E TU, HAI MAI VISTO LA FORMA DEL SUONO?

Prendi un artista con una formazione da ingegnere biomedico, un progetto rivoluzionario e una serie di canzoni che da generazioni sono la colonna sonora della nostra vita. Prendi tutto ciò e quello che risulterà sarà MUSICA.

Cos’è MUSICA.

Si dice che la musica parli direttamente all’anima delle persone, ma nessuno prima di Michele Ardu ne ha mai mostrato il vero volto. Citando l’artista, MUSICA, già esposta presso la galleria Cris Contini Contemporary di Londra, è una raccolta di ritratti sonori. Fotografie di sculture evanescenti delle canzoni più famose del nostro tempo create dalle vibrazioni del suono che plasmano una sottile linea di fumo e poi immortalate come ritratti della canzone stessa. Sono opere d’arte che mirano a superare i limiti dei nostri sensi e che permettono di percepire il suono attraverso il senso della vista anziché dell’udito. In questo modo l’artista da la possibilità al pubblico di amanti dell’arte di MUSICA di sperimentare ciò che solo poche persone eccezionali al mondo, nate con questo dono, sono già in grado di vedere.

Il progetto.

Questo progetto rivoluzionario nasce da una fascinazione di Ardu che parte dall’infanzia e si sviluppa negli anni portando alla nascita di un’arte fuori dall’ordinario. Tutto nasce dalla riflessione sulla capacità di alcuni artisti con deficit sensoriali, come Steve Wonder, Beethoven o Andrea Boccelli, di sviluppare una sorta di “sesto senso”, il quale li ha resi in grado, non solo di compensare la loro mancanza, ma anche di diventare vere e proprie leggende. Da qui parte la ricerca dell’artista che si concentra sul desiderio di spingersi al limite fino a trovare il modo di superarlo. Il suo grande interesse tutt’ora lo guida nella sua rappresentazione sinestetica del suono, il quale ha nella serie di opere che compongono MUSICA il suo momento più alto.

Mostrando un approccio estremamente concettuale alla fotografia, Ardu ci svela come MUSICA sia una perfetta metafora della nostra vita. Sovente plasmata da eventi che non possiamo controllare, essa è anche percorso di miglioramento costante fino al superamento dei nostri limiti.

E tu, hai mai visto la forma del suono?

Take an artist with a background as a biomedical engineer, a revolutionary project and a series of songs that are the soundtrack of our lives for generations. Take all of that and what will come out from this will be MUSICA.

What MUSICA is.

It is said that music speaks directly to people’s souls, but no one has ever shown its true face before as Michele Ardu. Quoting the artist, MUSICA, exhibited at Cris Contini Contemporary gallery in London, is a collection of sound portraits. Photographs of evanescent sculptures of the most famous songs of our time which are created by the vibrations of sound that shape a thin line of smoke and immortalised as portraits of the song itself. They are works of art that aim to overcome the limits of our senses, allowing us to perceive sound through the sense of sight instead of hearing. In this way, the artist gives the possibility to MUSICA’s audience of art lovers to experience what only a few exceptional people in the world, born with this gift, are already able to see.

The project.

This revolutionary project stems from an Ardu’s fascination that started from his childhood and developed over the years leading to the birth of an art out of the ordinary. It all originates from a reflection about the ability of some artists with sensory deficits, such as Steve Wonder, Beethoven or Andrea Boccelli, to develop a sort of “sixth sense”, which enabled them, not only to compensate for their lack, but also to become real legends. Hence the artist’s research focused on the desire to push himself to the limit until finding a way to overcome it. His great interest on the matter still guides him in his synaesthetic representation of sound and has its higher moment in MUSICA.

Showing an extremely conceptual approach to photography, Ardu reveals to us how MUSICA is also the perfect metaphor of our life. It is often shaped by events that we cannot control, but it is also a path of constant improvement until our limits are overcome.

And you, have you ever seen the shape of the sound?

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