In conversation with Jacopo Pizzicannella e Vicky Gitto fondatori di Pic Nic Affair

Pic Nic Affair è un evento itinerante, fondato dalla mente e cuore di Jacopo Pizzicannella, cardiologo e imprenditore e Vicky Gitto, creative director e presidente dell’ Art Directors Club Italiano.

La sua ultima edizione andata in scena sull’isola di Mothia in Sicilia ha suscitato l’interesse di molti, rendendolo un vero e proprio evento annuale, con piccoli “simposi” durante tutto l’anno nelle più belle regioni italiane, per risaltare cultura, bellezza, divertimento e condivisione tra persone amanti del bello.

Come nasce Pic Nic Affair?

J: Pic nic Affair nasce nel 2019 per celebrare la fine di un percorso e l’inizio di un altro: la fine di una relazione e l’insegnamento che questa fine aveva prodotto.

Nasce come una festa privata per il mio quarantesimo compleanno dove ho riunito vecchi amici sconosciuti tra loro in una magione toscana del ‘500. L’intento era proprio quello di catapultarci in un’epoca remota ma spensierata come quella dei primi del ‘900, come se fossimo protagonisti di un quadro di Renoir.

Così grazie anche al supporto di costumisti e altri professionisti, ricreammo un vero e proprio pic nic in stile novecentesco – “Pic Nic Affair”, appunto.

Come si è evoluta l’idea?

J: Ogni idea ha sempre un momento di nascita, di intuizione, per poi progredire e non rimane mai fine a se stessa.

In questi tre anni, in questo viaggio di anime e luoghi, l’idea di Pic Nic Affair si è evoluta e si è trasformata in un piccolo ma significativo evento che ci ha portato fino a Mothia. Partendo inconsapevolmente dalla Toscana, Pic Nic Affair è poi sbarcato nella Sicilia di Levante tra Marzamemi e Noto nel 2020 ed a Mothia nel 2021, con il triplo dei partecipanti dei quali la maggior parte sconosciuti anche al sottoscritto. Erano persone che avevano riposto il loro interesse durante l’evento in Toscana nel 2019 e che avevano chiesto ad amici di poter essere presenti negli anni successivi. Ho trovato romantica questa richiesta: ho pensato che questa voglia di condivisione di un progetto in divenire tra persone sconosciute, fosse anche un ritorno alla vita dopo la prima parte della pandemia. Il primo pensiero è stato che tutta la partecipazione riscontrata, avrebbe portato quel qualcosa in più all’idea embrionale di Pic Nic Affair. Non sbagliai, infatti ai miei compagni di avventura storici, se ne aggiunsero altri, tra cui Vicky Gitto, con il quale si creò immediatamente una sintonia di cuori e di vedute. Insieme, stiamo pensando alla possibilità di organizzare una serie di incontri itineranti in varie regioni italiane per alimentare l’attesa verso l’evento del prossimo anno.

V: E’ proprio così, un imprevisto da cui è nato qualcosa di buono. Non dovevo essere a Noto nell’agosto del 2020, non conoscevo Jacopo, eppure per una strana combinazione di fattori sono arrivato alla sua festa e ne è nata un’amicizia spontanea e sincera. Dall’amicizia è nato lo scambio di pensieri, di riflessioni, di sensazioni e oggi siamo qui a raccontare quello che sarà. Veniamo da esperienze completamente diverse ma ci accomuna la visione su quello che vogliamo disegnare insieme. Ricordo ancora la curiosità e un pizzico di diffidenza tutta siciliana che ho provato andando a Noto al suo Pic nic Affair: mi chiedevo perché una persona che non ci conosceva avesse invitato me e la mia compagna a festeggiare il suo compleanno con un gruppo di amici stretti. Poi, una volta arrivati, ci ha accolto la meraviglia di un abbraccio sereno e allargato da parte di tutti: era come se ci conoscessimo da sempre ed eravamo lì solo per condividere il bello di ogni istante di quel week end indimenticabile immersi tra cultura, arte, musica e tanta gioiosa allegria.

Quest’anno avete scelto l’isola di Mothia, un luogo unico. Perchè?

J: Mothia è stata una rivelazione, un colpo dritto al cuore ma anche alla mente. L’ho scoperta per caso e grazie al gruppo vitivinicolo “Tasca D’Almerita” ci è stata data l’opportunità di parlare con la Fondazione Whitaker di Palermo, proprietaria del luogo.

Sin dall’inizio dei sopralluoghi, effettuati con Vicky e con Elena Pelosi – responsabile della direzione creativa – , ci siamo resi conto della bellezza e dell’importanza di questo sito archeologico e naturale, percepito come un “non luogo”, al di fuori del tempo e dello spazio. Un luogo unico, immerso nei vigneti di grillo, nei muri di città punico-greca ormai in rovina, in pavimenti fatti di mosaici bicromici, cullato da un tramonto che non ha aggettivi che non siano superlativi per essere raccontato.

V: Per me Mothia era l’isola che non c’è. Sono nato e cresciuto a meno di un’ora da lei, ne avevo sempre sentito parlare ma non mi è mai capitata occasione di visitarla. Ancora una volta quando Jacopo me ne parlò, il desiderio della scoperta di un luogo così vicino eppure così lontano da tutto ciò che potevo immaginare, ha prevalso sul dubbio che fosse la location perfetta per l’evento Pic Nic Affair.

Qual è stato il messaggio di Mothia secondo voi?

V: L’evento di Mothia è stato il ritorno alla vita, la rinascita, l’uscita consapevole e attenta dal torpore di più di un anno lontani da tutto e da tutti. E’ stata una parentesi libera, indipendente, avvolta da una cornice unica e meravigliosa in un periodo costellato solo dal singhiozzare di una quotidianità costantemente interrotta dal dubbio del domani. Chi c’era è tornato con un bagaglio strapieno di emozioni da raccontare, chi non c’era non vede l’ora di poterci essere la prossima volta.

Progetti futuri?

J: Il futuro prepara un progetto molto impegnativo ma entusiasmante al tempo stesso: l’obiettivo è quello di allargare il numero dei partecipanti, continuando a organizzare diversi appuntamenti durante l’anno per poi arrivare all’evento finale di Luglio del 2022 in scena nuovamente a Mothia, grazie anche al supporto di Maria Enza Carollo direttrice della Fondazione Whitaker. Mothia non è una festa e neppure un festival, è un viaggio di un equipaggio che sceglie di condividere un impegno utilizzando tempo libero e risorse personali, un gruppo che si impegnerà a migliorare annualmente.

In fin dei conti non vi è amore che non generi coraggio, e questa condizione, in questo gruppo di amici, è ben presente.

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