Una chiacchierata con Nathalie

Nathalie è romana, ha una spiccata personalità artistica e un sorriso coinvolgente. Tanti i suoi successi: dalla vittoria a X factor, alla partecipazione a Sanremo, ma la sua più grande vittoria è quella di portare in giro la sua vita : la musica! Oggi abbiamo il piacere di intervistarla e di conoscerla un po’ di più.

1) Chi è Nathalie?  Descriviti con pochi aggettivi.

Sono una cantautrice e musicista. Sono una persona creativa, vulcanica e anche un po’ timida.

2) Cosa rappresenta per te la musica?

La musica è il mio mezzo di espressione preferito.

Già da piccolina mi arrampicavo fino ad arrivare al pianoforte e cominciavo a strimpellare, tutto ciò che producesse un suono mi affascinava tantissimo. Sembra banale dirlo ma: ”la musica è la mia vita”.

3) Hai vinto X Factor, hai partecipato a molti programmi rinomati, hai riscosso molto successo, tutto ciò come ti ha cambiato la vita?

Io facevo già la musicista, ho fatto tanta gavetta prima di buttarmi in questo mondo, però è innegabile che tutto ciò mi abbia cambiato la vita.

X factor mi  ha dato sicuramente la possibilità di entrare in contatto con professionisti di un certo calibro come Elio, Raf, Skunk Anansie. Mi ha dato la possibilità di confrontarmi e di imparare tantissimo da loro. Poi c’è stato il palco di Sanremo, quello è stato un palco che mi ha dato tanto e ha richiesto anche una grande concentrazione ed emozione. Tutto questo mi ha messo di fronte a delle sfide e mi ha stimolato a fare ricerca e a non fermarmi.

4) Come e quando è nato Camper Diem?

Questo progetto era in cantiere dal 2015, avevo in mente di creare qualcosa che potesse concedermi la libertà di viaggiare, di scrivere, di comporre, di registrare e di fare musica dal vivo, così ho pensato ad un camper, per potermi spostare di città in città. Mi son detta che questo era il modo migliore per conciliare tutto quello che avevo in mente e finalmente il mio sogno divenne realtà.

5) Camper Diem è sicuramente frutto di studio, passione e lavoro interiore. Puoi dirci cosa si prova nel portare in giro la musica in camper? Come reagiscono le persone? E soprattutto come e se è cambiato il tuo modo di comporre e suonare?

In primis devo dire che il camper essendo una dimensione mobile , mi dà un senso di spazio, di cambiamento continuo e mi ispira molto per scrivere, per comporre testi e musiche. Poi la cosa bella di questo progetto è il venire in contatto con le persone, loro, contribuisco anche inconsapevolmente alle mie composizioni.

Per quanto riguarda le persone, devo ammettere che molte si stupiscono di questa folle e divertente idea e sono desiderose di conoscere di più questa nuova realtà. Con Camper Diem ho cercato di coinvolgere altri professionisti del settore: dai fonici ai miei musicisti, per loro è stata una sfida.

Registrare all’aria aperta, in situazioni particolari è molto più complicato, basti pensare al cinguettio degli uccelli o al fruscio delle foglie. Bisogna essere molto elastici e avere capacità di adattamento. A volte mi manca stare nel mio studio di registrazione, sono una perfezionista in fondo e, come tale, vorrei avere dei suoni perfetti, ma poi l’entusiasmo è così tanto che decido di continuare verso questa direzione e di godermi la libertà della natura.

6) Dove e come ti vedi tra 10 anni?

Mi vedo sempre viaggiatrice, creativa, musicista e non solo, perché mi piace spaziare quindi vorrei esplorare altre forme di creatività e altri approcci per fare musica.

Cercherò di mantenere il mio equilibrio, come faccio già adesso, ovvero di intervallare momenti di tranquillità a momenti di movimento, perché io sono uno spirito  in movimento.

Ne parlo anche nell’album a cui sto lavorando  “Freemotion”, ossia movimento libero.

7) Camper Diem ricorda il Carpe Diem di Orazio ovvero “afferra l’attimo”, è stato creato per questo?

Sì, il senso è proprio quello. Quando pensavo ad un nome per il progetto, volevo qualcosa che racchiudesse il senso di libertà, di fluire con l’attimo e dato che carpe diem è ciò che mi sono ripetuta spesso nella mia vita,  ho pensato che Camper Diem incarnasse perfettamente tutto ciò.

8) Tu ricerchi molto l’autenticità, sei sempre stata così? Hai sempre avuto questa filosofia di vita?

Io ho cercato di costruire la situazione che mi consentisse di esprimere al massimo la mia autenticità, perché a volte ho sofferto il sentirmi costretta in una situazione che non era quella che volevo, che non mi apparteneva e non mi faceva tirare fuori ciò che volevo esprimere al mondo intero. Oggi posso dire di esserci riuscita.

9) Il rapporto che tu hai con la natura è molto forte, metti in atto nel tuo piccolo delle azioni a tutela della stessa?

Sì, assolutamente si. Il progetto Camper Diem è incentrato anche sulla tutela e il basso impatto ambientale, ho un pannello solare per mantenere la carica della batteria del camper e un power service per ricaricarlo. Uso prodotti ecologici per pulirlo. E spero nel mio piccolo di dare un contributo per amore della natura.

10) Avere una personalità estrosa come la tua e delle idee così concrete da portare avanti nel tuo settore, è sicuramente molto difficile, cosa ti dà la forza per non mollare?

Mi sono ripetuta tante volte che se voglio essere felice devo essere così come sono. Sicuramente c’è un grande lavoro interiore costante.

Ma grazie all’entusiasmo e un pizzico di follia positiva sono certa di avere imboccato la direzione giusta e di regalare anche qualche momento di felicità a chi mi segue. Questa è già un grande ricompensa. Per tutto questo non mollerò!

La nostra intervista volge al termine.

Nathalie come sappiamo sarà in giro per l’Italia.

Se vi dovesse capitare di incontrarla col suo camper, sarà felice di scambiare quattro chiacchiere con voi e perché no, magari sarete la sua prossima fonte di ispirazione. In bocca al lupo Nathalie e grazie, perché c’è bisogno di persone appassionate come te.

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