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New York non è stata solo lo sfondo della sfilata Chanel del 2 dicembre: è stata il suo battito.
In una stazione della metro dismessa sulla Bowery, Matthieu Blazy ha trasformato i Métiers d’Art in una dichiarazione urbana, cinematografica, democratica.
Dal vagone, come nel video di Melanie, le modelle emergevano come passeggeri reali, portando la couture nel cuore del quotidiano. Il DENIM il nuovo “lingerie denim” fluido e ricamato da Lesage sembrava seta vissuta, intrecciata come mappe di Manhattan, mentre le doppie borse oscillavano sul corpo come linee della subway, simbolo di una donna in movimento, reale, contemporanea.

I ricami dei Métiers d’Art brillavano nel buio: piume di Lemarié leggere come fiati caldi che salgono dai binari, pesci déco di Montex che scivolavano su slip dress anni ’30, gioielli Goossens come ghiaccio notturno, slingback Massaro che trasformavano la corsa urbana in eleganza concreta.

Accanto alla couture, Chanel ha scelto di giocare: T-shirt “I ❤️ NY” ricamate, minaudière a forma di noccioline o mele, e l’iconico maglione blu da supereroe con la “S” sostituita dalle due C intrecciate, gesto pop che nel video vibra di energia e ironia.
Le silhouette erano morbide, portabili, vive: tweed leopardati creati da Lesage, flanelle trasformate in bouclé, gonne-tulipano dipinte a mano, cappotti over che sembravano ombre luminose.
Più che look, un corteo di personaggi: la madre che corre, la socialite scintillante, la ragazza con due borse, la donna in tailleur nero con una flap bag dalle scaglie dorate, la flapper moderna con piume sottili. E proprio qui Chanel cambia passo: non parla più dall’alto, ma cammina accanto alla città.

La donna Chanel oggi prende la metro, corre, sorride, vive.
Il lusso non si allontana: si avvicina.
A New York, Chanel non ha solo sfilato e ha respirato la città, trasformando il rumore, le luci e i volti in una poesia urbana che racconta il futuro. Chanel prende la metro, e in quel gesto semplice la moda ritrova la sua anima.

All photos Copyright CHANEL

Emira M'sakni

Emira M'sakni

Founder e Creative director @spaghettimag Cool Hunter | Sun Addict | Moody |