting-edge way of communicating»

The collaboration with Camera Moda was a real satisfaction for the two young designers. «It was nice that they wanted to bet on a project far from classic Italian fashion, far from the “beautiful elegant dress”, which speaks another language»

Among the future projects of Stefano and Pasquale: «an escape to Mars», Stefano jokes. «We will certainly continue to work on our e-commerce, then we will release a capsule of punk pajamas. We are also starting projects overseas, in Los Angeles in collaboration with various musical artists», Pasquale explains. The idea of the two young designers it is to «continue to transmit our message, and it is no coincidence that we are collaborating with an association that educates on homotransphobia, talking to children about how to deal with gender identity»

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