In conversation with Michela Klinz

Animo internazionale e cosmopolita, perdutamente innamorata di Saint-Germain, Michela Klinz, anima di Momonì, ha una visione della vita totalmente contaminata dalle sue esperienze fuori casa.

La sua regola per la felicità? Concedersi due viaggi all’anno.

Momonì spring- summer 2018, ce la racconti?

Questa collezione, come sempre, parte da un’idea che ci aiuta a sviluppare tutti i temi della collezione. Sono partita da un quadro, da una stampa, usata anche sull’intimo. La storia di Momonì parte proprio dall’intimo, e coincide con il valore della stampa, dalla quale sviluppiamo tutto il resto. Perché la stampa? Perché ci da un’idea di come sviluppare la palette colori, che è molto importante per noi, specialmente nella collezione estiva. Per l’invernale è più semplice perché sei aiutato dalla vasta scelta di materiali che puoi usare e mixare, nell’estivo il colore è davvero importante. Abbiamo cercato di usare molto le forme dal gusto maschile mixato a quello femminile, perché usando tanta seta e tante stampe, abbiamo creato dei contrasti con le vestibilità. Dunque troverai il cappottino da pittore, il pantalone fresco di lana dal taglio mannish ma nei colori femminili, cotoni doppi da lavoro…

Hai infatti recentemente dichiarato che molto spesso parti dal colore per creare una collezione.

Noi non siamo soliti seguire le tendenze nelle scelte cromatiche, per la prossima stagione abbiamo usato molto i toni pastello: giallo, rosa, e il nostro blu. Siamo talmente affezionati ai colori che gli diamo anche dei nomi, per sentirli proprio nostri: “bianco gesso”, “blu inchiostro”…

In effetti Momonì non è che si pieghi poi tanto all’aspetto stagionale delle tendenze, ma mantiene sempre una filosofia e una poetica ben definita.

Sì, questa è sempre stata una volontà dell’azienda, in particolare mia e di mio marito: avere una nostra identità, avere un target definito. Per noi è importante che la donna Momonì riveda e ritrovi la sua immagine. Come i nostri negozi, devono sapere di un ambiente accogliente, di una casa, rassicurante. Questa è la nostra poetica.

Il target di riferimento?

Essendo un gusto molto molto ragionato, ci dicono sia una donna ricercata, che veste con qualcosa che non trova facilmente, un gusto raffinato dove sono in evidenza i materiali pregiati, nobili, ma con un prezzo democratico. Ovviamente non è un prodotto massmarket, ma siamo molto attenti al prezzo, per essere vicini alla nostra clientela. Ciò ha fatto sì che la nostra fascia d’età sia molto ampia. Tra l’altro, essendoci forme sempre morbide e silhouette poco restrittive, non c’è bisogno, come spesso accade nella scelta delle vestibilità di molti brand, di avere un fisico perfettamente longilineo per ritrovarsi nel nostro target di riferimento.

E poi c’è questa sorta di balance tra capi glamour e evergreen senza tempo…

Esatto, se vai nei nostri negozi, è così. Trovi un ambiente accogliente, in cui stai bene, ma la proposta è fatta di capi ricercati e glamour.

Quali sono i capi a cui sei più affezionata di tutta la collezione?

Io sono affezionata alla seta in generale, che è stato quello che ci ha fatti partire, insieme all’intimo. Tutto è iniziato da una coulotte in nylon, dove la stampa è stata la nostra forza. Direi che non c’è un capo concreto, bensì il tessuto in questione: la sensazione che ti da la seta al solo tatto. Io porto molto i pantaloni, quelli “pigiama” che sono stati sfruttati poi tanto come immagine di comunicazione, per noi quello è stato presente dall’inizio. È il nostro evergreen, perfetto di giorno con sandalo basso o sneakers e di sera con un tacco alto. Il pantalone morbido è forse il nostro dna.

Categorie merceologiche che ti piacerebbe sviluppare?

Sicuramente l’accessorio. Borse e scarpe sono in fase di inizio, stiamo imparando, abbiamo fatto qualche piccolo inserimento ma vorremmo crescere anche in questo. Un sogno che ho è invece il profumo, ci stiamo pensando e vorremmo qualcosa di unico, non solo nell’essenza, ma anche nel packaging.

Michela, la domanda a cui siamo più affezionati e con cui chiudiamo le interviste è: se dovesse realizzare un moodboard della sua vita, quali immagini sceglierebbe?

Sicuramente l’incontro con mio marito, lui è il motore della mia vita privata e professionale.

Un’ immagine della nascita dei miei figli, che per me è un ricordo bellissimo, siccome ho vissuto una gravidanza meravigliosa e ho partorito in una clinica molto molto calorosa e accogliente.

Poi un’immagine di Saint-Germain, dove abbiamo vissuto per 20 anni e dove si è appena trasferita mia figlia. Io adoro Parigi, Saint-Germain è un microcosmo, un vero e proprio quartiere, è lì che è avvenuto il nostro debutto. Infatti credo che nel dna Momonì ci sia qualcosa di francese.

E poi, una seta blu.

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