Ferrari Red Couture

Un nuovo linguaggio progettato per adattarsi a una nuova generazione. Un nuovo concetto di Moda e lusso firmato Ferrari per le collezioni di abbigliamento Uomo, Donna e Bambino di Rocco Iannone, sotto la direzione creativa: “Ferrari è un mondo di riferimento storicizzato che accoglie in sé i significati di qualità, di inclusività culturale e di competizione e che è in grado di sviluppare in molti e differenti territori progettuali la stessa narrazione di eccellenza grazie alla propria brand reputation universalmente riconosciuta”, esordisce il creativo dal passato in Giorgio Armani e Pal Zileri. “Le auto, come i vestiti, non hanno sesso. Lo stesso look esiste nella taglia baby, ridimensionata dalla XXXS alla XXXL senza distinzione di genere, basta avere la grinta giusta”, commenta Iannone. “Le donne hanno sempre fatto parte dell’immaginario collettivo Ferrari, accompagnandolo, interpretandolo e plasmandolo in icone senza tempo come Anna Magnani, Monica Vitti, Brigitte Bardot, Ingrid Bergman che si sono associate a Ferrari contribuendo ad alimentarne il mito-lifestyle nel mondo. E penso che sia arrivato il momento di portare alla luce tutto questo in maniera molto precisa.” Gli accordi di licenza comprendono vari segmenti, i quali: Puma per le sneakers, Ray-Ban per l’occhialeria e Richard Mille per i segnatempo, andandosi a sommare alla partnership pluriennale siglata con Armani per la Scuderia Ferrari Racing Team, che fornirà abbigliamento formale e al management, ai piloti e ai tecnici della squadra, per gli eventi ufficiali e durante i trasferimenti legati alle gare internazionali del Gran Premio di Formula 1.

Un Circuito Nuovo

Cinquantadue pezzi in scena al primo piano della factory di Maranello, progettata da Ateliers Jean Nouvel: dalle rosse vetrate si scorge il mitico reparto V12, quello dei motori a dodici cilindri e della nuova 812 GTS Competizione: “La Fabbrica di Maranello è il sorprendente set di una sfilata di moda senza precedenti. È lo spazio creativo dove esponiamo ciò che è sempre stato vero per noi: l’innovazione è la nostra tradizione. Macchine pronte per trasformare il prodotto finale in forme meticolose, la scalpellatura per rivelare un’opera d’arte”, fanno sapere in Ferrari. Tessuti multifunzionali e fluidi, colori primari, un’estetica audace che marcia in pista nel set del catwalk, curato da Jony Ive e Marc Newsondel Bureau Betak, studio di produzione artistica di Parigi, artefice di alcuni dei Fashion Show più spettacolari. Un nastro trasportatore rosso ciliegia ci apre le porte di un archivio automotive che è parte di un codice genetico avveniristico che ora con la Moda parla il linguaggio proprietario della marca, universale come “provare a dare a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un’automobile, sicuramente la farà rossa”, avrebbe detto il Enzo Ferrari. La soundtrack dello show, composta da Frédéric Sanchez, fa salire il contagiri all’apertura di Mariacarla Boscono e Natalia Vodianova sgasando in un testacoda di sete fluide [trattate come un canvas; utilizzata anche per le camicie da donne e le scarpe] dalle stampe pop che toccano la camicieria ornata da roaster vintage [tratte dall’archivio Ferrari e da copertine di magazine degli anni ‘40, ‘50 e ‘60], i tessuti riciclati leggeri, cangianti e sensuali accompagnati dalla fibra di carbonio e da pellami provenienti da una filiera certificata cruelty free. L’outerwear è costituito da pezzi bold con un’alta componente di design e modellistica estremamente elaborata che in qualche modo racchiude un concetto di fatto a mano e high-tech, cura del dettaglio e delle forme che è parte dell’esperienza nelle vetture. Borse over da avvocatessa laccate con vernici glossy come le carrozzerie Ferrari, tacchi dinamici, sunglasses a onda come certi parabrezza roadster e orecchini punk; giacche in nylon, trench di pelle asimmetrici plisséd come il sedile avvolgente di un guidatore e joggers; il parka foderato Giallo & Rosso in pelle riciclabile, jersey e cotone, blouson, bomber racing a strisce e polo. Dettagli quindi ispirati alle cilindrate, interni e alle monoposto della Rossa, una crystal-jewelry marchiata a fuoco dal Cavallino, le nuance, sono tipiche dell’Universo Ferrari con l’aggiunta di una particolare tonalità di giallo, il Giallo di Modena, presente anche sullo sfondo del logo.

Un concentrato di streetwear d’eccezione, che sorvola il vecchio concetto del merchandising da Gran Prix [cappellini, t-shirt unisex, profumi, shampoo e persino computer Ferrari], il cui unico valore era lo stemma. La collezione sarà presentata una volta all’anno e le linee in collezione saranno distribuite presso Luisa Via Roma e nella rete di negozi Ferrari a Maranello, Roma, Milano, Los Angeles e Miami. Innovazione, estetica, artigianalità frutto della tradizione, che vanno ad aggiungersi alle performance, valori rampanti nel vocabolario Lifestyle di Casa Ferrari, che scendono dall’empireo della Rossa per estendere i propri confini con un linguaggio stilistico e un approccio green couture tricolore. È con questo spirito spirito che sono sorte le boutique monomarca, l’e-commerce e i Musei Ferrari: “Siamo una start-up”, ha dichiarato Nicola Boari, chief brand diversification officer del marchio, che sovrintende la nuova linea di abbigliamento, “ma la start-up più fortunata al mondo.” Secondo quanto riportato da Boari, la collezione prêt-à-porter è anche un modo per entrare in nuovi mercati, soprattutto quelli più giovani, femminili e per lo più asiatici, dove per il 2022 è prevista l’apertura in Cina. Ha detto che gli obiettivi di moda Ferrari sono fissati su dividendi lontani, su una crescita lenta che frutterà tra sette-dieci anni, contribuendo così al 10% della redditività complessiva della Casa. Ricordiamo che il Cavallino è una delle società pubbliche più preziose del nostro Paese, ha registrato un fatturato di quasi 4 miliardi di dollari nel 2020 nonostante la pandemia e la chiusura della fabbrica di sette settimane. “Ma se la nostra preoccupazione fosse solo il profitto, rimarremmo sui prodotti concessi in licenza, che sono estremamente redditizi”, ha risposto Boari.

Strategia Casa Agnelli

A presiedere in front row Mr. John Elkann, amministratore delegato ad interim Ferrari e CEO della società madre, Exor, che possiede nel poker Stellantis [inclusa Fiat-Chrysler], The Economist e il gruppo media italiano GEDI. Exor ha mostrato un crescente interesse per i marchi di moda, acquistando una quota di maggioranza lo scorso dicembre in Shang Xia, un marchio fondato da Hermès, seguito da un acquisto del 24% di Christian Louboutin a marzo. “Negli anni abbiamo sviluppato una notevole conoscenza del settore lusso e la proprietà della Ferrari ci ha permesso di capire meglio l’arte di costruire etichette di lusso. Inoltre abbiamo molti interessi, e uno sono sicuramente i marchi, e all’interno di quest’ultimi, la categoria di fascia alta è interessante”, ha affermato il nipote designato da Gianni Agnelli nel 1997, presente dietro le quinte con un progetto di finanziamento minore con una serie di piccole e medie aziende italiane che operano nel settore alimentare, cosmetico e design. “La Ferrari è la star numero uno tra i marchi di Exor, e la linea di moda fa parte di una strategia che Ferrari sta “cercando di fare meglio e in un modo molto più coerente. Abbiamo legittimità nel rappresentare uno stile di vita, e uno stile di vita italiano, nel mondo”, chiude Mr. John Elkann.

La Rossa Stellata

Corona in pompamagna questo debutto, la cena al Ristorante Cavallino di Maranello [proprietà Ferrari; in origine mensa del personale Ferrari] – lì dove Enzo Ferrari ha mangiato e tenuto meetings – con baccalà mantecato, crème caramel al parmigiano reggiano, rosette di pasta e paciugo di mascarpone ad opera del pluristellato Massimo Bottura. Hanno gustato le portate sensoriali (dei menù costantemente aggiornati), il chairman John Elkann e la moglie Lavinia Borromeo, Francesca Bellettini [Ceo di Saint Laurent, presente nel board Ferrari], i designer Marc Newson e India Mahdavi [che ne ha curato il progetto architettonico dagli interni policromi], il presidente della Camera Nazionale della Moda Carlo Capasa, la dj Charlotte De Witte e l’architetto inglese dei nuovi store Ferrari Simon Mitchell. “Ferrari vuole essere protagonista nel sostenere l’eccellenza e la migliore creatività italiana. Ora la sfilata di moda in fabbrica, l’apertura del negozio Ferrari e del ristorante Cavallino a Maranello sono il segno di un’Italia forte e ottimista pronta per crescere e rinnovarsi”, ha commentato così John Elkann. Tra i friend of the house allo Show si fanno notare i piloti della Scuderia Ferrari, Charles Leclerc e Carlos Sainz assieme al direttore sportivo Mattia Binotto e l’imprenditore Federico Marchetti.

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