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Sono stata invitata quest’anno, come SpaghettiMag., alla terza edizione dell’Iftar organizzata insieme ad Aya Mohamed a Fidenza Village, parte di The Bicester Collection. Sono arrivata con lo sguardo curioso di chi osserva per raccontare, e ho trovato un’esperienza costruita con misura, attenzione e senso della comunità.

Il progetto nasce con un’idea chiara: raccontare il Ramadan non solo come momento spirituale, ma come occasione culturale capace di creare connessione. E quest’anno l’ho visto accadere in modo concreto.

Photography: Imad Skhairi

La giornata è iniziata a Milano per poi proseguire verso il Castello di Tabiano, tappa che ha dato profondità all’esperienza. Prima della convivialità, il territorio. Prima della tavola, la storia. Un modo intelligente per legare identità locale e community internazionale.

Il rientro al Village, al tramonto, ha segnato il passaggio al cuore simbolico della serata: la rottura del digiuno. L’atmosfera era raccolta, autentica. La calligrafia araba dal vivo accompagnava l’attesa con un gesto elegante, mentre

gli ospiti si ritrovavano in uno spazio che si conferma sempre più interculturale. Fidenza Village, in questo senso, dimostra di saper costruire contesti inclusivi, dove tradizioni e sensibilità diverse convivono con naturalezza.

La cena è stata ospitata da The Apartment, lo spazio che il Village dedica ai progetti speciali. Una scelta coerente: ambiente intimo, curato, pensato per favorire relazione e dialogo. Il menu firmato da SUQSU ha accompagnato la serata con equilibrio, fino al momento del dolce e del tè, che hanno trasformato la tavola in un luogo di conversazione vera.

E qui, per me, è successo qualcosa di semplice ma importante: si è parlato. Di cultura, di identità, di integrazione, di presente. Senza formalismi, senza retorica. Solo scambio.

A rendere il tutto ancora più intenso, la musica dal vivo di oud. Le vibrazioni profonde dello strumento hanno dato ritmo alle conversazioni, creando un sottofondo elegante, mai invasivo, capace di tenere insieme l’atmosfera.

Da ospite, e con lo sguardo editoriale di Spaghettimag, ho visto un progetto che funziona perché non si limita a celebrare una ricorrenza, ma costruisce un’esperienza. Un Iftar che diventa spazio di relazione reale.

Un grazie ad Aya per la cura e la visione con cui ha guidato questa edizione.

Il Ramadan, vissuto così, non è solo un momento nel calendario. È un luogo in cui le persone si incontrano davvero.

Emira M'sakni

Emira M'sakni

Founder e Creative director @spaghettimag Cool Hunter | Sun Addict | Moody |