L’ATTITUDE SOFISFICATA DI Sofya GERSHEVICH

Sofya è la Yulia di “È stata la mano di Dio” uno dei film in concorso più attesi di Venezia 78 scritto e diretto dal regista Paolo Sorrentino.

Sorrentino ha sfilato sul red carpet con gli attori del suo film, dai veterani Luisa Ranieri e Toni Servillo ai giovani Sofya Gershevich e Filippo Scotti. Il colpo d’occhio sull’immagine del cast riunito sul red carpet, in una sorta di abbraccio collettivo e motivazionale, crea aspettativa ed anticipa l’atmosfera fortemente coinvolgente della pellicola.

“È stata la mano di Dio” racconta delle vicissitudini di un ragazzo nella Napoli degli anni ’80, quando la sua esistenza viene sconvolta dall’arrivo in città di Maradona e da un incidente che colpisce la sua famiglia. Una storia emozionale, la cui narrativa struggente ed intensa, prende forma nei vicoli della Napoli sarcastica ed impietosa di quegli anni. Una narrazione che il regista sente propria, a cui concede un’identità precisa spalancando la porta per consegnarla al grande pubblico. Ed è in questa narrazione sentimentale e vissuta che la giovane attrice Sofya Gershevic inserisce il suo volto, le movenze e la sua sofisticata attitude.

Un ruolo che va ad aggiungersi ad altri interessanti titoli con cui Sofya Gershevic si è misurata dando prova di un’intenso spessore artistico: Neadekvatnye lyudi 2, Lezioni di persiano, Khandra, Slony mogut igrat v futbol.

photographer/ gianluigidinapoli.com/@gianluigidinapoli | total look/ msgm.com/ @msgm

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