Silvia Mazzieri

Silvia Mazzieri è una giovane attrice che abbiamo visto recitare i diverse serie TV di successo e anche al cinema. La abbiamo incontrata e intervistata ad Artimino una meravigliosa Villa Medicea in cui in una sua vita precedente, grazie alla sua bellezza rinascimentale e suoi colori, avrebbe potuto abitare, anche perché le piace molto vivere a contatto con la natura. Ma dietro a questa bellezza angelica e botticelliana, c’è una giovane donna profonda e volitiva, con le idee ben chiare su quali siano le priorità nella sua vita privata e i suoi prossimi passi in quella professionale.

Ti abbiamo vista ne “Braccialetti rossi”, “La strada di casa”, “Vivi e lascia vivere”, “Doc-Nelle tue mani”. Qual è il personaggio interpretato che ti è piaciuto di più e perché?
Non c’è un personaggio che preferisco in particolare. In tutti ho cercato di dare il meglio di me, aiutata anche dagli attori con cui mi sono confrontata. Ne “La strada di casa”, per esempio, ho lavorato benissimo con Alessio Boni e Sergio Rubini, attori e persone fantastiche. Il mio personaggio era un po’ la chiave della storia. In “Doc-nelle tue mani”, la mia Alba acquista via via sempre più sicurezza anche nei confronti di se stessa. Prima era timida ed emotiva, poi si impone. Riguardo sempre ciò che faccio per cogliere delle sfumature e fare un passo in più e poter migliorare.

Se non avessi fatto l’attrice cosa avresti fatto?
Ci pensavo proprio ieri e non ho trovato alcuna risposta, quindi forse vuol dire che dovevo fare proprio l’attrice, anche se mi piace molto viaggiare e amo la natura e gli animali. Avrei forse potuto fare qualcosa in questi ambiti.

Se potessi scegliere un personaggio, vivo o morto, reale o immaginario da interpretare chi sarebbe e perchè?
Mi piacerebbe avere un ruolo inventato o fantasy dove però venga esaltata la figura della donna. Un personaggio femminile che in qualche modo puó cambiare le cose nel mondo, un po’ un simbolo dell’empowerment della donna. Cerco sempre di essere attenta alle tematiche di genere. É importante che ognuna di noi, in quanto donna, possa far sentire la propria voce sulle questioni di disparità tra uomo e donna.

Come hai iniziato a fare questo lavoro?
Grazie a mio fratello maggiore che a mia insaputa nel 2010 mi iscrisse al concorso “Miss Italia” di Milly Carlucci e con Emanuele Filiberto. Fui selezionata e ricevetti la convocazione. Arrivai fra le prime sei finaliste e vinsi il premio di “Miss Cinema”. Ma di certo allora non avevo ancora deciso nulla anche perché, facevo atletica, non pensavo a esibirmi e far cinema e mi sentivo un pesce fuor d’acqua in un ambiente che non mi apparteneva e che evitavo accuratamente. Poi ho studiato teatro per due anni a Firenze e quando ho visto che avevo un buon riscontro ho fatto un  provino e ho avuto un piccolo ruolo nella miniserie Tv di Rai 1 con Neri Marcoré e Aurora Ruffino “Una Ferrari per due”. La consapevolezza di voler essere un’attrice però l’ho raggiunta solo ultimamente, forse perché non ho ancora trovato quel “respiro” nel poter portare rispetto al mio lavoro, vista la velocità del sistema. Mi ci ritrovo, sto bene, ma tutto il contorno non mi appartiene ancora o forse non mi apparterrà mai. Non sono una presenzialista come per esempio non lo era Virna Lisi. che per me è un punto di riferimento. Rappresenta un’artista che ha lasciato il segno. Una donna che ha sempre conservato, con eleganza e purezza, la sua personalità.

Nel tuo instagram si leggono messaggi molto poetici e profondi. Hai mai pensato di scrivere, oppure lo fai già come hobby? Se sì, ha a che fare con la meditazione?
Sicuramente ha anche fare con la meditazione che a modo mio ho sempre fatto sin da piccola quando partivo con i miei pensieri e le mie riflessioni da adulti. Anche i miei genitori erano molto sorpresi dai miei pensieri “da grande”. Mi soffermavo e mi soffermo sulle cose perché mi rilassa e in qualche modo mi protegge dalla sofferenza perché sono molto emotiva e questo ricercare l’essenziale nelle piccole cose, come il rumore del caffè che sale o i colori di un tramonto, mi aiuta a star bene e poter conservare il mio attaccamento alla vita.   

Quali sono i film che hai guardato ultimamente e che ti hanno ispirata, in questo tempo sospeso di pandemia?
Ho guardato molte serie Tv, in questi mesi, tra cui “Normal People”, “Bridgerton” e “La Regina degli scacchi”. É bello vedere giovani artiste come Daisy Edgar-Jones, Anya Taylor-Joy e Phoebe Dynevor stiano rappresentando, attraverso un lavoro tangibile e sincero, tutte noi giovani artiste grazie a dei progetti seriali ben strutturati. Inoltre, mi è piaciuta molto anche “Faded” perché ti mostra come funziona il nostro mondo. Come film ho rivisto “Voglia di tenerezza” del 1983 dove la scena di Shirley MacLane che chiede alle infermiere di fare l’iniezione calmante alla figlia malata terminale vale tutto il film e il suo Oscar e “Birdman” con Michael Keaton.

Prossimamente ti rivedremo su quali schermi?
Uscirà la seconda serie di “Doc-nelle sue tue mani” e poi il film di Rai Cinema “Bentornato papà” con Giorgio Colangeli, Donatella Finocchiaro, Dino Abbrescia e Riccardo Mandolini. É stata una bellissima esperienza che mi ha portata in Puglia per un mese. Interpreto la figlia di Dino Abbrescia. La storia di questa famiglia si svolge anche, dopo “Braccialetti rossi” e “Doc-nelle tue mani” in un ospedale.

Cosa ti aspetti dal Cinema del futuro?
Spero che la pandemia porti uno sviluppo e una crescita anche sui prodotti e che porti più rispetto per il lavoro che da fuori sembra tutto rose e fiori, ma comporta invece anche tanti sacrifici, sveglie all’alba e infinite ore di attesa, oltre a tanto impegno e studio. É per questo che mi sono iscritta all’associazione “Unita” che opera per la tutela degli attori. In Italia, non manca nulla per fare del buon Cinema. Io sono un’attrice italiana e vorrei lavorare qui. Perché devo sentirmi costretta a sognare di andare negli Stati Uniti per lavorare e in un certo modo? Vorrei non sentirmi più limitata in ruoli troppo cliché e interpretare magari un ruolo forte, tipo per esempio una delle protagoniste di “Ragazze interrotte”  che mi facesse scattare quel click per dare una svolta alla mia crescita professionale.

PH: Federico Barbieri
PH Assistant @albamilano
Styling Paola Ventimiglia
Mua: @ilariaborgiolimakeup using @bsoulcosmeticinaturali @chanelbeauty e @ctilburymakeup
HAIR: Mirko Tagliaferri using finish “Mirkotagliaferri”
@mksmilano
Si ringrazia la tenuta di Artimino (Prato) per la gentile ospitalità.

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