Musei in quarantena

L’arte è stata una delle vittime più precoci dell’inaspettata velocità con cui il Covid si è abbattuto sull’Italia. Sin dalle prime avvisaglie il Castello di Rivoli a Torino aveva cancellato l’inaugurazione della nuova mostra, mentre altre istituzioni come Hangar Bicocca avevano scelto di chiudere al pubblico. Le decisioni sono state prese molto rapidamente e altrettanto velocemente l’arte, o almeno la sua fruizione, era diventata impossibile come trovare del lievito nei supermercati.

 Ma si sa, non si può mettere in pausa la creatività. Ben presto i nostri musei hanno infatti sentito la necessità di garantire l’accesso alla cultura e lo hanno fatto con i social. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha messo in scena la passeggiata con il direttore in un museo vuoto, mettendo a disposizione video-pillole. La Triennale di Milano ha invece preso per mano la fantasia degli italiani col suo Decameron digitale, appuntamenti quotidiani in streaming su Instagram.

Carolyn Christov-Bakargiev lancia invece l’iniziativa Cosmo Digitale dal Castello di Rivoli, esplicando che il web è una sede tout court e che, quindi, il museo è sempre da considerarsi aperto. Il Muse di Trento e Fondazione Pascali di Polignano hanno per di più trasmesso video laboratoriali rivolti ai più giovani. Quest’ultima ha inoltre inaugurato il progetto Camera con vista, dove la vita domestica è diventata soggetto.

La Pinacoteca di Brera così come il Museo di Scienza di Milano ha lanciato campagne a suon di hashtag. A ciò si aggiunge il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia con #ilMUSEOaCASA.  

Più di un terzo dei Musei ha riattivato canali social per i quali avevano creato un account, ma che erano rimasti inutilizzati, alti hanno invece sperimentato social recenti come TikTok. È questo il caso degli Uffizi che, con brevissimi video caratterizzati da un taglio scherzoso e ironico, ha riscosso un eccezionale successo.  

Una lode va quindi alle nostre istituzioni che hanno dimostrato di poter sostenere il ruolo di educatori e intrattenitori pure operando a distanza.

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