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“Edoardo Gallorini – Venezia si propone di presentarne la propria lettura, tra il recupero di atmosfere iconiche e la riflessione su nuovi culti, con l’intento di restaurare uno stile affascinante nel contenuto quanto nella patina che il tempo ha depositato su di esso.” Ecco, come Edorardo Gallorni definisce il suo omonimo brand.

Ci racconti della nuova collezione PE23.

La nuova collezione si intitola “cocktail di vanità”, è una ricerca ed un approfondimento su quelli che sono i concetti chiave del brand, ovvero il glamour e la seduzione.
Glamour, inteso come l’incontro tra un abito e un corpo e la sensazione che può scaturire.
Seduzione, intesa come arma di autodeterminazione della donna.

L’ispirazione per questa collezione nasce dal film erotico del 1973 “Emmanuelle” che racconta di una giovane donna francese dell’alta borghesia.
La ricerca della sensualità e dell’erotismo tramite le atmosfere boudoir, il desiderio di frivolezza, la bellezza ed il mistero hanno dato vita ad una collezione composta da abiti sottoveste, sete scivolate, scollature profonde, spacchi che lasciano travedere il corpo e dettagli di piume.
Inoltre, vi è un forte gioco di colori data soprattutto dalle stampe disegnate da me che ritroviamo sui kimoni in seta. Le stampe raffigurano i salotti borghesi ideali dove la protagonista dei miei racconti vive.

Un’importanza particolare è data al upcycling; come mai ha intrapreso questa strada?

Come giovane designer sono molto attento al tema della sostenibilità.
Fin dalla prima collezione ho lavorato con una realtà veneta che si occupa di recuperare i tessuti dalle grandi maison, per poi lavorarci e dare una nuova vita a questi tessuti pregiati.
Ogni abito è realizzato con scarti di produzioni e tessuti naturali, ovviamente vi è sempre un lavoro di ricerca e di combinazione di tessuti e colori che dona ad ogni capo quella patina glamour che contraddistingue il brand.

Com’è nata l’idea di creare un suo brand?

Fin da bambino sono sempre stato molto appassionato alla moda, al cinema e al mondo dell’antiquariato.
Spesso andavo in giro per mercatini con i miei genitori che ricercavano tessuti originali e pregiati per farsi realizzare i propri abiti su misura.
In seguito, ho coltivato la mia passione studiando moda all’Università IUAV di Venezia  e nel 2019 ho deciso di aprire il mio brand, lasciando dopo 5 anni Dolce& Gabbana.

 

Dove nasce l’ispirazione e l’estetica di Edoardo Gallorini.

Ogni collezione parte da un film di riferimento che rispecchia l’estetica e il concetto alla base del mio brand ovvero “l’erotica noia borghese”.
Le donne protagoniste dei film di cui mi ispiro sono tutte donne che hanno dei tratti comuni ovvero donne sofisticate, mature che hanno un desiderio di trasgressione pur rimanendo sempre super sofisticate e impeccabili, costrette ad impersonificare il concetto di rigore ed eleganza che contraddistingue  la classica morale borghese.
Esempi di donne a cui mi sono ispirato sono Tilda Swinton in “Io sono l’amore” oppure Catherine Deneuve in Belle de jour”.

 

Facendo riferimento al nostro ultimo numero” What women tell”, che pensiero ha riguardo l’empowerment femminile.

Sono cresciuto in una famiglia di molte donne e ho sempre considerato fondamentale la figura della donna.
La mia ispirazione nasce dalla donna, dalla sensualità, che non rispecchia l’idea di una donna succinta ma bensì la sensualità di una donna che trasmette la propria forza d’animo e la propria indipendenza.