Amato Daniele, borse Made in Italy realizzate in centro a Milano

Amato Daniele

La borsa: un nascondiglio simile all’inconscio dove la donna ripone oggetti, desideri e ricordi di ogni tipo”, scrive il romanziere Fabrizio Caramagna.

Le borse di Daniele Amato, designer dell’omonimo brandAmato Daniele”, sono un nascondiglio elegante e raffinato per i segreti di ogni donna.

Forte della collaborazione con “Camera della Moda Nazionale Italiana”, il venticinquenne designer milanese ha avuto la possibilità di presentare le sue creazioni in occasione della “Milano Fashion Week” di febbraio 2021.

Lo showroom-laboratorio di “Amato Daniele” si trova in centro a Milano, alle spalle del Parco delle Basiliche, in un palazzo signorile, nascosto dietro una porticina che, come una matrioska, svela un mondo di artigianalità e lusso. Il locale è stato restaurato da Daniele e apparteneva alla sua famiglia da generazioni.

Le borse in pelle (soprattutto di coccodrillo) vengono realizzate dagli artigiani che collaborano con Daniele Amato nel laboratorio, dal prototipo al taglio della pelle, passando per l’assemblaggio finale. Ogni borsa racconta una storia, è pensata per un’occasione particolare, vuole raffigurare l’unicità della donna che la acquista. Non c’è una borsa uguale ad un’altra. Sceglierne una, tra i mobili aristocratici e i quadri da cui è abbellito lo showroom, significa immergersi in un’esperienza all’insegna dell’arte e del Made in Italy, che le sapienti mani di Daniele Amato permettono di vivere.

Oltre alle borse, Daniele Amato realizza anche collezioni limitate di scarpe, come slippers in velluto e bigiotteria, tra cui bracciali e collane abbinati alle borse.

In conversazione con Daniele Amato

Spaghettimag ha avuto l’opportunità di parlare con Daniele, che ci ha raccontato qualcosa in più sul mondo delle borse “Amato Daniele”.

Come, dove e perché nasce il brand “Amato Daniele”?

Il brand “Amato Daniele” nasce in maniera del tutto naturale, in pieno centro a Milano. Fin da piccolo passavo il mio tempo disegnando e giocando tra i banchi degli artigiani dell’azienda di pelletteria dei miei genitori, mi divertivo a realizzare i primi abbozzi di borse con dei ritagli di pelle. E’ così che è iniziata la mia passione, che si è naturalmente evoluta con l’avanzare dell’età anche grazie agli insegnamenti dagli stessi operai che mi hanno visto crescere. Ho iniziato disegnando alcune borse e scarpe per la collezione “Leu Locati” affiancando mio padre nella direzione creativa, fino al 2012 quando, finalmente, è nato il brand “Amato Daniele”.

Il tuo brand si è distinto, sin dalle origini, per una spiccata attenzione al Made in Italy e all’artigianalità. Come avviene la produzione?

La produzione delle borse “Amato Daniele” avviene all’interno della fabbrica della mia famiglia, la “Leu Locati”, situata in pieno centro a Milano, in via Cosimo del Fante, dove si trovano anche i nostri uffici. Tutti i prodotti sono realizzati interamente a mano dai nostri artigiani secondo le antiche tecniche della scuola pellettiera milanese. Tutto inizia con la realizzazione di una bolletta di lavorazione e con il taglio dei materiali che vengono poi affidati all’artigiano che confeziona la borsa nella sua interezza. Tutte le borse sono completate poi con dei punti a mano. Dal taglio alla confezione, dal controllo qualità all’imballaggio, tutti gli step della produzione sono gestiti e controllati internamente.

Che tipo di materiali utilizzi?

Per quanto riguarda i materiali delle borse “Amato Daniele” mi piace molto variare. Quelli che utilizzo di più sono il vitello (sia liscio che stampato), il raso e il velluto, che sono sempre accompagnati da dei pezzi in esotico (coccodrillo, lucertola e struzzo). Immancabile è poi il tessuto “Mesh”, di proprietà esclusiva della mia azienda, che è realizzato intrecciando fili ricoperti di oro 24 kt e argento 925 utilizzando un telaio di fine 800. Questo tessuto è sempre presente in diverse varianti colore/materiale e diversi disegni. Per ogni collezione, poi, mi piace sempre fare ricerca e utilizzare nuovi materiali che possano inserirsi al meglio nel mood. Così, a seconda delle stagioni, fanno capolino a ruota tessuti broccati, ricami, canvas, moiré, crepe, velluti stampati etc.

Com’è una giornata tipo in atelier?

Ad essere sinceri è sempre una frenesia. Dal mattino alla sera è un susseguirsi di appuntamenti, con clienti o fornitori, e riunioni. Inoltre, passo molto tempo anche in fabbrica per avere sempre il controllo sul progredire della produzione e risolvere i problemi che possono crearsi. Per me è molto importante poter controllare personalmente tutto il lavoro svolto e poter aiutare quando possibile. Una parte delle mie giornate, poi, è sempre dedicata alla ricerca per le nuove collezioni e alla scelta dei materiali da utilizzare e dei modelli da presentare. Mi piace passare il tempo al banco per lavorare io stesso sui nuovi prototipi e fare delle prove prima di decidere.

Qual è il processo creativo dietro una borsa “Amato Daniele”? A chi o cosa ti ispiri per le tue creazioni?

Prendo sempre ispirazione da ciò che mi circonda e dagli stimoli che tutti i giorni scaturiscono non solo dal mondo esterno, ma anche dal confronto con i miei collaboratori. Buona parte del processo creativo è fatta di ricerca. Ho la fortuna di avere a disposizione un enorme archivio sia di modelli che di accessori, da cui mi piace prendere ispirazione. Poi mi lascio guidare molto dall’istinto per scegliere cosa può essere non solo più adatto al periodo, ma anche alle mie clienti. Parto da lì e poi inizio a modificarlo per renderlo “mio”. Molto spesso mi piace anche sperimentare e inventare dei nuovi modelli. Parto da un’idea che mi balena per la mente, realizzo da solo un primo cartamodello e ne verifico la fattibilità preparando il primo prototipo in pelle su cui poi posso studiare modificandolo e scegliendo gli accessori e i materiali finché non sono soddisfatto.

Chi è la donna che sceglie “Amato Daniele”?

La donna che sceglie le borse “Amato Daniele” è sicuramente in grado di riconoscere e apprezzare degli oggetti di qualità e di fattura pregiata e artigianale. Ama il made in Italy ed è affascinata dalla storia e dal lavoro che si cela dietro gli oggetti. E’ una donna a cui piace osare e che vuole distinguersi dalla massa, anche grazie ad accessori unici nel loro genere. Il mio obiettivo è quello di aiutarla a sentirsi bella, grintosa e pronta ad affrontare il mondo.

Come sarà, a tuo parere, il futuro della moda dopo la pandemia? Credi che qualcosa stia cambiando?

E’ difficile dirlo, sicuramente è già cambiato moltissimo. Abbiamo tutti dovuto adattarci alle conseguenze delle diverse restrizioni, all’impossibilità di muoversi e a tutte le difficoltà economiche che la pandemia ha portato con se’. Stiamo ancora lottando per restare in carreggiata, vista la riduzione degli ordini, e ci stiamo rimboccando le maniche e organizzando meeting online per presentare la collezione ai clienti e portare avanti la campagna vendite nel miglior modo possibile. Per il futuro vedo crescere, ancor più di adesso, la presenza e l’importanza del digitale, sia per le presentazioni che per gli acquisti, ma nutro la speranza di poter tornare presto alla “normalità”. Il nostro lavoro è fatto anche di emozioni, di esperienza dal vivo, di rapporti interpersonali, non riesco ad immaginare un mondo in cui tutto diventi asettico.

In chiusura, vorrei chiederti cosa consiglieresti ai designer di oggi, su cosa puntare e come esprimere sé stessi attraverso le proprie creazioni.

Gli consiglierei sicuramente di prenderla con calma, di non strafare, ma rimanere sempre fedele a se stesso. Il nostro mondo è pieno di stimoli e di prodotti che possono soddisfare richieste e necessità delle clienti. Per riuscire a sopravvivere bisogna essere unici ed originali, enfatizzando i propri punti di forza.

ENG VERSION

“The bag: a hiding place similar to the unconscious where women store objects, desires and memories of all kinds”, says the novelist Fabrizio Caramagna.

The bags by Daniele Amato, designer of the homonymous brand “Amato Daniele”, are an elegant and refined hiding place for the secrets of every woman.

Thanks to the collaboration with the “Camera della Moda Nazionale Italiana”, the twenty-five-year-old Milanese designer had the opportunity to present his creations on the occasion of the “Milan Fashion Week” in February 2021.

The “Amato Daniele” showroom-laboratory is located in the center of Milan, behind the Parco delle Basiliche, in an elegant building, hidden behind a small door which, like a matryoshka, reveals a world of craftsmanship and luxury. The location has been restored by Daniele and has belonged to his family for generations.

The leather bags are made by the artisans who collaborate with Daniele Amato in the laboratory, from the prototype to the cutting of the leather, passing through the final assembly. Each bag tells a story, it is designed for a particular occasion, it wants to represent the uniqueness of the woman who buys it. There is no bag the same as another. Choosing one, among the aristocratic furniture and the paintings that embellish the showroom, means immersing in an experience dedicated to art and Made in Italy, which the skilled hands of Daniele Amato allow you to live.

In addition to bags, Daniele Amato also creates limited collections of shoes, such as velvet slippers and jewelery, including bracelets and necklaces matched with bags.

How, where and why was the “Amato Daniele” brand born?

The “Amato Daniele” brand was born right in the center of Milan. From an early age I spent my time drawing and playing among the artisans’ desks of my parents’ leather goods company, I enjoyed making the first sketches of bags with leather scraps. This is how my passion began. Then it naturally evolved with age, also thanks to the teachings of the workers. I started by designing some bags and shoes for the “Leu Locati” collection alongside my father, until 2012 when, finally, the “Amato Daniele” brand was born.

Your brand has stood out, from the very beginning, for a strong attention to Made in Italy and craftsmanship. How does the production take place?

Production takes place inside my family’s factory, the “Leu Locati”, located in the center of Milan, in via Cosimo del Fante, where our offices are also located. All products are made entirely by hand by our artisans according to the ancient techniques of the Milanese leather school. It all begins with the creation of a processing bill and with the cutting of the materials which are then entrusted to the craftsman who packs the bag in its entirety. All bags are then completed with hand stitches. All production steps are managed and controlled internally.

What kind of materials do you use?

As for the materials, I really like to vary. The ones I use the most are calfskin (both smooth and printed), satin and velvet, which are always accompanied by exotic pieces (crocodile, lizard and ostrich). Then there is the “Mesh” fabric, which is an exclusive property of my company, made by intertwining threads covered with 24 kt gold and 925 silver using a late 19th century loom. For each collection I always like to research and use new materials that can best fit into the mood. Thus, according to the seasons, brocade fabrics, embroidery, canvas, moiré, crepe, printed velvets etc.

How is a typical day in the atelier?

To be honest it’s always a frenzy. From morning to evening it is a succession of appointments, with customers or suppliers, and meetings. In addition, I also spend a lot of time in the factory to always have control over the progress of production and solve any problems that may arise. For me it is very important to be able to personally check all the work done and to be able to help whenever possible. Part of my days, then, is always dedicated to researching new collections and choosing the materials to be used and the models to be presented. I like to spend time on the bench to work on new prototypes myself and do some tests before deciding.

What is the creative process behind an “Amato Daniele” bag? Who or what do you inspire for your creations?

I always take inspiration from what surrounds me and from the stimuli that come every day from the outside world. Much of the creative process is made by research. I am fortunate to have a huge archive of both models and accessories, from which I like to take inspiration. Then I let myself be guided a lot by instinct to choose what may not only be more suitable for the period, but also for my clients. I start from there and then I start modifying it to make it “mine”. Very often I also like to experiment and invent new models. I start from an idea that flashes through my mind, I make a first pattern myself and check its feasibility by preparing the first leather prototype on which I can then study by modifying it and choosing accessories and materials until I am satisfied.

Who is the woman who chooses “Amato Daniele”?

The “Amato Daniele” woman is capable of recognizing and appreciating objects of quality and fine craftsmanship. She loves made in Italy and is fascinated by the history and the work behind the objects. She is a woman who likes to dare and who wants to stand out from the crowd, also thanks to unique accessorie. My goal is to help her feel beautiful, spirited and ready to take on the world.

In your opinion, what will the future of fashion look like after the pandemic? Do you think something is changing?

It’s hard to say, certainly a lot has already changed. We have all had to adapt to the consequences of the various restrictions, the inability to move and all the economic difficulties that the pandemic has brought with it. We are still struggling to stay on track, given the reduction in orders, and we are rolling up our sleeves and organizing online meetings to present the collection to customers and carry out the sales campaign in the best possible way. For the future, I see the presence and importance of digital technology growing even more than now, both for presentations and for purchases, but I hope to be able to return to “normalcy” soon. Our work is also made up of emotions, live experience, interpersonal relationships, I can’t imagine a world in which everything becomes aseptic.

In closing, I would like to ask you what you would recommend to today’s designers, what to aim for and how to express yourself through your creations.

I would definitely advise him to take it slow, not to overdo it, but always remain true to himself. Our world is full of stimuli and products that can satisfy customer requests and needs. To be able to survive you need to be unique and original, emphasizing your strengths.

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