Skip to main content

LA POLE POSITION DELLA CUCINA MADE IN SUD

Il nuovo rinascimento italiano portato avanti dai brand di moda si dirama in tutti i settori, la voglia di ripartire dalle tradizioni, dai sapori, dalle passioni e dai paesaggi del nostro Bel Paese è forte.

L’Italia è una terra dalle mille passioni, la moda, il cibo, le auto e spesso quando alcune di queste si intrecciano nascono veri e propri capolavori.

In una voce comune gli Italiani hanno deciso di ripartire da una “tradizione rinnovata” e per farlo c’è bisogno di una forte innovazione e autenticità.

In un intreccio di storie e gioie condivise, di rischi e accelerate, frenate brusche e pit stop imposti,  l’unica costante che può aiutarci è la passione, quella passione che spinge al massimo, come un motore in pieno sulla eau-rouge, i nostri sogni e la nostra volontà.                                                                                                                    

Una storia e un esempio di innovazione e riscoperta del proprio territorio, ci arriva dal nostro caro Sud, dove l’unione di due passioni ha dato vita a una startup innovativa, li dove non ti aspetti di sentir parlare di motori, in un ristorante e nella sua cucina.

Il connubio tra queste due realtà agli antipodi crea un’armonia e quel senso di magia che rende il box, il garage, un ambiente speciale, dove i profumi di due estremi si miscelano, quello della più sofisticata tecnologia e quello di una tradizione che non si persuade a cedere il posto all’innovazione.

Ad aprirci le porte del suo garage è uno dei co-ideatori del progettoGarage Gourmand”, Marco Nitride, che ci lascia entrare nel suo mondo fatto di suoni, odori e sapori di una cucina tradizionale immersa in uno scenario a tema motori.

Tutto in Garage Gurmand è pensato per stravolgere il concetto stesso di disaccordo, la sfida di unire due passioni, legate a due mondi opposti è stata una sfida ben riuscita, così come quella di mixare tradizione e innovazione.

La spregiudicatezza d’animo, la passione e il talento, che contraddistinguono i giovani imprenditori,  sono riusciti a dare vita a qualcosa di straordinario, come una curva ben riuscita presa a tutta velocità.

In un’ Italia in difficoltà, con le ruote forate, loro sono la voce dei tanti giovani che vogliono andare avanti, che affrontano le aspre curve di un lock down che ha rischiato di stravolgere tutto, come una bufera su un tracciato, e noi non possiamo che tifare per loro.

Marco ci ha concesso a nome suo e dei suoi soci Lorenzo e Dario un’intervista che vi invitiamo a leggere.

1: Non possiamo non partire con la domanda di rito chi è Marco e come è nato il progetto garage Gourmand?

Marco è un ragazzo che per pigrizia ha scelto l’istituto alberghiero e per fortuna ha trovato il suo grande amore. Dopo la scuola accetto un lavoro di ufficio ma finisce per diventare la mia prigione, un incubo.  Da li la mia sfida con me stesso e l’inizio della mia gavetta tra cuochi old style e chef stellati, è stato un percorso faticoso ma formativo, la cucina è una vera e propria trincea e devi essere bravo a “rubare” il mestiere. A un certo punto ho sentito l’esigenza di volere creare qualcosa di mio, e così per caso io e il mio socio Lorenzo abbiamo deciso di unire le nostre due passioni, auto e motori, e aprire Garage Gourmand, dopo al progetto si è aggiunto Dario. L’idea di unire i due mondi nasce dall’idea stessa del garage , un luogo informale ma che unito all’eleganza del gourmet rappresenta l’idea alla base del progetto, quella di una cucina gourmet senza pretese.

2: Hai partecipato a show televisivi importanti, l’impatto mediatico ha influito sulla tua crescita professionale?

Ha inciso decisamente sulla visibilità che ha oggi il nostro locale, oggi i social, i media e la cucina vanno di pari passo, pensate a quanto in questi anni i programmi culinari siano diventati virali. È partito tutto come un gioco, con la partecipazione ad “Alice tv”, anche se è stata un esperienza traumatica data la mia timidezza e la paura di sbagliare. Poi ho avuto la fortuna di partecipare a “Cuochi d’Italia” che mi ha aiutato e formato nel capire le dinamiche di questo mondo, e grazie a quest’esperienza sono riuscito a essere selezionato nel cast di “Gino cerca chef”, attualmente in onda.

3: Qual è la filosofia che Garage Gourmand porta avanti?

Il nostro scopo è portare un’innovazione nella cucina ma restando ancorati alla tradizione, vengo da una famiglia dove la cultura del cibo e del pranzo domenicale la fanno da padrone.  La filosofia di base è quella di una cucina gourmet alternativa che possa avvicinare i giovani a questo tipo di realtà, siamo un locale di nicchia e fortunatamente il territorio ha risposto benissimo. Abbiamo abbattuto i pregiudizi su una tipologia di cucina che spesso allontana i giovani per i prezzi e le porzioni, infatti la nostra clientela è decisamente variegata.

4: La cucina è una forma d’arte, come nasce il tuo processo creativo?

Non ho una linea guida , Le mie ispirazioni sono il meglio e il bello, l’ispirazione è fulminea, mi capita spesso di pensare a ricette tradizionali, del mio passato , a vecchi ricordi e da li nasce il mio processo creativo. A volte seguo il processo inverso parto dai colori o dall’impiattamento e poi arrivo alla ricetta, la mia ispirazione è genuina, un po’ di tempo fa ero davanti al “Cristo velato” e guardando quella statua è  nato un piatto a base di pesce coperto da un velo di lardo. La cucina è arte, parte dalla tradizione, i colori, le forme è tutto un insieme, ma oggi la cucina è anche moda, design, arte e vive sui media. Il tipo di cucina che proponiamo deve avere un effetto wow, poiché si mangia prima con gli occhi, ma le materie base sono la prima cosa.

5:  Essere uno chef napoletano che lavora nel suo territorio è un valore aggiunto? O lavorare in un territorio che fa della tradizione culinaria un culto può essere un ostacolo?

Assolutamente un vantaggio, ho la fortuna di vivere in un paese dove il cibo è parte del costrutto culturale, a Napoli il cibo è un mantra. Ho provato ad andare via dalla mia città ma il rapporto che ho con la mia terra e la sua cucina è viscerale, tutte le mie ricette provengono dalla tradizione che provo a stravolgere e fare mia.
Un piatto deve trasmettere emozioni, sensazioni, quando creo un piatto parte sempre da un esperienza che ho vissuto e voglio che anche ai miei clienti venga trasmessa questa sensazione.

6: Che riscontro hai avuto dai tuoi clienti? Hai avuto la percezione che la vostra filosofia sia stata assorbita?

Il timore di promuovere il nuovo è stata la nostra paura più grande, fortunatamente i nostri clienti ci hanno fatto capire che il messaggio era stato recepito. Quando i miei ospiti si complimentano , affermando che un piatto ha provocato un emozione, o ha suscitato un ricordo una sensazione. Credo sia l aspirazione più grande di uno chef!

7:  Come avete affrontato e superato il periodo del lock down? Credi che la cucina italiana possa essere uno dei settori di riferimento per la ripartenza dell’Italia?

e’ stato un periodo intenso che ci ha messo a dura prova, abbiamo lottato con tutte le nostre forze e oggi la nostra startup è ancora in piedi e presto ripartiremo con gli eventi, oltre alla proposta del nuovo menù dalla prossima settimana si partirà con i Best lap, piatti tradizionali i fuori menù a rotazione ogni settimana. Siamo una realtà fortunata rispetto a tante altre, è faticoso essere giovani imprenditori , soprattutto al sud, non è stato semplice , ma crediamo fermamente nel progetto, e vogliamo restare nella nostra città e essere un valore aggiunto.

8 : Come si vede Marco nel futuro e come vedete Garage Gourmand?

Un domani mi vedo sempre tra pentole e padelle è la mia vita e non riuscirei a fare altro, sono un creativo , un artista e la mia cucina è il mio mondo. L’obbiettivo è quello di crescere, abbiamo tanti progetti fermi ai box per ora e non restare solo a via Aniello Falcone n 30, non lo diciamo con presunzione ma con ambizione. I sacrifici dietro a questo lavoro sono tanti, e chi mi conosce sa quanto ci credo, sono sempre stato un sognatore , oggi con i piedi per terra , ma se smettessi di sognare non potrei più cucinare.

Cucina e automobili hanno in comune più di quello che si pensa, un pilota dipinge traiettorie impossibili, uno chef stravolge quello che è il concetto stesso di cucina, entrambi vivono su equilibri perfetti, una curva presa male, un piatto mal dosato, e l’equilibrio salta.

Inoltre la ricerca costante di un design unico, della perfezione estetica, dell’esaltazione dell’oggetto stesso, del piatto, accomuna i due mondi e li fa uscire dal loro mondo trasformandoli in un essere solo fatto di arte, design, moda e tradizione.

Garage Gourmand mira a sfidare il concetto di limite, un divieto che la consuetudine ha imposto, la tradizione  non può essere moderna, il goumet non sarà mai tradizione, eppure questi ragazzi ci riescono, dopotutto il potere del campione è fare cose che gli alti reputano impossibili.

Enzo Ferrari diceva: “la miglior Ferrari che sia mai stata costruita e la prossima” e noi non vediamo l’ora di scoprire i prossimi frutti dell’estro di questa giovane stratup, esempio per tutti i sognatori del mondo e portavoce della tradizione Italiana.

E allora su i motori.

Ph: Antepic

Ph: Flavia Dolgetto