In conversation with Angelia Ami

Angelia è il suo primo nome, e Ami il suo quarto nome, è giapponese e significa “la bellezza esiste”.

Angelia Ami, giovane stilista emergente, classe 1993 parte da qui per dare identità al suo brand, dando vita ad oggetti di bellezza, capi che possano conferire alle donne che li indosseranno un valore aggiunto e farle sentire belle nel tempo che vivono.

Come e quando è nato il marchio Angelia Ami?
Angelia Ami nasce nel 2016, esattamente tre anni fa. Avevo terminato gli studi presso l’Istituto Marangoni ed ero in cerca di un lavoro – per un caso un’amica di un’amica mi contatta dicendomi che sta organizzando una sfilata durante la MFW per promuovere emergenti e mi chiede di partecipare. Ho lavorato ad una collezione che non era né scolastica né vera e completa, ma un ibrido, una via di mezzo. Dopo aver presentato questa collezione potevo inserirla a portfolio e continuare a cercare lavoro, oppure fare il mio, e così è stato.. é stato tutto molto naturale e spontaneo.
Angelia Ami é tutt’ora un brand giovane e in evoluzione, e, andando avanti di collezione in collezione, si evolve e il suo immaginario diventa sempre più maturo e completo.
Parte degli investimenti del tuo brand sono stati incentivati grazie al lancio di una campagna di crowdfunding raccontaci: come è nata l’idea?
La campagna crowdfunding nasce proprio nel momento in cui mi è stato chiesto di lavorare a questa collezione da presentare durante la MFW: non sapevo come finanziarmi, i costi erano alti e iniziavo ad approcciarmi ad un mondo diverso da quello scolastico. Così ho iniziato a lavorare ad un video da poter inserire su Kickstarter, e ci ho provato.. e incredibilmente ce l’ho fatta, superando anche la cifra che mi ero prefissata!
Quali sono le caratteristiche delle collezioni Angelia Ami e chi è  la donna a cui si rivolge?
La donna Angelia Ami non ha un’età precisa, ma, anzi, penso che spazi da una giovane donna di 25 anni, come sono io, ad una donna matura di 55/60 anni, come è mia madre.
É una forbice di età ampia, ne sono consapevole, ma non è tanto l’età il fattore determinante quanto il tipo di donna: una donna forte, indipendente, determinata e lavoratrice.
Una donna nomade, versatile che ama viaggiare.
Io sono nata e cresciuta a Monza e ora mi sono trasferita a Milano, ma la donna a cui voglio parlare é una viaggiatrice, non si ferma mai, ama respirare il nuovo e proprio per questo le collezioni Angelia Ami continuano, stagione dopo stagione, ad essere ispirate a posti diversi e lontani.. dall’India a New York.
Il punto di forza delle tue collezioni?
Ogni collezione nasce da un’esperienza molto personale: la scorsa collezione parlava di New York, dove ho trascorso la scorsa estate, e delle icone della socialité che l’hanno vissuta e illuminata a cavallo tra gli anni 90 e 00, e la collezione precedente raccontava di un viaggio fatto con il mio cane, percorrendo a piedi la tratta da Milano a Roma.
Ogni outfit è poi composto da ispirazioni differenti, unendo ciò che ho vissuto io a ricerca vintage, capi nostalgici, film, serie tv, vecchi blog, social media, scatti che ogni giorno dedichiamo a dettagli che ci colpiscono.
Quali sono i modelli moda a cui ti ispiri?
Ci sono tanti brand che mi piacciono, da Area NY a Jacquemus, Chloe, Loewe e Rick Owens.
Penso che tutti in qualche modo mi rappresentino, simboli di parti diverse di me, tutte parti che cerco di conciliare in quello che è l’immaginario di Angelia Ami.
Siamo sulla scia di Altaroma e sull’onda della presentazione della nuova collezione al Fashion Hub durante la Milano Fashion Week, come ti senti a questo punto del tuo percorso?
In quanto finalisti dell’ultima stagione di Who’s On Next, abbiamo presentato l’ultima collezione FW19-20 sfilando ad Altaroma, e poi a Milano con Camera Nazionale della Moda Italiana con il Fashion Hub.
É stata la prima vera sfilata per noi, e siamo davvero molto contenti, é stata un’esperienza completa, matura, e non vedo l’ora delle prossime.
Quando ho iniziato a lavorare al progetto Angelia Ami tre anni fa non avevo assolutamente idea di ciò che mi avrebbe aspettato, delle tempistiche, del percorso di maturazione che avrei dovuto affrontare e che devo ancora affrontare. Pensavo che in tre anni avrei raggiunto chissà quali livelli e obiettivi – ad oggi mi rendo conto di quanto tempo e quanta energia ci vogliano, di quanto lungo possa essere il percorso.
Sono contenta, fiera e soddisfatta dei traguardi raggiunti ad oggi – ma non vedo l’ora dei prossimi, sono impaziente di iniziare a lavorare alla prossima collezione, si tratta sempre di mettersi in discussione, migliorarsi e ancora migliorarsi. É un percorso professionale ma soprattutto personale.
Progetti futuri?
Alcuni non si dicono per scaramanzia, altri per paura che poi non si avverino: sicuramente vorrei riuscire a dare ad Angelia Ami una forma coerente con ciò che sono io, vorrei fosse una realtà giovane, nomade e soprattutto internazionale ed indipendente.
Qualche curiosità per conoscerti meglio il tuo film, libro e cantante preferito?
Sono una super fan di serie tv, di tipi e generi vari, ma per citarne qualcuna Shameless, Grey’s Anatomy,
The OA e Sense 8.
Ultimamente ho letto “Il Cielo Cade”, un libro incredibile che racconta la storia vera di una donna incredibile, che ho incontrato per caso.
Musica: vado a momenti, mi fisso con una canzone e la ascolto finché non mi porta alla nausea. Mi sono un po’ innamorata degli Imagine Dragons, che ho visto a Milano a Settembre sotto la pioggia –  ultimamente canto a squarciagola “Only Love Can Hurt Like This” di Paloma Faith, “The Zephyr Song” dei Red Hot Chili Peppers e “She Will” di Lil Wayne.
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