BODY Intimissimi
RING Pandora
STYLING Federica Carnevali
PHOTOGRAPHY Simone Casconi / Crush Studio
MAKE UP & HAIR Simona Breazu
Sul tuo profilo racconti moda, lifestyle e quotidianità con grande naturalezza: quanto è difficile mantenere autentica la propria voce quando il proprio lavoro coincide con l’essere sempre visibili?
Intanto grazie. Ci tengo sempre a ricordare che non nasco sui social. Inizio a postare quello che facevo o dove andavo, come facevamo tutti all’inizio, ormai più di 10 anni fa, e ho continuato a farlo anche dopo l’inizio dei miei lavori in tv. Non sono nata con l’idea di voler stabilire una presenza costante sui social perché non ho mai avuto quel tipo di attitudine o dote. I social ti impongono un giudizio immediato e 1:1 con il pubblico. E questo mi impaurisce. Perché sento ancora forte il giudizio degli altri, ma ci sto lavorando. E quindi mi riesce molto più difficile parlare ad un cellulare che su un palco con davanti migliaia di persone. Sono consapevole che spesso questo non aiuta se lo scopo è creare una community di persone affezionate a te, ma non ho mai avuto l’attitudine a raccontare tutto quello che vivo o che mi passa per la testa. Quello che faccio è raccontare il mio lavoro fuori dai social, attraverso i social. Diciamo li uso come se fosse Linkedin, in maniera più leggera o scherzosa. Quando invece mi va di parlare di ciò che faccio nella mia vita provo a essere sintetica e magari pubblico delle foto perché come tutte le ragazze anche a me va di postare qualche bella foto di una vacanza o di un momento speciale, ma senza mai esagerare perché ho sempre il retro pensiero che mi dice “ma alla fine a chi interessa?” In fondo c’è sempre un minimo di vanità che spinge a pubblicare cose che ci riguardano. In più, come dicevo prima, penso anche che all’inizio i social venissero usati per ritrovare persone e fare amicizia (da qui il nome social). Ora è una realtà sempre più piena di insidie, giudizio, ed è meglio proteggere quello che è privato (che si chiama così per un motivo). Penso di avere un carattere molto articolato per il linguaggio social che invece è spesso molto veloce.
DRESS Aniye Records
EARRINGS Sikelia Bijoux
Oggi tutti producono contenuti, ma pochi riescono a costruire una vera identità. Qual è stata la scelta più importante che ti ha aiutata a distinguerti dagli altri?
La scelta più importante che mi ha aiutato a distinguermi è sicuramente fare poco ma bene, “less is more”. Quando non l’ho fatto, e tuttora mi capita, quando inseguo un modo di comunicare che non è esattamente il mio, lo vivo come un tradimento alla mia identità. Identità che si sta formando anno dopo anno. Sono anche io una ragazza piena di domande sul futuro, ambizioni e in continua ricerca di ciò che amo o non amo fare o ciò che mi riesce o non mi riesce fare. Cerco di trasmettere solo contenuti che siano “buoni” perché odio i dibattiti coi leoni da tastiera e non li vado a cercare io. Le persone che mi seguono sono maggiormente persone che mi supportano e fanno il tifo per me. Penso che la mia scelta sia ed è non tradire me stessa. Non creare un personaggio artefatto che poi conosci dal vivo ed è diverso. Ma al contempo quello che comunico sui miei social è un 20% di quel che sono io. E per adesso va bene così, perché il resto è una persona, una ragazza come tutte che si sta formando e finché non conosco la versione definitiva di me non ne creo altre solo per un content in più.
Il tuo motto sembra essere “life is a show, only love is real”: c’è stato un momento in cui hai capito che dietro la performance quotidiana era necessario proteggere una parte di te più privata?
Assolutamente sì. L’ ho capito a mie spese e perciò sono migliorata nel selezionare cosa raccontare e cosa tenermi per me. Quando dico life is a show only love is real lo penso. È una frase che ho in bio di IG anche un pò per mettere le mani avanti. Ciò che mostriamo è uno show. Quello che siamo a “telecamere spente”, ciò che sentiamo, l’amore che proviamo, quello è reale. (E sottintendo, quello è importante). Siamo tremila persone in un giorno. We contain multitudes come dice il mio diario (un profilo in cui inserisco ciò che scrivo e che ultimamente non sto aggiornando). La vita privata va protetta in quanto tale. Perché nessuno la conoscerà meglio di te ed è un azzardo anche stupido metterla in pasto al mondo. Perde di significato, di valore. Trovo ci sia qualcosa di bello e magico nel mistero. Un artista non deve e non può rivelare tutto di sè, altrimenti si perde in chi lo guarda l’immaginazione. E l’immaginazione è ciò che ci fa andare oltre. Ci fa sognare. Oltretutto in un mondo dove ora c’è una tendenza di oversharing qualsiasi cosa, tutto quindi perde valore. E penso che questo non faccia bene alla salute mentale delle persone. I social sono belli se ben usati perché altrimenti creano tensioni dell’anima. È un continuo vedere vite di altri, mettersi costantemente a paragone. Desiderare quello che non hai. Desiderare di voler esserci anche se non sai bene perché. Una lotta a chi piace di più, oltretutto sfalsata perché non universale. Bisognerebbe fermarsi e avere un progetto di sè, una visione di quel che si vuole fare da grandi.
SKIRT Babylon
BRA Intimissimi
SHOES Paris Texas
Se dovessi descrivere la tua generazione in tre parole, quali sceglieresti e quali invece elimineresti dagli stereotipi che spesso la definiscono?
Io sono una millenial e per me noi siamo camaleontici perché abbiamo grande ricordo di tutta una serie di strumenti analogici, usi e costumi del passato che stanno andando persi ma che ci tengono ancora ancorati a dei valori sani della vita. Ma al contempo stiamo crescendo con una tecnologia che sta evolvendosi velocissimamente e questo ci rende unici. Forti, perché arriviamo dalla generazione precedente che ha vissuto un boom economico che noi non abbiamo avuto ma sogniamo ancora di farcela. Importanti, perché siamo il filo con ciò che è stato e non è più e ciò che sarà.
I social ci spingono a vivere tutto molto velocemente. Qual è l’ultima cosa che ti ha fatto rallentare davvero e guardarti intorno?
Ho avuto alcuni momenti di burn out. Anche io spesso sono vittima del troppo scrolling. Ho tanto da dire ma il confronto scorretto mi fa paura e lo fuggo. Ho avuto momenti di confusione sul futuro e su di me. E questo mi ha portato ovviamente a stare male e non vivere bene le mi giornate. Ora ogni qual volta succede mi dico che devo paragonarmi solo a me stessa: quest’anno è più o meno dell’anno scorso? Se è un più anche solo per un piccolo traguardo, allora mi dico di non essere troppo severa con me stessa. Respiro e penso alle cose importanti della vita che sono la salute e il valore proprio e delle persone che ti circondano. Vivo con l’idea che ci sia un disegno superiore e un fato, e dall’altra parte sono molto severa con me stessa e anche impaziente. Quando succede lascio il telefono, ricerco la natura e cerco di ricalibrarmi in questo modo.
DRESS Atelier Emé
Tra dieci anni, cosa ti piacerebbe che le persone ricordassero di Ludovica: i contenuti che hai creato o il modo in cui li hai fatti sentire?
Mi piacerebbe si ricordassero di come le ho fatte sentire. Ovviamente. Spero di riuscire a fare tutto ciò che sogno. Di mettere quello che ho dentro a servizio del mio lavoro. Di liberarmi della paura del giudizio. Credo fortemente che ci sia una possibilità per costruire un lavoro che sia artistico in tante forme. Dal presentare, al recitare, a parlare in radio o in una foto che esprime qualcosa. Il rapporto col pubblico mentre lavoro è terapeutico per me. È come se mi sentissi paradossalmente in una bolla sicura. Mentre il cellulare mi fa più paura, gli studi e i set mi mettono a mio agio e fanno uscire la parte migliore di me. Mi auguro che tra 10 anni avrò dato ancora più corpo al mio lavoro e dall’altra parte mi auguro di riuscire a parlare con chi mi segue sui social riguardo qualcosa che faccia sentire loro visti e capiti o che li ispiri e li metta di buon umore, perché per come sta andando il mondo, i giovani hanno bisogno di guide e di persone che investano su di loro e in generale le persone penso abbiano bisogno di vedere più gentilezza e amore.
BODY Intimissimi
SKIRT Alma Sanchez








