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CREATIVE DIRECTOR EMIRA M’SAKNI
ART DIRECTOR EVA BERNARD

Le nuove ossessioni soft power della stagione

C’è stato un momento in cui il trend urlava. Loghi enormi, silhouette impossibili, hype che durava meno di una story. Ora invece la moda sembra avere abbassato il tono della voce. Ma solo apparentemente.

La nuova eleganza SS26 gioca di dettaglio, attitude e piccoli colpi di teatro quotidiano. Una camicia perfetta. Un cardigan bijoux portato senza nulla sotto. Un foulard annodato male, quindi benissimo. Un blazer rubato a un uomo molto chic o a una femme française che fuma lentamente guardando il mare di Biarritz.

La stagione non vuole stupire.

Vuole sedurre.

Très différent.

Il cardigan non è più “bon ton”.

È probabilmente il pezzo che ha avuto il glow up più interessante degli ultimi anni. Da uniforme da collegio a dichiarazione fashion.

I cardigan di questa stagione sembrano vivere di doppie personalità: innocentissimi da lontano, pericolosamente cool da vicino.

Quello baby pink di Self-Portrait sembra uscito da una Sofia Coppola phase, mentre Valentino lo ricopre di cuori gioiello come se Maria Antonietta avesse scoperto il quiet luxury. Miu Miu continua invece nel suo meraviglioso universo di ragazza disordinatamente perfetta, fatto di cristalli, proporzioni rétro e quella nonchalance da “mi sono vestita in cinque minuti” che richiede in realtà mesi di studio. E poi c’è Missoni, che trasforma il cardigan in un piccolo trip psichedelico da tramonto italiano anni ’70.

Il cardigan oggi si porta chiuso, quasi come fosse una maglia. Oppure aperto, con lingerie invisibile e un atteggiamento da after-party a Cannes.

 

La camicia torna protagonista. Finalmente. Pulita, oversize, maschile, trasparente, destrutturata.
La camicia torna a fare quello che le riesce meglio: dare immediatamente l’illusione di avere la vita sotto controllo. Quella azzurra di Bottega Veneta con il maxi dettaglio scultoreo sembra una scultura minimalista milanese. Dior la vuole candy pink, quasi naïf. COS lavora sulle pieghe e sul volume con quell’estetica intellectual chic che piace alle ragazze che leggono Joan Didion e ordinano matcha senza zucchero. Ma il vero twist è che la camicia smette di essere “da ufficio”.

Si sbottona troppo.

Si porta sopra il bikini.

Esce la sera con una collana importante e niente altro.

Très effortless. O almeno così deve sembrare.

Il blazer? Toujours.
Se c’è un capo che continua a sopravvivere a ogni microtrend è lui. Il blazer rimane la coperta di Linus della moda contemporanea.

Saint Laurent continua a dominare la conversazione con spalle nette e silhouette sharp da donna che potrebbe lasciarti il cuore spezzato in una hall di hotel parigino.

Tom Ford ammorbidisce tutto con colori crème brûlée e linee impeccabili.

Balenciaga resta volutamente oversize, quasi aggressivo.

The Frankie Shop continua invece a parlare fluentemente il linguaggio Instagram-core: minimal, pulito, “CEO ma con skincare coreana”.

Il blazer oggi si indossa su tutto: micro shorts, lingerie, denim slavato, abiti impalpabili, perfino felpe.

Più il contrasto è sbagliato, più funziona.

Foulard: la nuova ossessione delle insider.

Il foulard è tornato. Ma senza nostalgia. Non è più la signora elegante anni ’60.
È styling puro. È il dettaglio che cambia completamente il tono di un look.

Annodato al collo come una turista chic sulla Riviera. Tra i capelli. Sul manico della borsa. Persino sopra il blazer, come fanno certe stylist francesi che sembrano sempre appena scese da un treno tra Milano Centrale e Gare de Lyon.

Prada lo vuole romantico e leggermente rétro.

Dolce & Gabbana gioca con microfiori siciliani.

Louis Vuitton trasforma il monogram in qualcosa di sorprendentemente morbido e quotidiano.

Valentino invece resta grafico, quasi arty.

Il foulard è quel piccolo gesto inutile che rende tutto improvvisamente intenzionale.

Occhiali XXL e l’arte del nascondersi benissimo

Gli occhiali di stagione non servono solo a proteggersi dal sole.

Servono a evitare conversazioni inutili.

E forse anche qualche ex.

 

Celine propone montature color sorbetto da diva in vacanza a Capri.

Miu Miu continua il suo universo Y2K intelligente e ironico.

Chloé resta fedele alla sua femminilità seventies.

Loewe invece porta in scena forme quasi futuristiche, strane al punto giusto.

 

L’occhiale perfetto oggi deve avere personalità.

Anche leggermente obnoxious.

Perché in fondo la moda di questa stagione sembra dirci proprio questo:

prendersi sul serio è finito.

Vestirsi bene, invece, no

Emira M'sakni

Emira M'sakni

Founder e Creative director @spaghettimag Cool Hunter | Sun Addict | Moody |